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Arresti domiciliari: si può cambiare residenza?

13 Gennaio 2023 | Autore:
Arresti domiciliari: si può cambiare residenza?

Come funzionano le misure cautelari? Quando si può ordinare all’indagato di non uscire di casa? Si può chiedere il trasferimento in caso di sfratto?

L’imputato può subire limitazioni alla propria libertà personale prima ancora che il giudice accerti la sua colpevolezza. È ciò che accade con le misure cautelari, cioè con quei provvedimenti che servono a “controllare” la persona accusata di aver commesso un reato. Con questo articolo risponderemo, tra le altre, anche alla seguente domanda: chi è agli arresti domiciliari può cambiare residenza?

Si pensi all’imputato che, mentre si trova ristretto a casa su provvedimento del giudice, venga sfrattato dal proprietario di casa oppure debba andare via dall’immobile per qualsiasi altra ragione, ad esempio per via di un dissesto strutturale dell’abitazione o di infiltrazioni d’acqua che rendono l’ambiente invivibile. In ipotesi del genere, cosa fare? Chi è agli arresti domiciliari può cambiare residenza? Scopriamolo insieme.

Cosa sono gli arresti domiciliari?

Gli arresti domiciliari sono una misura cautelare che il giudice dispone a carico della persona indagata/imputata di un reato.

Ciò significa che può finire ai domiciliari solamente chi è in attesa di giudizio e non chi è stato condannato in maniera definitiva.

Arresti domiciliari: in cosa consistono?

Gli arresti domiciliari consistono nell’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora in cui l’indagato/imputato possa legittimamente stare (ad esempio, casa dei genitori, di un parente o anche solo di un amico che abbia dato la disponibilità), se non con il consenso del giudice.

Ad esempio, a chi si trova ai domiciliari potrebbe essere concesso di allontanarsi esclusivamente per andare al lavoro oppure per provvedere a comperare la spesa necessaria a soddisfare le esigenze primarie.

Arresti domiciliari: quando vengono applicati?

Affinché una persona venga costretta dal giudice a stare ai domiciliari in attesa che il giudizio si definisca occorre che sussistano alcune condizioni.

Innanzitutto, c’è bisogna che ricorra almeno una delle esigenze cautelari previste dalla legge [1], e cioè che l’indagato/imputato, se lasciato in libertà, possa:

  • inquinare le prove (ad esempio, portare via documenti in grado di incastrarlo, ecc.);
  • darsi alla fuga, così da diventare latitante;
  • commettere un nuovo reato. Si pensi alla persona pericolosamente aggressiva che, se lasciata a piede libero, può nuocere ancora.

Con specifico riferimento agli arresti domiciliari, poi, occorre che:

  • una misura cautelare meno afflittiva (come ad esempio l’obbligo di dimora o di presentarsi quotidianamente alla polizia) non sia idonea a prevenire uno dei pericoli previsti dalle esigenze cautelari;
  • ci sia la probabilità che il processo termini con una condanna a pena superiore ai due anni di reclusione;
  • ci sia un luogo in cui poter scontare la misura, come la propria abitazione o quella di un parente, oppure anche una casa famiglia o una comunità di recupero [2];
  • il soggetto non sia già stato condannato per il reato di evasione nei cinque anni precedenti, salvo che il giudice ritenga che il crimine sia stato di lieve entità [3].

Chi è agli arresti domiciliari può cambiare residenza?

Come visto sul finire del precedente paragrafo, per scontare gli arresti domiciliari occorre, appunto, un domicilio; in assenza, non potendo applicare una misura più tenue, il giudice sarà costretto a disporre la custodia cautelare in carcere, aggravando così la condizione dell’indagato/imputato.

Cosa succede se colui che si trova agli arresti ha necessità di cambiare casa, ad esempio perché il proprietario di casa vuole sfrattarlo oppure perché la permanenza è resa impossibile da altre circostanze (infiltrazioni d’acqua, dissesto strutturale dell’immobile, ecc.)?

In un’ipotesi del genere chi si trova agli arresti deve fare istanza al giudice affinché autorizzi lo spostamento in una nuova dimora.

Per fare ciò è sufficiente che l’avvocato depositi una specifica richiesta presso la cancelleria del giudice che sta seguendo il procedimento (il gip se ci si trova ancora durante la fase delle indagini preliminari), illustrando le ragioni del cambio di residenza e, soprattutto, indicando il nuovo domicilio del soggetto che deve stare agli arresti.

Se motivata, l’istanza verrà senza dubbio accolta, a meno che il giudice non ritenga che lo spostamento di residenza sia solo un pretesto per l’indagato/imputato, il quale ha in realtà intenzione di scappare.

Per evitare che la richiesta di modificare la residenza sia rigettata, è bene allegare all’istanza i documenti che giustificano la necessità di cambiare immobile, come ad esempio l’intimazione di sfratto del locatore, la perizia del tecnico che accerta che l’immobile è inabitabile a causa di alcuni gravi difetti, ecc.

Peraltro, la giurisprudenza [4] ha specificato come l’istanza volta a cambiare la residenza ove scontare gli arresti domiciliari debba essere notificata anche alla vittima, qualora trattasi di reato commesso con violenza alla persona, a pena di inammissibilità della richiesta.

Se l’istanza di modifica della residenza non dovesse essere presentata oppure non dovesse essere accolta, chi si trova agli arresti domiciliari non potrà spostarsi: in caso contrario, incorrerebbe nel reato di evasione.

Arresti domiciliari: cosa succede se non si ha una casa?

Il soggetto che deve scontare gli arresti domiciliari e che non ha una casa (nemmeno in affitto), può indicare al giudice qualsiasi altro luogo di privata dimora, purché dimostri che il titolare di essa si è reso disponibile ad ospitarlo.

Si pensi all’indagato/imputato privo di fissa dimora che chiede al proprio fratello oppure ai genitori di essere ospitato per scontare i domiciliari.

In alternativa, la legge dice che va bene anche una comunità o una casa famiglia, sempreché che ci sia il consenso da parte di chi gestisce la struttura.

Non è invece possibile indicare come luogo in cui stare ai domiciliari un immobile occupato abusivamente (ad esempio, senza contratto di locazione o di comodato).

Se il soggetto che deve scontare i domiciliari non ha alcun luogo ove andare, allora al giudice non resta che convertire la misura cautelare in quella più afflittiva della custodia in carcere.


note

[1] Art. 274 cod. proc. pen.

[2] Art. 275 cod. proc. pen.

[3] Art. 284 cod. proc. pen.


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