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Cos’è il codice azienda?

14 Gennaio 2023 | Autore:
Cos’è il codice azienda?

Cos’è, a cosa serve e chi deve aprire una partita iva? Come funziona e com’è composto il codice ateco?

Per esercitare un’attività economica bisogna mettersi in regola con alcuni adempimenti. Uno dei più importanti è sicuramente quello riguardante l’apertura della partita Iva: ai fini fiscali, occorre “identificarsi” agli occhi dello Stato grazie all’assegnazione di un codice che individua in modo univoco il lavoratore oppure la ditta. Con questo articolo risponderemo, tra le altre, anche alla seguente domanda: cos’è il codice azienda?

Come vedremo nel prosieguo, rispondere a questa domanda significa dover necessariamente parlare del codice ateco, con il quale in effetti si identifica. Spiegheremo anche qual è la differenza con la partita iva, considerata la facilità con cui è possibile fare confusione. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prenditi cinque minuti di tempo per proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è e a cosa serve il codice azienda.

Partita iva: cos’è e a cosa serve?

Come anticipato in premessa, chi vuole iniziare un’attività economica deve munirsi di partita iva. Si tratta di un codice di 11 cifre che identifica in modo univoco un’impresa, una società o un lavoratore autonomo. Insomma: si tratta di una specie di codice fiscale, il cui scopo è di individuare il lavoratore agli occhi del fisco.

Aprire una partita iva non costa nulla: è sufficiente recarsi presso l’Agenzia delle entrate e chiedere che ne venga assegnata una. Per velocizzare le operazioni, è possibile scaricare dal sito internet dell’Agenzia delle entrate la modulistica che occorre poi presentare allo sportello.

In alternativa, è possibile aprire una partita iva anche online (invio telematico) tramite apposito software che si scarica dal sito dell’Agenzia delle entrate, oppure facendosi aiutare dal proprio commercialista.

È obbligatorio aprire la partita iva?

L’apertura della partita iva è necessaria solo per lo svolgimento in forma organizzata di un’attività di lavoro autonomo, avente le caratteristiche di abitualità, continuità e professionalità.

Ciò significa che l’apertura della partita iva non è obbligatoria per chi svolge un’attività economica in modo solamente saltuario, riportando ricavi minimi. In questi casi, i guadagni andranno dichiarati al fisco tramite rilascio di una ricevuta per prestazione occasionale.

Codice azienda: cos’è e a cosa serve?

Il codice azienda è il numero che identifica il tipo di attività economica di un soggetto che ha aperto una partita iva. In effetti, il codice azienda corrisponde al codice ateco, di cui in effetti è un sinonimo.

Come vedremo, il codice azienda è una sequenza alfanumerica che permette di stabilire a quale “ramo” appartiene l’attività che esercita chi ha aperto una partita iva.

Codice azienda e partita iva: differenze

Mentre la partita iva serve a individuare il lavoratore/contribuente sotto il profilo fiscale, il codice azienda individua il tipo di attività economica che il soggetto o l’impresa svolge.

Inoltre, mentre la partita iva è strettamente personale, nel senso che non ce ne possono essere due uguali, il codice azienda (o ateco) è uguale per tutti coloro che svolgono la stessa attività lavorativa.

Ad esempio, tutti gli architetti sono identificati dallo stesso codice ateco (71.11.00), mentre ognuno di essi ha una diversa partita iva. Stesso dicasi per gli ingegneri (codice 71.12.10), per gli avvocati (69.10.10), ecc.

Inoltre, mentre la partita iva viene assegnata dall’Agenzia delle entrate, il codice azienda va indicato sulla base di un elenco ben determinato.

Ciò significa che, al momento dell’apertura della partita iva, ciascun lavoratore potrà indicare autonomamente il codice azienda che identifica la propria attività, scegliendo tra quelli messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

A una singola partita iva, poi, possono essere attribuiti anche più codici Ateco. È il caso delle aziende o dei privati che svolgono più attività contemporaneamente.

In questa ipotesi, la singola partita iva può avere più codici Ateco, che si divideranno in primari e secondari: il primario indica le attività che contribuiscono in percentuale maggiore al valore aggiunto dell’unità; tutte le altre attività economiche saranno identificate con un codice Ateco secondario.

Il codice azienda non serve nemmeno a identificare il regime fiscale scelto dal contribuente (minimi, forfettario, ordinario, ecc.) in quanto, come detto, il suo scopo è solamente quello di specificare la tipologia di attività economica.

Com’è fatto il codice azienda?

Il codice azienda (o codice ateco) è composto di una lettera, che indica il macro-settore economico dell’attività, e di una serie di cifre, da 2 a 6 numeri, che identifica con precisione crescente il tipo di attività in questione.

La lettera è quindi seguita da numeri che offrono informazioni sulla divisione (prime due cifre), gruppo (terza cifra), classe (quarta cifra), categoria (quinta cifra) e sottocategoria (sesta cifra).

Ad esempio, la lettera M identifica tutte le “Attività professionali, scientifiche e tecniche”; al suo interno, il numero 69 individua le attività legali e di contabilità, il numero 70 le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, il numero 71 l’attività degli studi di architettura e d’ingegneria.

Cliccando sul link si avrà accesso all’elenco completo dei codici ateco.



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