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Quando è esclusa la responsabilità del venditore?

13 Gennaio 2023 | Autore:
Quando è esclusa la responsabilità del venditore?

Garanzia consumatori: cos’è, come funziona e a chi si applica? Quali sono i diritti del cliente quando il prodotto è diverso rispetto a quello che si credeva?

Hai mai comprato un prodotto che poi si è rivelato ben più scadente di quanto il venditore ti avesse fatto credere? Ecco, in casi del genere la legge ti protegge dandoti il diritto di chiedere la riparazione o la sostituzione della merce, oppure in subordine il rimborso integrale del prezzo. Perché scatti la garanzia, però, occorre che il difetto del bene non sia stato causato proprio da te, ad esempio perché inavvertitamente hai fatto cadere l’oggetto a terra, il quale poi ha smesso di funzionare. Con questo articolo parleremo proprio di questo argomento: vedremo cioè quando è esclusa la responsabilità del venditore.

Come diremo nel prosieguo, ci sono casi in cui non puoi chiedere al venditore che ti sostituisca il prodotto oppure che ti rimborsi i soldi; ciò accade non solo se sei stato tu la causa del malfunzionamento, ma anche se eri a conoscenza dei difetti oppure questi erano talmente evidenti già prima dell’acquisto che non avresti potuto ignorarli. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando è esclusa la responsabilità del venditore.

Garanzia consumatori: in cosa consiste?

Come anticipato in premessa, la legge garantisce tutti i consumatori nel caso di prodotto difforme rispetto a quello pattuito o pubblicizzato.

La garanzia è automatica perché il venditore non può escluderla: essa spetta sempre al consumatore che effettua un acquisto.

La garanzia consumatori consiste nel diritto, in capo all’acquirente, di poter chiedere:

  • la riparazione o la sostituzione del prodotto difettoso o difforme alle promesse;
  • la riduzione del prezzo o il rimborso integrale, nell’ipotesi in cui non sia possibile procedere alla riparazione o alla sostituzione.

Garanzia: a chi spetta?

La garanzia di cui stiamo parlando è un diritto di tutti i consumatori, cioè delle persone fisiche che acquistano per scopi estranei alla propria professione.

Ad esempio, il medico che compra un televisore è sicuramente un consumatore, in quanto il bene che ha comprato non serve alla sua professione. Al contrario, il medico che acquista l’apparecchiatura per il proprio studio (computer, ecografo, ecc.) non è un consumatore.

Quando si acquista un bene senza essere consumatori si ha comunque diritto alla garanzia, solo che questa è più ridotta.

Garanzia consumatori: quando scatta?

La garanzia consumatori scatta ogni volta che il bene acquistato non è conforme rispetto a quello che il venditore ha promesso oppure pubblicizzato. Ciò significa che si ha diritto alla garanzia non solo se il prodotto è difettoso (ad esempio perché malfunzionante) ma anche quando è diverso rispetto a quello che legittimamente si credeva di acquistare.

Ad esempio, il consumatore che compra un computer con un processore meno performante di quello indicato sulla confezione oppure dichiarato dal venditore avrà diritto a farsi sostituire il prodotto con quello effettivamente promesso in sede di vendita.

Insomma: la garanzia consumatori si applica ogni volta che il prodotto è difforme rispetto a quello che il venditore ha fatto intendere di cedere.

Responsabilità del venditore: quando è esclusa?

Non c’è invece garanzia quando il consumatore ha causato il difetto oppure quando ne era a conoscenza o avrebbe dovuto esserlo se fosse stato attento.

Di conseguenza, non c’è garanzia quando:

  • l’acquirente è la causa diretta del guasto o della difformità. Si pensi al consumatore che rompe il cellulare appena acquistato perché lo fa cadere in acqua;
  • il difetto è provocato dalle indicazioni fornite dal consumatore in fase di installazione. È il caso dell’acquirente che decide di far installare un elettrodomestico in uno spazio troppo angusto, causandone ammaccature varie;
  • la difformità era stata accettata dal consumatore al momento dell’acquisto. Si pensi a chi compra un cellulare guasto sapendo del difetto;
  • la difformità era talmente evidente che il consumatore avrebbe dovuto notarla utilizzando l’ordinaria diligenza. È il caso di chi acquista un prodotto che presenta un evidente vizio riscontrabile già a prima vista (cellulare con lo schermo rotto, elettrodomestico con evidente ammaccatura in una parte visibile, ecc.).

In tutte queste ipotesi, il cliente non potrà vantare alcun diritto nei riguardi del venditore, il quale è quindi esente da ogni tipo di responsabilità.

Venditore: è responsabile dei vizi del produttore?

Il venditore è invece responsabile, nei confronti del cliente, dei vizi imputabili direttamente al produttore oppure ad altro soggetto facente parte della catena di distribuzione.

Ciò significa che il consumatore potrà praticamente sempre rivalersi contro il venditore, anche in presenza di un vizio di fabbrica oppure di un difetto provocato dal grossista.

In pratica, il venditore risponde per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. Il consumatore dovrà quindi sempre e comunque rivolgersi al venditore, che è l’unico soggetto con il quale ha realizzato un rapporto contrattuale.

Il venditore potrà però agire in regresso contro i veri responsabili del difetto (produttore, grossista, distributore, ecc.).

Come attivare la garanzia?

Il consumatore che vuole far valere il proprio diritto alla riparazione/sostituzione del prodotto difettoso ovvero al rimborso del prezzo (o riduzione) deve provare il proprio acquisto attraverso qualsiasi mezzo: scontrino, fattura, estratto conto, testimonianze, ecc.

L’azione del consumatore diretta a far valere i difetti si prescrive nel termine massimo di 26 mesi dalla consegna del bene.

Per tutti gli acquisti effettuati dal primo gennaio 2022 non c’è più l’obbligo di denunciare il vizio entro due mesi. A tal proposito si rinvia alla lettura dell’articolo dal titolo Garanzia: addio obbligo di denuncia entro due mesi. Resta invece l’obbligo di denunciare i vizi entro 8 giorni se non si è consumatori.

Per ulteriori approfondimenti, si legga l’articolo dal titolo Prodotti difettosi: la garanzia parte da quando me ne accorgo?

Come funziona la prova del difetto di conformità?

La legge stabilisce che, salvo prova contraria, i difetti di conformità che si manifestano entro 6 mesi dalla consegna del bene si presumono esistenti già a tale data: in questo caso spetterà quindi al venditore dimostrare che il bene era pienamente conforme, cioè che il difetto lamentato dal consumatore è sopravvenuto successivamente alla consegna.

Se i difetti si manifestano invece successivamente ai 6 mesi dalla consegna sarà il consumatore a dover fornire la prova che il difetto fosse presente al momento dell’acquisto.



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