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Quanto tempo per presentare la fine dei lavori?

17 Gennaio 2023 | Autore:
Quanto tempo per presentare la fine dei lavori?

L’ultimazione di un intervento edilizio autorizzato con permesso di costruire o con Scia, va comunicata in un termine ben preciso. 

Quando viene terminata un’opera edilizia per la cui esecuzione è stato richiesto il rilascio di un apposito titolo edilizio – vedi una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) oppure un permesso di costruire – l’ultimazione dei lavori va comunicata al Comune nel cui territorio si trova l’immobile oggetto dell’intervento. Quanto tempo si ha per presentare la fine lavori?

Per il permesso di costruire la normativa di settore prevede che il termine entro il quale l’opera deve essere completata non può superare 3 anni dall’inizio dei lavori [1]. Da ciò consegue che nel predetto termine va presentata la comunicazione di fine lavori. La giurisprudenza applica, per analogia, questo stesso termine (triennale) anche alla Segnalazione certificata di inizio attività.

Per quanto attiene, invece, alla Comunicazione di inizio lavori asseverata, la cosiddetta Cila, la legge non stabilisce alcun termine di durata specifico. La Cila, infatti, non è un titolo abilitativo bensì una comunicazione di parte che va depositata a responsabilità del soggetto che ha commissionato l’esecuzione dell’opera edilizia. Una volta concluso l’intervento è comunque consigliato presentare la comunicazione di fine lavori con il collaudo a firma di un tecnico abilitato.

Cos’è la comunicazione di fine lavori?

La comunicazione di fine lavori è un atto formale con cui si comunica che in una specifica data sono state ultimate le opere edilizie autorizzate con il rilascio di un Permesso di costruire o di una Scia. Nella sostanza, tale comunicazione va effettuata compilando un apposito modello reperibile on line o sul sito istituzionale del Comune interessato.

Il modulo è composto da più riquadri in cui vanno riportati:

  • i dati del titolare dell’intervento edilizio realizzato, ovvero il cognome e nome, il codice fiscale, il luogo e la data di nascita, la residenza, l’indirizzo di posta elettronica, il telefono fisso/cellulare. Nel caso si tratti di una ditta o di una società bisogna indicare la qualità del soggetto che fa la comunicazione (ad esempio, rappresentante legale), la denominazione della ditta/società, il codice fiscale/partita Iva, la Camera di Commercio alla quale la società/ditta è iscritta e il numero di iscrizione, la sede e l’indirizzo, i recapiti di posta elettronica e telefonici;
  • se il soggetto che compila il modello è stato all’uopo munito di apposita procura/delega da parte del committente, vanno inseriti il cognome e nome del procuratore/delegato, il codice fiscale, il luogo e la data di nascita, la residenza, l’indirizzo pec / posta elettronica e i recapiti telefonici;
  • i dati dell’immobile, quindi, l’indicazione del Comune nel quale lo stesso è ubicato, il cap (codice di avviamento postale), l’indirizzo, il numero civico; nel caso di un’unità immobiliare determinata quale ad esempio un appartamento, vanno indicati anche la scala, il piano e l’interno (ad esempio scala A, piano 3°, interno n. 9);
  • la data di ultimazione dei lavori e l’indicazione del titolo abilitativo che ha legittimato l’intervento edilizio (permesso di costruire/Scia, numero di protocollo e data);
  • la data, il luogo e la firma del dichiarante.

Il soggetto che sottoscrive il modulo in esame si dichiara consapevole delle sanzioni penali previste dalla legge per le false dichiarazioni e attestazioni e della possibilità di decadere dai benefici ottenuti sulla base delle dichiarazioni stesse [2].

Nel modulo, dopo la parte relativa all’informativa sul trattamento dei dati personali, il direttore dei lavori o altro professionista abilitato deve compilare l’attestazione asseverata di conformità, nella quale dichiara la conformità delle opere realizzate con il progetto contenuto nel permesso di costruire o nella Scia e se l’intervento ha comportato o meno una variazione catastale.

Quanto tempo si ha per presentare la comunicazione di fine lavori?

La comunicazione di fine lavori va presentata dopo l’ultimazione delle opere edilizie in relazione alle quali è stato rilasciato un Permesso di costruire o una Scia. I lavori si intendono ultimati quando la struttura e le caratteristiche formali dell’opera sono individuabili in modo univoco.

La comunicazione di fine lavori, quindi, ha la finalità di informare l’amministrazione comunale del fatto che le opere autorizzate mediante un determinato titolo abilitativo sono state effettivamente realizzate e concluse nel termine di validità del titolo stesso.

La legge prevede che l’inizio dei lavori deve avvenire entro 1 anno dal rilascio del titolo abilitativo mentre il termine di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata, non può superare i 3 anni dall’inizio dei lavori.

Alla scadenza di tale termine il titolo abilitativo decade con la conseguenza che tutte le opere autorizzate ma non realizzate nel lasso temporale di 3 anni, non possono essere eseguite se non previo ottenimento di un nuovo Permesso di costruire in quanto, se eseguite, risulterebbero abusive.

Anteriormente alla scadenza è comunque possibile chiedere una proroga, la quale può essere accordata con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del titolo abilitativo, oppure in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori.

Chi e come si presenta la comunicazione di fine lavori?

La presentazione della comunicazione di fine lavori può essere fatta dal titolare/dai titolari del permesso di costruire o della Scia, personalmente oppure per il tramite del direttore dei lavori o di altro professionista abilitato, dotato di apposita delega/procura. Tale presentazione va effettuata, telematicamente, accedendo allo Sportello unico per l’edilizia (Sue) del Comune interessato. Se detto Comune non è dotato dell’apposita piattaforma, il deposito della comunicazione va fatto in forma cartacea ovvero mediante pec.

L’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione è possibile tramite:

  • Spid (Sistema pubblico di identità digitale);
  • Cns (Carta nazionale dei servizi);
  • Cie (Carta d’identità elettronica).

Alla comunicazione di fine lavori va allegata la ricevuta relativa all’avvenuta presentazione della variazione catastale, se le opere realizzate hanno comportato un cambio della superficie e/o della distribuzione planimetrica ovvero la dichiarazione del tecnico che le stesse non hanno comportato alcuna modifica di classamento. Oltre alla documentazione succitata, alla comunicazione di fine lavori devono essere allegati tutti i certificati e i documenti previsti dalle normative vigenti. I documenti allegati vanno firmati digitalmente e redatti secondo le specifiche tecniche per la presentazione in modalità telematica delle pratiche edilizie, pena l’irricevibilità delle pratiche medesime.

La presentazione della comunicazione di fine lavori non prevede alcun costo.

Cosa succede se non viene presentata la comunicazione di fine lavori?

Dal punto di vista sanzionatorio la mancata presentazione della comunicazione di fine lavori è punita, in via generale, con l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria il cui importo è compreso tra 25 euro e 500 euro [3].

Sanzioni per la mancata presentazione della comunicazione di fine lavori potrebbero poi essere contenute nei regolamenti locali: per esempio, nel regolamento edilizio di Milano per la mancata comunicazione di fine lavori è prevista una sanzione pecuniaria da 35 euro a 350 euro, anche se non è indicato alcun termine entro il quale la comunicazione dovrebbe essere presentata per non incorrere nella sanzione stessa.


note

[1] Art. 15, L. n. 380/2001.

[2] Art. 75 e 76 DPR n. 445/2000.

[3] Art. 7-bis, D.Lgs. n. 267/2000.


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