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Da oggi anche i dirigenti possono subire il licenziamento collettivo

25 Novembre 2014
Da oggi anche i dirigenti possono subire il licenziamento collettivo

Riorganizzazioni aziendali: anche i dirigenti inclusi fra i soggetti interessati dalla procedura.

 

Da oggi entra in vigore la nuova legge [1] in forza della quale anche i dirigenti sono inclusi tra i soggetti a cui si applica la procedura di licenziamento collettivo.

Sino a ieri, una legge del ’91 [2] aveva escluso i manager da tale tipo di procedura, per via della particolare tipologia di rapporto di lavoro che li lega all’azienda (leggi: “Il licenziamento del dirigente: quando è possibile”). Senonché è intervenuta, lo scorso 13 febbraio, una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha dichiarato illegittima tale differenza di trattamento. Così è stata approvata la legge in commento che ha equiparato la posizione del dirigente a quella del lavoratore dipendete “comune”.

Così da ora i dirigenti saranno conteggiati sia nel calcolo dei 5 lavoratori per i quali l’impresa intende procedere al licenziamento, sia nel calcolo dell’organico che determina il superamento della soglia dei 15 dipendenti.

Quanto alla procedura essa ricalca quella classica. Inizialmente l’azienda invia ai sindacati (quelli comparativamente più rappresentative per il personale dirigenziale) la lettera con cui comunica l’intenzione di procedere al licenziamento collettivo. Vengono così fissati “appositi incontri”, entro i termini e le procedure di legge.

Circa i criteri di scelta per il licenziamento, il datore di lavoro deve tenere conto, delle esigenze tecnico organizzative, dell’anzianità aziendale e dei carichi di famiglia.

Il licenziamento del dirigente intimato senza forma scritta è nullo. Per l’impugnazione del recesso si applicano i termini fissati dal cosiddetto collegato lavoro (impugnazione in via stragiudiziale entro 60 giorni, e in via giudiziale nei successivi 180 giorni).

La violazione delle regole sui criteri di scelta, comporta per il datore di lavoro il pagamento in favore del dirigente di un’indennità in misura compresa tra dodici e ventiquattro mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

L’importo concreto della sanzione dovrà essere quantificato dal giudice, tenendo conto della natura e della gravità della violazione.


note

[1] Art. 16 della legge 161/2014, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 261 dello scorso 10 novembre.

[2] L. 223/1991.

[3] C. Giust. UE sent.

Autore immagine: 123rf com


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