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Truffe immobiliari: quali sono e come difendersi

25 Settembre 2022 | Autore:
Truffe immobiliari: quali sono e come difendersi

L’investimento in una casa è consistente: ecco quali sono le mosse più comuni dei furbi e come evitare di cadere nel tranello.

«Casa dolce casa» può diventare in un attimo «casa amara casa» per colpa di qualche spregiudicato a caccia del «pollo» giusto da spennare. La buona fede, purtroppo, non sempre viene ripagata, nel settore immobiliare come in tanti altri: i furbacchioni, una ne pensano e cento ne fanno, sfruttando l’ingenuità di chi ancora crede in un mondo in cui le persone per bene siano molto più numerose di quelle che tentano di fregare il prossimo. Già dispiace quando ti spillano 100 o 200 euro dalla carta di credito con operazioni non consentite. Figuriamoci quando a quelle cifre ci aggiunge qualche zero in più perché l’oggetto del malaffare è una casa. Sono le cosiddette truffe immobiliari: quali sono e come difendersi?

La premessa da fare non è nuova, anzi, è piuttosto scontata: se proprio ci si vuole appoggiare ad una terza persona per acquistare una casa, meglio rivolgersi ad un professionista serio, dalla comprovata esperienza, che opera nel settore da tempo, sul quale non ci sia mai stata una lamentela, restando alla larga da venditori di fumo e da improvvisati mediatori.

Ecco alcune delle truffe immobiliari più comuni e qualche consiglio per evitare di cadere nella rete dei finti immobiliaristi senza scrupoli.

La truffa della casa bella che costa poco

Una volta si diceva: non è possibile pretendere una rana pescatrice grossa che costi poco. Se un prodotto è di qualità, un certo prezzo deve averlo. Lo stesso succede con le case: offrire, ad esempio, una villa sul lago di Como, rifinita, arredata e con parco annesso, a 80mila euro è come dare in mano le chiavi di una Ferrari appena uscita da Maranello a 20mila euro mentre si offre al cliente una cena da Cracco.

La truffa immobiliare dell’annuncio online o in bacheca che mostra una casa con dele foto meravigliose, magari scattate con il grandangolo per farla sembrare più spaziosa, sotto le quali c’è un prezzo da vero affare è una delle più diffuse, soprattutto se l‘affare si deve concludere online.

Spesso, in questi casi, il potenziale cliente contatta l’inserzionista. Il quale, però, dice che la casa dell’annuncio è stata, guarda-un-po’-te, appena venduta ma che ne ha delle altre molto simili, delle stesse caratteristiche e allo stesso prezzo. Il problema è che «ci sono già delle offerte, quindi, se proprio ne vuole una, sarebbe meglio, sa, dare subito una caparra, così gliela blocco».

Non manca chi ci casca e, nell’arco di poco tempo, scopre che la casa non esiste e che la caparra è finita in tasca a qualche disgraziato, ormai scomparso nel nulla.

Va da sé che in questo caso il consiglio migliore è fare come San Tommaso: se non ci vedo non ci credo. Un bel sopralluogo, e poi ne pariamo.

La truffa di vendere la casa di un altro

Abilità e prontezza, oltre alla mancanza di scrupoli: ecco le qualità di chi mette in atto la truffa immobiliare che consiste nel vendere la casa di un altro.

L’idea è geniale, ma non potrebbe essere diversamente se si vuole truffare qualcuno a colpo sicuro. In questo caso si agisce in gruppo. Si prende una casa in affitto. Si manomettono i documenti del proprietario e dell’inquilino-truffatore e la si vende ad un socio in affari. In questo modo, il complice può risultare in possesso di una casa che non è sua ma che può riuscire a piazzare sul mercato. Anche a buon prezzo: domani, un altro amico starà affittando un altro appartamento che farà la stessa fine. Più si è nella banda, più immobili è possibile far girare. E più soldi ci sono da spartire.

Come difendersi per non comprare una casa di un altro e vedersela reclamare legittimamente in tribunale un domani? Innanzitutto, informarsi sullo «storico» della casa, cioè non solo sull’attuale proprietario ma su quelli precedenti. Ciò è fattibile attraverso una visura catastale storica, che mostra i vari passaggi di proprietà. Se c’è qualcosa che non quadra, meglio lasciar perdere.

La truffa della locazione con canone anticipato

Si sa che la buona fede delle persone non ha confini e, proprio per questo, i truffatori trovano in loro terreno fertile. C’è chi vede un annuncio di una casa messa in affitto e contatta il proprietario per concludere l’affare. Per risultare affidabile, si accorda su una cifra che equivale alla cauzione e ad un numero di canoni da pagare in anticipo via bonifico. Manda via fax (da qualche Internet point, ovviamente) una ricevuta farlocca dell’avvenuto pagamento (che non c’è stato ma che «sta sicuramente arrivando, tanto c’è la ricevuta che lo dimostra»). La ricevuta, però, riporta una cifra superiore a quella concordata. Così, il truffatore chiede di avere urgentemente la differenza perché ha una scadenza di pagamento improvvisa. Dopodiché, chi si è visto, si è visto.

Come difendersi? È più che ovvio: mai sganciare un solo euro finché non è arrivato il bonifico e non saranno state fatte le dovute verifiche.

La truffa del benestante

Questa è una delle classiche truffe tentate sull’oggettistica o sui mobili messi in vendita su Internet ma che si è estesa anche agli immobili. In pratica, c’è il classico finto «riccone» che chiama dall’estero (il Paese più gettonato è la Costa d’Avorio) per rispondere a un’inserzione in cui si propone la vendita di una casa. Si dice innamorato dell’immobile e interessato a comprarla subito. C’è, però, un problema: il proprietario dovrebbe anticipare delle spese per sbloccare alcune questioni burocratiche, quindi «dovrebbe» inviarle ad un determinato conto. «Ovviamente», l‘anticipo fatto dal venditore verrà ripagato insieme ai soldi richiesti per la casa. Non è difficile immaginare come va a finire: addio denaro e ti tieni l’immobile.

Come difendersi? Se è talmente facoltoso, possibile che non abbia i soldi per pagare le spese burocratiche? Meglio augurargli buona Pasqua e buon Natale e lasciarlo perdere.

La truffa del finto affitto

Spiegare questa truffa è moto semplice. Ti interessa una casa in affitto? Io ce l’ho. Comincia a versarmi una cauzione e qualche mese di anticipo, non appena ricevo il pagamento ti mando le chiavi per posta raccomandata. Inutile andare avanti, ci siamo già capiti.

Come difendersi? Non ce ne voglia Poste Italiane, ma meglio avere le chiavi in mano, consegnate possibilmente dentro l’immobile appena preso in affitto.

La truffa del vero agente immobiliare

Diciamolo subito: la stragrande maggioranza dei mediatori che operano nel mercato immobiliare sono dei veri professionisti, seri, competenti, affidabili. Poi, come in tutti i settori, c’è il solito furbo. Quello che opera senza patentino e che, quindi, non avrebbe diritto ad incassare un solo euro di provvigione. E quello che, pur avendolo, cerca di riempire le tasche il più possibile e in qualsiasi modo.

È il caso dell’agente truffatore che vende una casa senza comunicare al compratore un vizio di cui è a conoscenza. Non a caso, la Corte di Cassazione ha sancito che «costituisce truffa contrattuale non comunicare all’acquirente il difetto di abitabilità» [1]. Come lo è anche diffondere un’informazione che deprezzi l’immobile a discapito del venditore e a vantaggio del compratore, il quale, d’accordo con ‘agente, acquista la casa a un prezzo conveniente e non fa mancare il guadagno al mediatore. Per poi rimetterla in vendita ad un prezzo decisamente superiore e spartirsi il guadagno.


note

[1] Cass. 1730/2018.


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