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Jobs Act: cambiano licenziamenti e reintegra, tutele crescenti per neoassunti

25 novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 novembre 2014



Sì della Camera, testo al Senato: solo indennizzo nei licenziamenti economici. Demansionamento più facile, riordino dei contratti flessibili, Aspi in base alla storia contributiva.

La Camera approva il Jobs Act e il testo passa al Senato: tra le modifiche che potrebbero definitivamente avverarsi prima del 2015 vi sono i contratti a tutela crescente per i neoassunti, la riforma dell’art. 18 in materia di reintegrazione del lavoratore, il riordino delle forme contrattuali e dell’attività ispettiva nonché novità in materia di ammortizzatori sociali e di tutela famiglia-lavoro.

Licenziamento e reintegrazione del lavoratore

La reintegrazione nel posto di lavoro sarà ammessa solo per i licenziamenti nulli e discriminatori e per «specifiche fattispecie» di provvedimenti disciplinari (indicate dai decreti delegati), legati al comportamento del lavoratore.

Nel caso di licenziamento illegittimo irrogato per giustificato motivo oggettivo inerente le esigenze di riorganizzazione aziendale, il lavoratore avrà diritto soltanto all’indennizzo e non anche alla reintegra.

Il contratto a tutele crescenti diventerà la modalità normale di assunzione e verranno riorganizzate le forme contrattuali esistenti. Forse sarà definitivamente abbandonato il contratto di collaborazione coordinata e continuativa per fare spazio ad una disciplina organica delle varie tipologie di rapporto di lavoro.

Demansionamento più semplice e controllo dei dipendenti

Ci saranno meno ostacoli al demansionamento: il datore di lavoro potrà più facilmente spostare il dipendente da una mansione all’altra (anche con profilo retributivo più basso) laddove vi siano esigenze di riorganizzazione aziendale. In questi casi si tenta di bilanciare l’interesse del datore all’adeguamento dell’azienda alla situazione di crisi e l’interesse del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro.

È possibile che vengano introdotte nuove regole in materia di controllo dei dipendenti disciplinando i casi in cui il datore possa installare dispositivi di controllo su impianti e macchinari.

Disoccupazione e CIG

Modifiche anche in tema di Aspi: la durata del trattamento di disoccupazione sarà adeguata alla pregressa storia contributiva del lavoratore con l’incremento della durata massima (finora diciotto mesi a regime nel 2016) per coloro che hanno una carriera contributiva più rilevante.

In caso di cessazione definitiva dell’azienda, non sarà più ammessa la cassa integrazione guadagni. Verranno previste nuove forme di tutela dei lavoratori dell’azienda cessata.

L’agenzia nazionale per l’impiego dovrà semplificare i rapporti tra imprese e lavoratori, anche attraverso l’incontro telematico tra domanda e offerta di lavoro.

I punti più importanti della riforma saranno oggetto di appositi decreti i quali dovranno contenere nel dettaglio la disciplina delle modifiche apportate.

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