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Addebiti fraudolenti su carta di credito: cosa fare

16 Gennaio 2023 | Autore:
Addebiti fraudolenti su carta di credito: cosa fare

Prelievi non autorizzati sul conto corrente: come comportarsi, chi chiamare, come ottenere il rimborso e quando c’è l’indennizzo.

Utilizzare la carta di credito è sicuramente un’enorme comodità: non bisogna portare contante con sé, il rischio di subire truffe è minimo, nel caso di furto del portafogli è sempre possibile bloccare la carta per impedire che i ladri possano utilizzarla. Praticità e sicurezza sono quindi i punti di forza. Gli svantaggi sono che, senza neanche accorgersene, qualcuno potrebbe un giorno scoprire che sul proprio conto sono stati effettuati dei prelievi non autorizzati. Come comportarsi in questa ipotesi? Cosa fare in casa di addebiti fraudolenti sulla carta di credito?

Fortunatamente è possibile mettere al riparo i propri risparmi da eventuali truffatori che, in un modo o nell’altro, siano riusciti a effettuare prelievi non autorizzati sul conto. La legge prevede perfino la possibilità di chiedere il rimborso all’istituto di credito, cioè alla banca o alle poste. Ma procediamo per gradi. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fare in casa di addebiti fraudolenti sulla carta di credito.

Che cos’è la carta di credito?

La carta di credito è una carta di pagamento, cioè uno strumento che consente di effettuare transazioni sia in luoghi fisici (ad esempio, negli esercizi commerciali, tramite pos) che negli store online.

La carta di credito sfrutta il denaro che il titolare ha sul proprio conto corrente. Ecco perché si tratta di uno strumento di pagamento bancario: il suo funzionamento dipende dai soldi depositati in un istituto di credito.

Tanto vale anche per i conti correnti postali, ai quali è collegata una specifica carta di pagamento denominata BancoPosta.

Come funziona una carta di credito?

Come ricordato, la carta di credito consente di effettuare acquisti e pagamenti senza dover ricorrere materialmente al denaro contante.

Ad esempio, chi decide di pagare con la propria carta di credito una cena al ristorante non dovrà fare altro che inserire la stessa nel terminale di pagamento (o pos) presente nel locale, digitare il codice segreto (pin) e concludere l’operazione. Il pagamento verrà così eseguito dalla banca, la quale provvederà immediatamente a trasferire il denaro sul conto del creditore (nell’esempio appena fatto, il ristoratore).

L’addebito sul conto del titolare della carta, però, non avviene immediatamente ma a fine mese. Quindi, se viene comprato un dato bene, l’esercizio commerciale riceve subito i soldi, i quali però vengono scalati dal conto dell’acquirente non immediatamente ma a fine mese.

Addebiti fraudolenti sulla carta: come avvengono?

All’inizio abbiamo detto che le carte di credito sono sicure. Questo non significa, però, che sia assolutamente impossibile frodare il titolare.

Ad esempio, è possibile clonare la carta di credito quando la si utilizza per il prelievo al bancomat. La truffa più classica consiste nell’applicare uno skimmer sullo sportello dell’ATM in corrispondenza della fessura in cui si inserisce la carta, con l’obiettivo di bloccare l’erogazione dei contanti e contestualmente memorizzare i dati della carta.

Lo skimmer è un dispositivo capace di leggere e immagazzinare su una memoria interna i dati della banda magnetica dei badge.

La clonazione può attuarsi anche attraverso l’introduzione di un malware nel computer che si cela all’interno dell’ATM. In pratica, il criminale agisce sul software così da poter prelevare tutto il denaro presente al suo interno.

Un altro metodo classico per effettuare addebiti fraudolenti è quello di accedere direttamente al conto della vittima hackerando l’area utente riservata ai servizi di home banking.

Così facendo, il malintenzionato si introduce nel conto direttamente online, disponendo ad esempio bonifici su un altro conto di cui ha la disponibilità.

Cosa fare nel caso di addebiti fraudolenti su carta di credito?

Mettiamo il caso che, leggendo l’estratto conto, ci si accorga di un importante ammanco non spiegabile in alcun modo. Cosa fare in questo caso?

Ebbene, accertato l’addebito fraudolento, la prima cosa da fare è bloccare il conto e la carta di credito chiamando il numero verde fornito dall’istituto emittente. Ad esempio, nel caso di addebito fraudolento su conto BancoPosta, per ottenere il blocco si deve contattare il numero verde 800.00.33.22.

Si tratta di una procedura da seguire anche nel caso in cui la carta di credito non sia stata smarrita: è infatti possibile che qualcuno l’abbia clonata. Il blocco, inoltre, impedisce qualsiasi tipo di movimentazione sul conto.

Dopodiché, occorre sporgere denuncia presso le forze dell’ordine. Si tratta di un passaggio fondamentale, in quanto è solo presentando copia della denuncia sporta che la banca potrà poi procedere al disconoscimento formale delle operazioni e, soprattutto, al rimborso delle somme illegittimamente prelevate.

Addebiti fraudolenti su carta di credito: come ottenere il rimborso?

Veniamo ora al punto probabilmente più importante: come ottenere il rimborso degli addebiti fraudolenti su carta di credito.

Perché si abbia diritto alla restituzione delle somme illegittimamente sottratte è necessario che il correntista truffato dimostri che:

  • l’ammanco non sia dipeso da sua colpa;
  • la segnalazione all’istituto di credito sia stata tempestiva.

Il primo requisito fa riferimento alla diligenza tenuta dal correntista nel conservare la sua carta ed evitare che la stessa sia fatta oggetto di furto o clonazione. Il secondo presupposto, invece, riguarda l’immediatezza della segnalazione dopo la scoperta dell’addebito fraudolento.

In altre parole, non appena il cliente si rende conto di essere stato derubato, deve segnalare l’accaduto alla banca perché proceda al blocco della carta e del conto.

Tutte le somme indebitamente sottratte durante il periodo che va dalla scoperta dell’illecito alla segnalazione non sono rimborsate se l’inerzia del cliente è ingiustificata.

Si pensi a chi, scoperto il fatto, provveda a denunciarlo solo dopo un mese: tutto ciò che gli verrà sottratto nel corso dei trenta giorni non gli verrà rimborsato perché la perdita è dovuta alla sua negligenza [1].

I tempi del rimborso dovrebbero essere celeri: in genere, non oltre le due settimane. In caso di ritardi o di illegittimo rifiuto della banca, è possibile fare ricorso all’Arbitro bancario finanziario.

Come funziona la franchigia?

La legge prevede una franchigia di importo non superiore a 150,00 euro che il cliente può essere tenuto a sopportare se la banca non ritiene che la sua comunicazione sia stata tempestiva, ovvero che non abbia fatto tutto quanto in suo potere per impedire il furto.

Se, invece, ha agito con dolo, cioè intenzionalmente a danno della banca, non si applicherà nessuna franchigia e il cliente sopporterà per intero il danno.

Si precisa che molte banche prevedono, nelle proprie condizioni contrattuali, l’azzeramento della franchigia: il rimborso, in questi casi, è totale.

Addebiti fraudolenti: quando spetta l’indennizzo?

L’istituto di credito, come detto, è obbligato a rimborsare i prelievi non autorizzati. La giurisprudenza è andata oltre e ha riconosciuto al correntista perfino il diritto ad ottenere un indennizzo nel caso in cui dai prelievi indebiti gli sia derivato un danno.

Nel caso analizzato dai giudici, la banca aveva provveduto a segnalare il proprio cliente alla Centrale Rischi a causa del debito che aveva contratto, debito che derivava proprio dall’ammanco incolpevole [2]. Riconosciuta l’estraneità del cliente, la banca è stata condannata non solo al rimborso ma anche al pagamento di un (modesto) indennizzo per le conseguenze negative derivanti dall’iscrizione alla Centrale Rischi.

Difatti, anche la banca deve prestare attenzione alle operazioni effettuate mediante carta di credito: essa è tenuta ad adottare tutte le misure idonee ad evitare questi illeciti, come, ad esempio, la segnalazione via sms di ogni operazione effettuata al titolare della carta.

Addebiti fraudolenti su carta di credito: quando non c’è il rimborso?

Non c’è diritto al rimborso nel caso di addebito fraudolento se:

  • non si utilizza la carta di credito in modo conforme, ad esempio non facendo attenzione a proteggere la password, non custodendo la carta oppure prestandola ad amici e parenti;
  • non si comunica tempestivamente lo smarrimento, il  furto, l’appropriazione indebita o l’uso non autorizzato non appena se ne viene a conoscenza;
  • c’è il sospetto che il cliente voglia truffare la banca.

Accertato l’addebito fraudolento, la prima cosa da fare è bloccare il conto e la carta di credito chiamando il numero verde fornito dall’istituto emittente. Dopodiché, occorre sporgere denuncia presso le forze dell’ordine.

note

[1] Art. 7, d. lgs. n. 11 del 27.01.2010.

[2] Tribunale di Lecce, 11.03.2016.


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