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Lo sai che? Parcheggi a strisce blu e strisce bianche: alternati, ma non troppo

Lo sai che? Pubblicato il 25 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 novembre 2014

Il Comune è libero di imporre solo soste a pagamento nelle zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta, nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.

Come ormai noto, la Cassazione è sempre stata dell’idea che le multe sulle strisce blu sono illegittime quando il Comune non abbia predisposto, in aree adiacenti, spazi adibiti alla sosta libera. Insomma, strisce blu e strisce bianche devono alternarsi, affinché l’utilizzo dei parcheggi a pagamento non diventi un business (o meglio, una speculazione) per l’amministrazione ai danni degli automobilisti e delle moderne difficoltà a trovare uno spazio libero dove lasciare il mezzo (leggi: “Come non pagare le multe sulle strisce blu” e “Strisce blu: come far annullare la multa. Necessaria l’ordinanza comunale”). Ma una ordinanza di ieri della stessa Cassazione [1] potrebbe rivoluzionare il quadro sino ad oggi tracciato. Difatti, secondo la Suprema Corte, il Comune può istituire aree di parcheggio con disco orario in zone particolarmente trafficate anche se attigue a zone blu. Purché dettagli adeguatamente la sua scelta discrezionale [2]. In pratica, il fatto che la strada è “satura” legittima la predisposizione di strisce solo blu, ossia a pagamento. La sentenza esplicita che con questo aggettivo deve intendersi che la domanda di posti è strutturalmente inferiore all’offerta, anche perché su quella via si trovano importanti «attrattori di traffico» (come per esempio tanti uffici pubblici).

Strisce blu: cosa prevede la legge

L’amministrazione comunale può, in determinati casi, derogare alla regola generale che prevede l’istituzione, nelle immediate vicinanze di una zona blu, di stalli di sosta senza limitazione di alcun genere. Infatti, il codice della strada specifica che questo obbligo non sussiste:

  • – nelle zone a traffico limitato,
  • – nelle aree pedonali,
  • – nei centri storici di particolare importanza e
  • – nelle altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta, nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.

Ed è proprio su quest’ultima previsione, descritta dalla legge con una clausola tanto generale quando suscettibile di ampia e discrezionale interpretazione, che i Comuni possono facilmente “appoggiarsi” per far cassa con i parcheggi a pagamento. Insomma, ancora una volta la Cassazione ha voluto tendere una mano alle finanze degli enti locali, costretti a mettere strisce blu pur di risanare i propri bilanci.

La delibera comunale che istituisce zone di parcheggio a pagamento potrebbe, per esempio, giustificarsi in una zona densa di uffici e di servizi per il cittadino. Ma il fatto che una strada sia “satura” basta a rendere legittima l’istituzione della sosta a pagamento da parte del Comune. Dunque, non serve un’esplicita dichiarazione che la strada è “di particolare rilevanza urbanistica“.

Ma il problema, ancora una volta, è la certezza del diritto. Quale possibilità di critica e di censura avrà l’automobilista multato se il Comune potrà sempre appigliarsi a formule generiche e aperte a qualsiasi giustificazione da parte dell’interprete come quella qui evidenziata? Il ricorso al giudice di pace apre le strade a una totale incertezza…

note

[1] Cass. ord. n. 24939/14 del 24.11.2014.

[2] In conformità all’ultimo periodo dell’art. 7/8 cod. str.


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1 Commento

  1. Dovreste inviare questa nuova disposizione al comune di LAMEZIA TERME (CZ) per quanto attiene l’aereoporto . Dove strisce bianche sono una chimera.
    Ottima l’idea del …famigerato…discorario . Infatti sarebbe molto utile per tutti…non per il comune.

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