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Come dare un nome ad una nuova attività o prodotto?

15 Gennaio 2023 | Autore:
Come dare un nome ad una nuova attività o prodotto?

Cosa sono i segni distintivi? Come attribuire una ditta alla propria attività economica? Quando si può registrare un marchio?

Gli imprenditori operano sul mercato e, soprattutto, in concorrenza con un numero più o meno vasto di altri imprenditori che producono o scambiano gli stessi beni o servizi. È quindi particolarmente importante, per il singolo imprenditore, che la sua attività, i locali in cui questa si svolge e i prodotti o i servizi forniti siano immediatamente riconoscibili e distinguibili da tutti gli altri, perché in questo modo si favorisce la formazione e il mantenimento della clientela. Ecco perché è fondamentale sapere come dare un nome ad una nuova attività o prodotto.

Anche i consumatori, del reato, hanno un rilevante interesse a essere correttamente informati su chi sia l’imprenditore e sulle caratteristiche dei sui prodotti perché solo in questo caso possono fare consapevolmente le proprie scelte. Ecco perché sono così importanti i cosiddetti segni distintivi dell’attività economica. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come dare un nome ad una nuova attività o prodotto.

Cosa sono i segni distintivi?

Si definiscono “segni distintivi” quegli elementi che hanno funzione di identificare in modo univoco un determinato imprenditore, il luogo dove esercita la propria attività e il prodotto della sua impresa, per differenziarli agli occhi del pubblico dei consumatori.

In pratica, i segni distintivi servono a rendere unico e, per questo, riconoscibile, un soggetto che esercita un’attività d’impresa.

Quali sono i segni distintivi?

I segni distintivi sono la ditta, l’insegna e il marchio:

  • la ditta è il nome sotto il quale l’imprenditore esercita la sua attività. Può dunque definirsi come il suo nome commerciale e può essere liberamente scelto dall’imprenditore, purché non sia già impiegato da altri;
  • l’insegna è il segno distintivo dei locali in cui si esercita l’attività d’impresa. In pratica, si tratta della classica “tabella” apposta al di fuori dei locali. L’insegna non deve essere uguale o simile a quella che contraddistingue i locali di un imprenditore concorrente;
  • il marchio è il segno distintivo dei prodotti o dei servizi forniti dall’imprenditore. Si pensi al coccodrillo della Lacoste o al cavallino rampante della Ferrari.

Come dare un nome a una nuova attività?

È quindi chiaro che chi voglia dare un nome a una nuova attività debba scegliere la ditta, che è appunto la denominazione dell’impresa.

“Impresa” e “attività economica” sono infatti praticamente sinonimi, visto che l’impresa individua un’attività economica organizzata, esercita professionalmente, diretta alla produzione o allo scambio di beni o di servizi.

Insomma: chi intraprende sul serio un’attività economica mette su un’impresa, la quale ha per forza bisogno di un nome (cioè, di una ditta) per essere riconoscibile sul mercato.

La ditta si formalizza mediante iscrizione della stessa all’interno del registro delle imprese, che è quel registro conservato dalla camera di commercio in cui vanno iscritte tutte le vicende più importanti dell’impresa, dalla costituzione fino alla cessazione dell’attività.

Come deve essere il nome della nuova attività?

Il nome della nuova attività che si vuole intraprendere deve rispettare alcune regole. Innanzitutto, non si può usare la ditta di un’altra impresa, né una simile che possa generare confusione: si tratterebbe di una mossa scorretta, che lede le norme sulla concorrenza.

Per la precisione, la legge [1] dice che la ditta deve essere formata da:

  • un elemento necessario, cognome o sigla dell’imprenditore;
  • un elemento di fantasia, costituito da parole liberamente scelte. Quest’ultimo elemento è però facoltativo.

Il sig. Mario Bianchi può aprire un bar la cui ditta corrisponda al suo nome, oppure aggiungere qualcos’altro a questa indicazione minima. Ad esempio, il bar può chiamarsi “Gelateria artigianale – bar di Mario Bianchi”.

Come ricordato, non è possibile adottare una ditta uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore. Quando c’è rischio di confusione, il titolare della ditta iscritta successivamente nel registro delle imprese sarà costretto a modificarla o a integrarla.

Come dare un nome a un nuovo prodotto?

Il nome del prodotto corrisponde al marchio il quale, come visto sopra, rappresenta un segno distintivo insieme alla ditta e all’insegna. Per la precisione, il marchio è il segno distintivo del prodotto o del servizio fornito dall’imprenditore.

In pratica, il marchio è il segno impresso su un prodotto (una lattina, una bottiglia, un paio di scarpe, un capo di abbigliamento, ecc.) che lo rende unico e lo differenzia dagli altri.

Ad esempio, in un supermercato è possibile trovare tante bibite gassate ma ognuna di esse si distingue dalle altre grazie al marchio che è impresso su di loro. Si pensi alla differenza tra Coca Cola e Pepsi, tanto per limitarci a un solo esempio.

Il marchio può consistere in qualsiasi espressione grafica idonea a individuare un determinato prodotto. Ciò significa che un marchio può essere costituito da parole, numeri, disegni, cifre, lettere e perfino da suoni (si pensi alla sigla di una trasmissione o al jingle di uno spot pubblicitario).

Ad esempio, il famoso “baffo” della Nike è un marchio che consiste in un disegno (o simbolo), esattamente come la “mela morsa” della Apple.

Come funziona la registrazione del marchio?

Mentre la ditta ottiene formale riconoscimento a seguito dell’iscrizione nel registro delle imprese, il marchio deve essere registrato presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi (se ne trova un ufficio presso ogni Camera di commercio).

Con la registrazione del marchio, il titolare potrà difendersi contro tutti coloro che intendono appropriarsi del suo segno distintivo, agendo in tribunale per chiedere la rimozione del marchio contraffatto, il risarcimento dei danni e perfino la sua rivendicazione nei confronti di chi ha abusivamente registrato o chiesto la registrazione di un marchio senza averne il diritto.

Il marchio viene riconosciuto solamente se presenta le seguenti caratteristiche:

  • originalità, nel senso che deve avere l’effettiva capacità di distinguere un prodotto o un servizio e non ridursi ad una denominazione generica o a parole o figure di uso generale. Ad esempio, un produttore di aquiloni non può usare come marchio la semplice parola “Aquiloni”, in quanto non sarebbe in grado di distinguere il suo prodotto da qualunque altro;
  • novità, in quanto il marchio non può essere uguale o simile ad altri marchi già registrati o utilizzati;
  • liceità, nel senso che un marchio non può essere contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume.

note

[1] Artt. 2563 ss. cod. civ.


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