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Scuola: guida ai permessi brevi

16 Gennaio 2023 | Autore:
Scuola: guida ai permessi brevi

Docenti e personale ATA: quando possono assentarsi dall’istituto scolastico; quanto dura il permesso e qual è il limite massimo di ore concedibili; come fare la domanda.

Come tutti i lavoratori dipendenti subordinati, anche i docenti, gli impiegati amministrativi e i bidelli possono avere, durante la loro giornata lavorativa, la necessità di assentarsi dal servizio per esigenze personali e vari motivi privati. In questa guida ai permessi brevi ti spiegheremo come funzionano queste interruzioni dell’attività lavorativa giornaliera, quali sono le modalità della richiesta e come avviene il recupero delle ore fruite.

Ti premettiamo, per fugare ogni dubbio, che i permessi brevi sono regolarmente retribuiti e spettano anche al personale assunto a tempo determinato, quindi agli insegnanti supplenti.

Quali sono i permessi brevi e quanto durano?

Sono considerati permessi brevi quelli che non superano la metà dell’orario lavorativo giornaliero: così, se ad esempio nell’arco della giornata lavorativa è previsto lo svolgimento di 6 ore di lavoro, il permesso breve non potrà eccedere le 3 ore, mentre se il turno programmato è di 8 ore il permesso breve potrebbe arrivare fino a 4 ore consecutive. Tuttavia, a prescindere dall’articolazione dell’orario giornaliero, per il personale docente il limite massimo di durata del permesso breve è di 2 ore; invece i permessi brevi spettanti al personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) hanno una durata massima di 3 ore.

Va precisato che l’unità oraria non è frazionabile, quindi nel computo di durata dei permessi brevi si considerano le ore intere: ad esempio, un professore che quel giorno ha 3 ore di lezione potrà chiedere soltanto un’ora di permesso, non un’ora e mezzo; mentre, se avesse in programma una sola ora di lezione, non potrebbe chiedere un permesso breve di mezz’ora.

Qual è il limite massimo dei permessi brevi?

In base al contratto collettivo nazionale di lavoro vigente per il comparto scuola [1], il limite massimo di permessi brevi di cui può fruire un dipendente scolastico è commisurato alla tipologia di impiego (docenti o Ata) ed all’orario di servizio settimanale. In particolare, gli insegnanti di ruolo e con orario lavorativo completo possono arrivare, in un anno scolastico:

  • nella scuola secondaria di primo e secondo grado, fino a 18 ore annue di permesso breve;
  • nella scuola primaria, fino a 24 ore annue di permesso breve;
  • nella scuola dell’infanzia, fino a 25 ore annue di permesso breve.

I permessi brevi spettanti al personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) sono leggermente più ampi: possono arrivare fino a 36 ore per ogni anno scolastico, a prescindere dalla tipologia dell’istituto scolastico in cui sono impiegati e – come abbiamo detto prima – la durata massima del permesso breve quotidiano è di 3 ore, anziché di sole 2 ore come per i docenti.

Come si chiedono i permessi brevi?

Il permesso breve deve essere sempre chiesto su domanda dell’interessato ed autorizzato dal dirigente scolastico, compatibilmente con le esigenze di servizio (quindi il dirigente dovrà valutare le concrete possibilità di sostituzione del docente durante le ore di permesso; la sostituzione non è richiesta quando si tratta di personale ATA).

Nella richiesta di permesso breve non è necessario indicare una specifica motivazione, ed è sufficiente una dicitura generica, come «esigenze personali» o «motivi privati». Non occorre neanche allegare alcuna documentazione giustificativa dei motivi alla base della richiesta di permesso breve.

Permessi brevi: come si recuperano?

Il recupero delle ore di permesso breve deve avvenire di regola entro i due mesi lavorativi successivi, in relazione alle esigenze di servizio dell’istituto scolastico e con le modalità stabilite dal dirigente.

Il Ccnl scuola [1] prevede che i docenti debbano recuperare «prioritariamente» i permessi brevi mediante «supplenze o svolgimento di interventi didattici integrativi», e dando precedenza alla classe in cui avrebbero dovuto tenere lezione durante le ore di assenza per fruizione del permesso breve.

Permessi brevi: c’è trattenuta sulla retribuzione?

Non può essere operata alcuna trattenuta sulla retribuzione se il mancato recupero delle ore di permesso breve entro i due mesi successivi non è imputabile al dipendente (ad esempio, perché è in ferie o è assente per malattia o in congedo per maternità). Se, invece, il recupero non è stato possibile per fatto imputabile al lavoratore, l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante per il numero di ore non recuperate.


note

[1] Art. 16 del CCNL 2006-09, rinnovato e inglobato nel CCNL Istruzione e Ricerca firmato da ARAN e Confederazioni sindacali il 09.02.2018.


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