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La polizia può perquisire senza mandato?

20 Gennaio 2023 | Autore:
La polizia può perquisire senza mandato?

Come funzionano le perquisizioni: dal decreto del magistrato alle modalità di esecuzione. Come procedono le forze dell’ordine nei casi d’urgenza?

Come regola, le forze dell’ordine possono effettuare una perquisizione solo se hanno ricevuto l’autorizzazione dal giudice. L’iter è il seguente: il pubblico ministero che si occupa del caso, ritenendo probabile che l’indagato nasconda in casa il corpo del reato (droga, armi, ecc.), emana un decreto con cui ordina alla polizia di effettuare la perquisizione. Ci sono però casi in cui non è possibile attenersi a questa procedura. Si pone quindi la seguente questione: la polizia può perquisire senza mandato?

Mettiamo il caso che, durante un servizio di pattuglia, le forze dell’ordine notino un giovane uomo acquistare qualcosa da una persona all’angolo. In un’ipotesi del genere è evidente che la polizia non potrebbe attendere il pm che emetta un decreto, anche perché, formalmente, nessuna indagine è ancora cominciata. Ebbene, in un caso come questo, la polizia può perquisire senza mandato? Oppure bisogna necessariamente attendere l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria? Scopriamolo insieme.

Che cos’è la perquisizione?

La perquisizione è un mezzo di ricerca della prova che serve alla polizia per trovare ogni elemento che possa essere utile alle indagini.

Per la precisione, la legge [1] dice che la perquisizione serve per trovare:

  • il corpo del reato, per tale dovendosi intendere lo strumento con cui è stato commesso il delitto (un grimaldello, una pistola, ecc.) oppure il provento (la refurtiva, ecc.);
  • le cose pertinenti al reato, cioè quelle che servono ad accertare la consumazione del reato, il suo autore e le altre circostanze rilevanti. Si pensi alle impronte digitali su un vetro, alle tracce di polvere da sparo su un vestito, ecc.

Come funziona la perquisizione?

Per procedere a perquisizione, la polizia deve essere autorizzata dal decreto emesso dal pubblico ministero oppure dal gip (il giudice per le indagini preliminari). Si tratta di quello che, impropriamente, viene definito “mandato”.

Ottenuto il permesso, le forze dell’ordine possono effettuare la perquisizione, nei limiti indicati dal decreto stesso. Ad esempio, se il giudice autorizza una perquisizione personale, di certo la polizia non potrà procedere anche con una perquisizione domiciliare.

Prima ancora di cominciare la ricerca, la polizia deve dare copia del decreto al soggetto perquisito. Questi non ha diritto a un avvocato, ma può chiamarne uno che venga tempestivamente ad assistere alle operazioni.

In altre parole, la polizia non è tenuta ad attendere l’arrivo del legale, il quale però, chiamato dall’indagato, può sopraggiungere per verificare la regolarità dell’attività di polizia.

È per questo motivo che la perquisizione è un cosiddetto “atto a sorpresa”: se l’indagato avesse il tempo di “prepararsi” potrebbe vanificare del tutto l’operazione.

Si pensi allo spacciatore che viene avvisato con anticipo della perquisizione domiciliare: avrebbe tutto il tempo di disfarsi delle dosi di droga che nasconde in casa.

Chi esegue una perquisizione?

Per legge, la perquisizione deve essere eseguita direttamente dal pubblico ministero (cosa che non avviene praticamente mai) oppure dagli ufficiali di polizia giudiziaria delegati con decreto.

Come si fa una perquisizione?

La perquisizione non è altro che una ricerca; ciò significa che la polizia, una volta ottenuta l’autorizzazione dal giudice, potrà “frugare” alla ricerca del corpo del reato o di qualsiasi altro elemento che possa essere utile ai fini delle indagini.

La perquisizione può essere:

  • personale, quando avviene sulla persona [2]. In questo caso la polizia fruga addosso all’indagato (ad esempio nelle tasche del soprabito, ecc.). L’operazione deve essere compiuta nel rispetto della dignità del soggetto e deve essere eseguita da persona dello stesso sesso, salvo che, dovendo procedere d’urgenza, non ve ne sia una. A tal proposito si rimanda alla lettura dell’articolo Perquisizione personale su donne: è abuso?;
  • locale, quando l’attività di ricerca deve compiersi in un luogo privato, come ad esempio un garage o una cantina. Prima di cominciare le operazioni, la polizia consegna copia del decreto all’indagato. Il decreto può prevedere che siano perquisite anche le persone presenti o sopraggiunte, quando ritiene che le stesse possano nascondere su di esse il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Può inoltre ordinare che le persone presenti non si allontanino prima che le operazioni siano concluse [3];
  • domiciliare, quando l’attività di ricerca deve compiersi nel luogo destinato a privata dimora, cioè nell’abitazione dell’indagato. La perquisizione in un’abitazione o nei luoghi chiusi adiacenti a essa non può essere iniziata prima delle 7 del mattino e dopo le 20 di sera. Tuttavia, nei casi urgenti, l’autorità giudiziaria può disporre che la perquisizione sia eseguita fuori dei suddetti limiti temporali [4].

Cosa succede dopo la perquisizione?

La perquisizione può avere esito positivo oppure negativo:

  • se ha esito positivo, la perquisizione termina con il sequestro del corpo del reato oppure delle cose pertinenti al reato. Si pensi alla perquisizione domiciliare che porta al ritrovamento di diversi panetti di droga;
  • se ha esito negativo, la polizia metterà a verbale che nulla è stato rinvenuto.

La polizia può perquisire senza decreto del giudice?

Eccezionalmente, la polizia può perquisire anche senza decreto del giudice, ma solo nei casi di urgenza e negli altri in cui non è possibile attendere di ricevere il mandato.

Si pensi all’uomo sorpreso a vendere droga all’angolo della strada, oppure a chi, dopo aver rubato un portafogli, si rintani in casa sua per sfuggire alla polizia che lo insegue: in casi del genere è evidente che le forze dell’ordine possano intervenire per effettuare una perquisizione (personale, locale o domiciliare) senza mandato del magistrato, il quale nemmeno è a conoscenza del crimine che è stato commesso.

In quali casi la polizia può perquisire senza mandato?

Secondo la legge [5], la polizia può procedere a perquisizione anche senza mandato quando, nella flagranza del reato o nel caso di evasione, ha fondato motivo di ritenere che:

  • sulla persona si trovino nascoste cose o tracce pertinenti al reato;
  • cose o tracce pertinenti al reato si trovino in un determinato luogo;
  • in un certo posto possa nascondersi l’indagato o l’evaso.

C’è flagranza di reato quando il colpevole viene colto nell’atto di compiere un reato oppure subito dopo che l’ha commesso. Si pensi al ladro che scippa la borsetta a una donna e poi fugge via inseguito dai carabinieri, oppure allo spacciatore che ha appena ceduto una dose di droga.

La legge dice che la polizia può perquisire senza mandato anche quando si deve procedere all’esecuzione di un’ordinanza che dispone la custodia cautelare o di un ordine che dispone la carcerazione nei confronti di persona imputata o condannata per uno dei delitti per cui è previsto l’arresto obbligatorio, sempreché sussistano particolari motivi di urgenza che non consentono l’emissione di un decreto di perquisizione.

Dopo aver effettuato la perquisizione senza mandato, la polizia deve trasmettere immediatamente, e comunque non oltre le quarantotto ore, il verbale delle operazioni compiute al pubblico ministero. Questi, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive convalida la perquisizione.

Altri casi in cui la polizia può perquisire senza mandato

La legge prevede altre ipotesi in cui la polizia può perquisire senza dover attendere il decreto dell’autorità giudiziaria:

  • quando la ricerca ha ad oggetto armi, munizioni e materie esplodenti non denunciate, non consegnate o comunque abusivamente detenute, nascoste in casa o in qualsiasi altro locale [6]. Per procedere a tanto è sufficiente anche un semplice indizio, come ad esempio una denuncia anonima;
  • per accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi e strumenti di effrazione detenuti da persone il cui atteggiamento o la cui presenza, in relazione a specifiche e concrete circostanze di luogo e di tempo, non appaiono giustificabili. Si pensi a una persona che si aggira in maniera sospetta davanti a una gioielleria. In questa ipotesi, la perquisizione si può estendere anche al mezzo di trasporto [7];
  • quando si ha il fondato motivo che sui mezzi di trasporto, nei bagagli e tra gli effetti personali siano nascoste sostanze stupefacenti [8].

In ipotesi del genere, la polizia che ha effettuato la perquisizione senza mandato deve immediatamente trasmettere il verbale delle operazioni al pubblico ministero affinché convalidi l’attività di ricerca, esattamente come visto nel precedente paragrafo.


note

[1] Art. 247 cod. proc. pen.

[2] Art. 249 cod. proc. pen.

[3] Art. 250 cod. proc. pen.

[4] Art. 251 cod. proc. pen.

[5] Art. 352 cod. proc. pen.

[6] Art. 41, Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.).

[7] Art. 4, l. n. 152/75.

[8] Art. 103, D.P.R. n. 309/1990.


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