HOME Articoli

Editoriali Multe: quando i Comuni falsano i termini per la notifica

Editoriali Pubblicato il 24 novembre 2014

Articolo di




> Editoriali Pubblicato il 24 novembre 2014

I 90 giorni decorrono dalla data dell’accertamento che, nel caso di autovelox, decorre dal giorno stesso dell’infrazione.

Alcuni Comuni stanno adottando un comportamento palesemente illegittimo: le multe per autovelox vengono inviate ai cittadini ben oltre il termine dei 90 giorni dalla constatazione dell’illecito (per come, invece, previsto dalla legge). Secondo le amministrazioni locali, i termini decorrerebbero piuttosto dalla data di presa visione della fotografia che, evidentemente, gli enti locali fanno slittare a proprio piacimento. Insomma, un modo per prendersi più tempo ed evitare la decadenza che, altrimenti, scatterebbe automatica. Risultato: i cittadini ricevono sanzioni che, per il codice della strada, sarebbero già abbondantemente prescritte.

Eppure il codice della strada parla chiaro: i 90 giorni decorrono dalla data effettiva in cui è avvenuta l’infrazione salvo qualora sia necessario effettuare più approfonditi controlli ai fini dell’identificazione del contravventore. Ipotesi che certo non ricorre nel caso dell’autovelox.

Come abbiamo già spiegato nell’articolo “Migliaia di multe notificate in ritardo: come contestarle” questo comportamento è illecito e va fermamente criticato. E ciò nonostante il recente aiuto offerto dalla Cassazione ai Comuni, appoggiando, di fatto, le loro pratiche illegittime (leggi “Da quanto parte il termine dei 90 giorni per notificare la multa”).

Ma cosa prevede il Codice della strada? Per la notificazione delle violazioni, il termine per la comunicazione al proprietario del mezzo deve essere calcolato inderogabilmente dalla data dell’accertamento. Per cui, qualora non vi sia stata contestazione immediata della violazione, esso decorre dal momento dell’identificazione, attraverso il numero di targa, del proprietario del veicolo o del soggetto obbligato in solido al pagamento, oppure in caso di incidente stradale, a seguito della ricostruzione della dinamica dell’evento infortunistico. In queste ipotesi, dunque, tale data non coincide necessariamente con quella della violazione, fermo restando che il tempo concretamente impiegato per la notifica deve essere giustificato, non eccessivo e strettamente necessario per le attività che porteranno all’accertamento successivamente alla data in cui si è verificata la violazione.

In base, dunque, al Codice della strada [1], procrastinare la decorrenza dei termini per la notifica del verbale rispetto alla data in cui è avvenuta effettivamente la violazione è giustificato nel caso di attività di accertamento, per risalire al trasgressore, presso i pubblici registri o presso l’archivio nazionale dei veicoli; la notifica, pertanto, può essere effettuata dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere all’identificazione dell’effettivo trasgressore o altro dei soggetti obbligati in solido.

Tuttavia, nel caso di multe accertate tramite autovelox, le sole operazioni di sviluppo delle foto e di visione delle immagini non giustificano dilazioni del termine per la notifica, in quanto eventuali difficoltà organizzative della pubblica amministrazione non possono essere poste a discapito del soggetto a cui deve essere notificata la violazione.

Il mancato rispetto del termine prescritto per la notifica comporta l’estinzione dell’obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, da far valere in sede di ricorso al prefetto o, in alternativa, al giudice di pace.

note

[1] Art. 201 cod. str.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI