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Cos’è il codice Tin?

16 Gennaio 2023 | Autore:
Cos’è il codice Tin?

Che cos’è e a cosa serve il numero di identificazione fiscale? Come chiedere il codice fiscale e chi è l’unico responsabile del suo rilascio?

Nel mondo di oggi le cose vanno veloci, tanto che si è oramai soliti comunicare tramite brevi messaggi che, talvolta, si riducono a essere delle vere e proprie sigle. Basti pensare alla possibilità di esprimere concetti e stati d’animo attraverso emoji ed emoticon, oppure mediante formule molto concise: si pensi ad esempio alle espressioni “c.a.” (“cortese attenzione”) e “u.s.” (“ultimo scorso”) della corrispondenza, oppure alle abbreviazioni ancora più comuni, come “pec” (“posta elettronica certificata”). Con questo articolo ci occuperemo di un’altra sigla: vedremo cioè cos’è il codice Tin.

A differenza degli esempi sinora riportati, il codice Tin è di fondamentale importanza, tanto che ogni cittadino ne ha uno. Esatto: anche tu, che in questo momento stai leggendo il presente articolo, hai un Tin, e probabilmente ce l’hai sin dalla nascita. Per sapere in cosa consiste e a cosa serve, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il codice Tin.

Codice Tin: cosa significa?

La sigla “Tin” è un acronimo inglese: sta per “Tax identification number” e, letteralmente, significa “numero di identificazione fiscale”.

Codice Tin: che cos’è?

Il codice Tin, cioè il numero di identificazione fiscale, serve per identificare i contribuenti e facilitare l’amministrazione pubblica.

In generale, i codici Tin vengono emessi automaticamente alla nascita o quando si diventa soggetti a tassazione in un Paese.

Ciò significa che il codice Tin è diverso da Stato a Stato. In Italia, il codice Tin corrisponde al codice fiscale.

Cos’è e a cosa serve il codice fiscale?

Come anticipato in premessa, il codice fiscale è il “numero di identificazione fiscale” applicato in Italia. In altre parole, il codice fiscale è il codice Tin italiano.

Il codice fiscale serve a identificare le persone nei loro rapporti con gli enti e le amministrazioni dello Stato: dal codice fiscale, infatti, ogni ente pubblico riesce a risalire all’identità esatta di un soggetto.

Il codice fiscale di una persona è unico e immutabile: ciò significa che nessun individuo può avere più di un codice, né può modificarlo nell’arco della propria vita.

Poiché il codice fiscale non prende in considerazione la residenza, chi si sposta per andare a vivere altrove non dovrà modificare il proprio codice fiscale.

Il codice fiscale viene richiesto dalle pubbliche amministrazioni a fini fiscali, ma non solo; ad esempio, il codice fiscale viene richiesto:

  • per accedere a servizi e per sottoscrivere atti di varia natura, per esempio per l’apertura di un conto corrente;
  • per accedere ai servizi Inps online o avviare le pratiche per i sussidi statali;
  • per la corretta compilazione della fattura elettronica indirizzata a privati che non dispongono di partita Iva.

Com’è fatto il codice fiscale italiano?

In Italia, il codice fiscale è composto da 16 caratteri: 9 lettere e 7 numeri. Il codice fiscale di alcune persone giuridiche può comporsi anche di soli 11 caratteri. Lettere e numeri, messi insieme, formano la sequenza alfanumerica che costituisce l’intero codice.

Chi rilascia il codice fiscale?

Il codice fiscale è assegnato dall’Agenzia delle entrate. Un codice fiscale non registrato nell’Anagrafe tributaria gestita dall’Agenzia delle entrate non sarebbe valido.

Pertanto, il cittadino che volesse calcolare da solo il proprio codice fiscale potrebbe farlo ma non avrebbe alcuna validità se non formalizzato presso l’Agenzia.

Infatti, la generazione del codice fiscale, la produzione e l’invio della tessera sono un’esclusiva dell’Agenzia delle Entrate: nessun altro (tranne la Sogei – Società generale d’informatica – controllata interamente dal Ministero dell’economia e delle finanze) è autorizzato a produrre programmi software per il calcolo del codice fiscale e tanto meno a stampare la relativa tessera.

Chi non ha un Tin, cioè un codice fiscale, può farne richiesta in qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate presente sul territorio utilizzando il modello AA4/8.

Come si chiede il codice fiscale?

Il codice fiscale viene attribuito dai Comuni ai neonati, al momento della prima iscrizione nei registri d’anagrafe della popolazione residente, attraverso il sistema telematico di collegamento con l’Anagrafe tributaria.

L’attribuzione del codice fiscale ai cittadini stranieri che presentano domanda di ingresso nel territorio agli sportelli unici per l’immigrazione, per lavoro subordinato e ricongiungimento familiare, viene effettuata dagli stessi sportelli attraverso il sistema telematico di collegamento con l’Anagrafe tributaria. Al momento della convocazione allo sportello il cittadino riceve anche il certificato di attribuzione del codice fiscale.

Le questure, tramite collegamento telematico con l’Anagrafe tributaria, attribuiscono il codice fiscale ai cittadini stranieri che ne sono sprovvisti e richiedono il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno.

I cittadini residenti all’estero possono chiedere l’attribuzione del codice fiscale alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel Paese estero di residenza. Il codice fiscale viene attribuito dai Consolati attraverso il sistema telematico di collegamento con l’Anagrafe tributaria.

Dove si trova il codice fiscale?

Il codice fiscale è riportato nei documenti di riconoscimento ufficiali, come ad esempio nella tessera sanitaria e nella nuova carta d’identità elettronica.



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