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Come si fa a sapere se la patente è stata sospesa?

17 Gennaio 2023 | Autore:
Come si fa a sapere se la patente è stata sospesa?

Al titolare del permesso di guida sospeso va comunicata immediatamente l’ordinanza del Prefetto che gli impedisce di guidare.

La sospensione della patente di guida è una sanzione amministrativa accessoria che il Codice della strada affianca alla sanzione pecuniaria, consistente nel pagamento di una somma di denaro, nei casi in cui il titolare del documento viola determinate norme di comportamento, ponendo in serio pericolo la salute propria e quella degli altri [1]. Competente ad emettere il provvedimento di sospensione è il Prefetto del luogo di residenza dell’intestatario, che ne dà immediata comunicazione agli uffici della Motorizzazione civile. Come si fa a sapere se la patente è stata sospesa?

L’ordinanza prefettizia di sospensione va notificata immediatamente all’interessato attraverso l’organo di polizia competente o inviato direttamente all’indirizzo di residenza. In questo modo, il titolare ha conoscenza diretta della decisione del Prefetto.

La sospensione può essere anche disposta dalla Motorizzazione civile quando in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione della patente, risulta la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici necessari per la guida. In tal caso la patente resta sospesa fintanto che l’interessato non produce la certificazione della Commissione medica locale attestante il recupero dei requisiti psichici e fisici [2].

In entrambe le ipotesi, la sospensione impedisce l’utilizzo del documento. Quindi, l’intestatario della patente sospesa non può circolare alla guida di alcun veicolo a motore.

La violazione del divieto è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.046 euro a 8.186 euro. Si applicano anche le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo ammnistrativo del veicolo per un periodo di 3 mesi. Nell’ipotesi di reiterazione delle violazioni, si applica la confisca amministrativa del veicolo in sostituzione del fermo amministrativo [3].

Quando viene sospesa la patente di guida?

Numerose sono le ipotesi in cui il Codice della strada prevede la sospensione della patente come ad esempio in caso di:

  1. superamento del limite di velocità. Chi supera il limite di velocità oltre i 40 km/h, rischia la sospensione della patente da 1 a 3 mesi mentre chi supera il limite in una misura compresa tra i 40 km/h e i 60 km/h, rischia la sospensione per un periodo compreso tra 1 e 3 mesi, che si incrementa da 8 a 18 mesi in caso di recidiva nei 2 anni. Per chi invece supera il limite di oltre 60 km/h è prevista la sospensione da 6 a 12 mesi. In caso di recidiva nel biennio, la patente viene revocata;
  2. guida in stato di ebbrezza. Se il tasso alcolemico è superiore a 0,5 e inferiore a 0,8 g/l è prevista la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Con valori superiori a 0,8 e inferiori a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 6 mesi a 1 anno. Con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni e revoca della patente in caso di recidiva nel corso di un biennio. Nel caso di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, invece, è prevista una sospensione della patente da 1 a 2 anni e revoca della patente in caso di recidiva nel corso di un biennio;
  3. fuga dopo avere provocato un incidente con danni alle persone. In questo caso, si applica la sospensione della patente da 1 anno a 3 anni. Invece, per l’omissione di soccorso, la sospensione della patente va da 18 mesi a 5 anni;
  4. circolazione contromano e altre manovre pericolose. In tali ipotesi, la patente può essere sospesa da 1 mese a 3 mesi;
  5. guida senza patente o senza documenti validi, laddove è prevista la sospensione da 3 mesi a 12 mesi;
  6. passaggio con semaforo rosso, ove il trasgressore viene punito con la sospensione della patente da 1 mese a 3 mesi.

Sospensione della patente: come funziona?

Quando un guidatore commette una violazione al Codice della strada per la quale è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, l’agente o l’organo di polizia che ha accertato l’infrazione, provvede al ritiro del documento. Contestualmente, rilascia un permesso provvisorio di guida per raggiungere il luogo di custodia indicato dall’interessato.

Successivamente e comunque entro 5 giorni dal ritiro, la patente viene inviata alla Prefettura del luogo della commessa violazione. Il Prefetto, nel termine di 15 giorni, emette l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui si estende la sospensione stessa, che è determinato in relazione alla gravità dell’infrazione commessa, all’entità del danno apportato nonché al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare, nel rispetto dei limiti minimi e massimi stabiliti dal Codice della strada.

L’ordinanza di sospensione va immediatamente notificata all’interessato e comunicata alla Motorizzazione civile affinché venga iscritta negli archivi elettronici.

Se l’ordinanza di sospensione non viene emanata nel termine di 15 giorni, il titolare della patente sospesa può ottenerne la restituzione dalla Prefettura.

Al termine del periodo di sospensione la patente viene restituita dal Prefetto. Più precisamente, il documento viene riconsegnato al titolare personalmente o a un soggetto formalmente delegato, per il tramite l’ufficio di polizia locale o presso la stazione dei Carabinieri competente per residenza.

Nel termine di 5 giorni dal ritiro, il conducente al quale è stata sospesa la patente, può presentare un’istanza al Prefetto per chiedere il rilascio di un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e in ogni caso per non oltre 3 ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro. Detta istanza può essere presentata solo se dalla commessa violazione non sia derivato un incidente e se per l’interessato sia impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri.

Se il Prefetto accoglie l’istanza, il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso.

L’ordinanza con la quale viene autorizzata la guida è notificata immediatamente all’interessato e comunicata all’anagrafe degli abilitati alla guida. Tale provvedimento può essere concesso una sola volta.

Come si fa a sapere se la patente è stata sospesa?

Il Codice della strada prevede che il provvedimento di sospensione della patente, una volta che è stato adottato, deve essere notificato all’interessato. In questo modo, il titolare del documento viene a conoscenza di quanto deciso dal Prefetto nella sua ordinanza. In parole più semplici, viene a sapere che la sua patente è stata sospesa.

Il Codice della strada, però, non riporta espressamente un termine entro il quale tale ordinanza deve essere notificata al trasgressore. Si limita a stabilire che detta notifica deve avvenire immediatamente dopo la pronuncia del provvedimento senza, peraltro, prevedere una sanzione in caso di ritardo.

Il conducente a cui è stata ritirata la patente può comunque utilizzare il servizio “Dov’è la mia patente”, disponibile su Internet, per monitorare lo stato della pratica che gli interessa. Infatti, inserendo il numero del documento ed avviando la ricerca, può controllare la data di scadenza della sospensione e il luogo in cui si trova la patente.

Una volta trascorso il periodo di sospensione stabilito dal Prefetto, può rientrare in possesso del documento, recandosi direttamente presso l’ufficio di polizia locale o il comando dei Carabinieri del proprio Comune di residenza.

Si può impugnare l’ordinanza prefettizia di sospensione della patente?

Contro l’ordinanza prefettizia di sospensione della patente è ammesso il ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento all’intestatario.

Il Giudice di pace può decidere di:

  1. accogliere il ricorso e revocare l’ordinanza prefettizia per cui la sospensione non sarà più valida;
  2. rigettare il ricorso, ad esempio perché l’impugnazione non è fondata;
  3. dichiarare inammissibile il ricorso se non sono state rispettate le regole all’uopo previste dal Codice della strada (ad esempio, il ricorso è stato presentato oltre il predetto termine dei 30 giorni).

Contro la sentenza del giudice di pace si può fare appello dinanzi al tribunale.

In alternativa contro l’ordinanza di sospensione, è possibile proporre ricorso dinanzi allo stesso Prefetto che ha adottato il provvedimento, nel termine di 60 giorni dalla notifica, tranne se:

  • l’opposizione è stata già presentata al giudice di pace;
  • è già stata pagata la sanzione pecuniaria indicata nel verbale (in particolare si fa riferimento all’ipotesi del pagamento in misura ridotta);
  • dal fatto è derivato un reato (ad esempio delle lesioni personali). In tale ipotesi, occorre proporre opposizione dinanzi all’autorità giudiziaria;
  • sono trascorsi 60 giorni dalla data di contestazione del verbale;
  • il soggetto che propone ricorso non è legittimato in quanto sul verbale non compare il suo nome.

Il Prefetto può:

  • accogliere il ricorso;
  • rigettare l’istanza. In questo caso, la decisione va notificata al ricorrente entro 150 giorni;
  • non pronunciarsi nel termine di 210 giorni dalla presentazione del ricorso e, di conseguenza, quest’ultimo si considera accolto (silenzio-assenso).

Contro l’ordinanza di rigetto del ricorso emanata dal Prefetto è ancora possibile proporre impugnazione al giudice di pace entro 30 giorni dalla sua notifica.


note

[1] Art. 129, 1 co, cod. strada.

[2] Art. 129, 2 co, cod. strada.

[3] Art. 218, 6 co, cod. strada.


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