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Come si organizza una protesta?

19 Gennaio 2023 | Autore:
Come si organizza una protesta?

Riunione in luogo pubblico: cosa devono fare gli organizzatori per non incorrere in sanzioni? In allegato il modulo da inviare alla questura.

In Italia, tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, in qualsiasi modo e attraverso qualsiasi strumento. È quindi possibile esprimersi sui social, sulla carta stampata, per strada o in altro luogo. Nel diritto di libertà di pensiero rientra anche la possibilità di organizzare una manifestazione collettiva per protestare contro qualcosa che si ritenga ingiusto, come ad esempio una legge. Il diritto di critica, infatti, è ugualmente tutelato dalla Costituzione come particolare fattispecie del diritto alla libertà di pensiero. Con questo articolo ci occuperemo di una particolare questione: vedremo cioè come si organizza una protesta.

Sin da subito va detto che la Costituzione stabilisce il diritto, per tutti i cittadini, di riunirsi pacificamente senza dover chiedere alcun permesso, a meno che la riunione non avvenga in un luogo pubblico: in tal caso, non serve un’autorizzazione ma occorre comunque fornire un preavviso alle forze dell’ordine. Ma procediamo per gradi. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come si organizza una protesta.

Diritto di protesta: cosa dice la Costituzione?

Come anticipato, il diritto di protestare rientra nel più ampio diritto di manifestare il proprio pensiero.

Secondo la Costituzione [1], tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La protesta è quindi una particolare forma di manifestazione del pensiero caratterizzata dal contenuto fortemente critico.

Diritto di manifestare: cosa dice la Costituzione?

Collegato al diritto di protestare è quello di riunirsi insieme ad altri per manifestare insieme il proprio dissenso. Secondo la Costituzione [2], i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi.

Tuttavia, la stessa carta costituzionale fa una distinzione tra riunione in luogo aperto al pubblico (bar, pub, ristoranti, ecc.) e riunioni in luogo pubblico (piazze, strade, ecc.):

  • per le riunioni in luogo privato o in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso;
  • delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Ovviamente, quanto appena detto vale anche per chi intende organizzare una protesta: occorrerà fornire un preavviso se si intende manifestare in un luogo pubblico. Vediamo come mettersi in regola.

Preavviso alle autorità: che cos’è?

Come appena visto, la legge stabilisce che chiunque voglia riunirsi in un luogo pubblico debba darne preavviso alle autorità. Cosa significa?

Va subito detto che il “preavviso” non è un permesso, nel senso che le forze dell’ordine non devono autorizzare la riunione ma ne devono solamente essere informate al fine di adottare eventuali precauzioni.

Si pensi ai sindacati che organizzano grandi manifestazioni nelle piazze d’Italia, a cui partecipano migliaia di persone: è evidente che, in un’ipotesi del genere, la polizia deve essere preventivamente avvisata, in modo tale da essere pronta nel caso di disordini o di altre problematiche.

Le autorità possono vietare la manifestazione o la protesta in luogo pubblico quando sussistono comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Si pensi ad esempio a una protesta da organizzare durante un’importante riunione di uomini politici e capi di Stato: in un’ipotesi del genere, la polizia potrebbe ritenere opportuno vietare il corteo di protesta per evitare disordini, soprattutto se in passato ve ne sono già stati.

La legge [3] dice inoltre che il questore (a cui, come vedremo, va inviato il preavviso), per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

Si pensi a chi chieda di organizzare una protesta durante una pandemia: è evidente che, in un’ipotesi del genere, il questore vieterebbe la riunione per ragioni di sanità pubblica.

Preavviso per organizzare una protesta: come si fa?

Chi vuole organizzare una protesta in un luogo pubblico deve compilare questo modulo e inviarlo, almeno tre giorni prima dell’evento, alla questura territorialmente competente. L’obbligo grava, nello specifico, in capo ai promotori della manifestazione, cioè agli organizzatori.

Per la legge, il preavviso va inviato anche nell’ipotesi di riunione che, sebbene indetta in forma privata, per il luogo in cui sarà tenuta o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

Di conseguenza, chi organizza una manifestazione in un luogo privato talmente ampio da poter accogliere migliaia di persone, dovrà comunque darne preavviso alle autorità.

Si pensi alla protesta organizzata in un terreno molto ampio di proprietà privata oppure in una grande struttura alberghiera: in entrambi i casi occorrerà darne preavviso alla questura, in quanto l’evento potrebbe creare disordini per via dell’affluenza oppure dell’oggetto tratto (si pensi alla riunione di noti facinorosi che vogliono combattere una serie di leggi del Parlamento).

Protesta: cosa succede se non c’è preavviso?

Se si viene meno all’obbligo di avvisare la questura in caso di protesta in un luogo pubblico (o quelli ad esso equiparati, come detto nel precedente paragrafo), il questore potrebbe anche vietare la manifestazione oppure prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

Ma non solo: i promotori che sono venuti meno all’obbligo di preavviso sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da 103 a 413 euro. Con le stesse pene sono puniti coloro che prendono la parola pur sapendo che della riunione non è stato dato alcun preavviso alle autorità.

La pena è l’arresto fino a un anno e l’ammenda da 206 a 413 euro se la protesta viene organizzata senza rispettare le prescrizioni di tempo e di luogo fornite dalla questura.

Le sanzioni possono essere comminate anche se la manifestazione è diversa da quella prospettata nel preavviso alla questura.

Ad esempio, se viene comunicata una riunione in luogo pubblico per protestare contro l’abbandono degli animali ma in realtà si scende in piazza per contestare il sindaco, allora di fatto è come se si fosse organizzata una manifestazione del tutto diversa da quella autorizzata.

Allo stesso modo, se viene comunicata alla questura una manifestazione in una certa piazza mentre in realtà le intenzioni degli organizzatori sono quelle di fare un corteo (cioè, una folla itinerante di manifestanti che sfilano per strada), allora ugualmente non sarà stata rispettata la legge, con conseguente applicazione delle sanzioni.

Infine, va specificato che il preavviso non esonera gli organizzatori e i promotori dal munirsi di ogni altra autorizzazione necessaria, come ad esempio quella rilasciata dal Comune per l’occupazione del suolo pubblico: il preavviso, infatti, è previsto dalla legge solo per motivi di sicurezza.

L’obbligo di preavviso non deve invece essere dato per i comizi elettorali e per i funerali.


note

[1] Art. 21 Cost.

[2] Art. 17 Cost.

[3] Art. 18 T.u.l.p.s.


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