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Notifiche: copia dell’atto e originale devono essere conformi e uguali

24 novembre 2014


Notifiche: copia dell’atto e originale devono essere conformi e uguali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 novembre 2014



Se nella copia mancano delle pagine per comprendere l’atto, la sua incompletezza rende la notifica nulla.

La notifica è nulla se la copia dell’atto notificato e l’originale non sono conformi. La conformità tra originale e copia dell’atto notificato si presume, e tale presunzione viene meno se il destinatario eccepisce e produce quest’ultimo incompleto. In pratica, se il soggetto notificato dà la dimostrazione che la copia da lui ricevuta manca di qualche pagina, la notifica può essere invalidata perché non consente di comprendere il significato integrale dell’atto originale.

Lo ha chiarito la Cassazione in una recente ordinanza [1].

I giudici della Corte Suprema hanno ricordato, ancora una volta, come la notifica è un procedimento che deve rispettare tutta una serie di garanzie, volte a tutelare il diritto di difesa del soggetto ricevente. A tal fine, l’ufficiale giudiziario, nel momento in cui notifica il plico, è tenuto a redigere la cosiddetta relata di notifica, con l’indicazione di tutte le ricerche e formalità da questi poste in essere. Non meno importante è il fatto che la relata di notifica, che viene apposta sulla copia dell’atto notificato, ha valore di una certificazione di conformità della copia all’originale, anche relativamente al numero di pagine dell’atto notificato. In pratica, in essa l’ufficiale attesta la conformità (ossia l’uguaglianza) della copia rispetto all’originale, al fine di consentire al destinatario dell’atto di avere conoscenza legale di esso (l’originale, appunto).

Quindi, nel caso in cui nella copia dell’atto notificata dovessero mancare delle pagine necessarie alla comprensione del contenuto intrinseco di esso, l’incompletezza della copia notificata rispetto all’atto originale determina la nullità non dell’atto, ma della notifica. Risultato: 1 a 0 per il destinatario dell’atto, fermo restando che – se i termini non sono scaduti – il soggetto notificante potrebbe provvedere alla notifica di un nuovo atto, questa volta evitando i vizi precedenti.

E inoltre, hanno evidenziato i supremi giudici, che è ovvio che sarà sulla copia che il destinatario farà affidamento e sarà sulla base degli elementi ivi contenuti che potrà esplicare la sua azione difensiva. E quindi una copia notificata, ma incompleta, di un atto di citazione o di una cartella esattoriale, che non può, per quanto sopra esposto, consentire al destinatario di difendersi, sarà nulla per inidoneità al raggiungimento dello scopo. E sarà, di conseguenza, opportuno disporre il rinnovo della notifica dell’atto originale, a meno che – qualora si tratti di atto di citazione – il convenuto si costituisca in causa, sanando così la nullità.

note

[1] Cass. ord. n. 23420 del 4.11.2014.

Autore immagine: 123rf com

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