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Chi autorizza una perquisizione?

21 Gennaio 2023 | Autore:
Chi autorizza una perquisizione?

Cos’è e come si svolge una perquisizione? Cosa si intende per autorità giudiziaria? Chi convalida le perquisizioni compiute senza mandato?

Con la perquisizione le forze dell’ordine possono violare la libertà di ciascun cittadino per cercare prove da assicurare alle indagini. Ad esempio, se c’è il forte sospetto che una persona stia nascondendo della droga, la polizia può intervenire immediatamente con una perquisizione personale, anche senza attendere il decreto del giudice (quello che, comunemente, viene chiamato “mandato”). Con il presente contributo ci occuperemo di uno specifico aspetto: vedremo cioè chi autorizza una perquisizione.

In effetti, il quesito impone di analizzare i due tipi di perquisizione che la legge prevede: quella eseguita su impulso dell’autorità giudiziaria e quella effettuata di propria iniziativa dalla polizia nei casi d’urgenza. E infatti, le forze dell’ordine possono violare la libertà di una persona anche senza aver prima ricevuto il permesso dal magistrato. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme chi autorizza una perquisizione.

In cosa consiste la perquisizione?

Senza troppi giri di parole, possiamo definire la perquisizione come l’attività di ricerca delle prove effettuata dalla polizia durante le indagini.

Ad esempio, la polizia può frugare nelle tasche della persona sospettata di nascondere droga, armi oppure la refurtiva. Ugualmente, può entrare in casa o in qualsiasi altro locale privato alla ricerca di ogni prova che possa essere utile alle investigazioni.

Quanti tipi di perquisizione esistono?

La legge prevede tre tipi di perquisizione:

  • personale, che si svolge sulla persona dell’indagato;
  • locale, da effettuarsi in un luogo privato (un box auto, un negozio, ecc.);
  • domiciliare, che si esegue in un luogo di privata dimora (abitazione, studio professionale, ecc.). Solo in quest’ultimo caso, la legge specifica che non si può procedere prima delle ore 7 e dopo le ore 20, salvo casi d’urgenza.

Quando si svolge una perquisizione locale o domiciliare, possono essere perquisite anche le persone presenti nel luogo, se c’è il sospetto che possano nascondere qualcosa.

Chi autorizza le perquisizioni?

La legge [1] stabilisce che le perquisizioni di qualunque tipo sono autorizzate dall’autorità giudiziaria. Cosa significa tale espressione?

Per “autorità giudiziaria” si deve intendere tanto il pubblico ministero quanto il giudice che si sta occupando delle indagini, cioè il giudice per le indagini preliminari.

Pertanto, le perquisizioni sono autorizzate con decreto che può essere emesso sia dal pm che dal gip.

All’interno del provvedimento (il famoso “mandato”) l’autorità giudiziaria deve indicare il tipo di perquisizione, il luogo in cui verrà svolta (se locale) ed eventualmente anche l’orario (se la perquisizione è domiciliare).

Come abbiamo detto in apertura, però, ci sono casi in cui la polizia può perquisire anche senza l’autorizzazione del magistrato. Cosa succede in queste ipotesi? Scopriamolo insieme.

Perquisizioni senza mandato: cosa dice la legge?

La polizia, in casi di estrema urgenza che non consentono di attendere il decreto del giudice o del pm, può procedere autonomamente a effettuare una perquisizione, di qualunque tipo essa sia.

Secondo la legge [2], le forze dell’ordine possono procedere a tanto ogni volta che procedono a effettuare un arresto in flagranza di reato, se hanno fondato motivo di ritenere che il soggetto arrestato nasconda su di sé oppure nel luogo in cui si trova prove utili per le indagini.

Ad esempio, se la polizia arresta in flagranza di reato uno spacciatore, sicuramente potrà frugargli nelle tasche per vedere se nasconde altra droga.

Lo stesso dicasi se la polizia viene allertata dai vicini perché dalla casa accanto proviene odore di marijuana: si potrà procedere a perquisizione personale e domiciliare per cercare lo stupefacente.

La polizia può perquisire senza mandato anche nell’ipotesi di evasione, di esecuzione di una misura cautelare oppure di un ordine di carcerazione.

Ad esempio, se le forze dell’ordine sono inviate dal giudice a prelevare un indagato per portarlo in carcere a scontare la custodia cautelare, potranno approfittare dell’occasione anche per perquisire il domicilio.

Altre ipotesi di perquisizione senza mandato sono previste quando si deve procedere a rintracciare armi, esplosivi o strumenti di effrazione (grimaldelli, ecc.).

Chi convalida le perquisizioni senza mandato?

È chiaro che le perquisizioni senza mandato non sono autorizzate da nessuno: nei casi visti nel precedente paragrafo, sono direttamente le forze dell’ordine ad assumere l’iniziativa, non essendoci il tempo per poter attendere il decreto dell’autorità giudiziaria.

Ciò non significa che sulle perquisizioni senza mandato non ci sia un controllo. La legge stabilisce infatti che la polizia trasmette senza ritardo (non oltre le quarantotto ore) il verbale delle operazioni compiute al pubblico ministero. Questi, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive convalida la perquisizione.

Insomma: le perquisizioni senza mandato non sono autorizzate ma sono convalidate dal pubblico ministero.


Le perquisizioni sono autorizzate con decreto che può essere emesso dal pm o dal gip. Le perquisizioni senza mandato non sono autorizzate ma sono convalidate dal pubblico ministero.

note

[1] Art. 247 cod. proc. pen.

[2] Art. 352 cod. proc. pen.


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