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Le Guide Come non ereditare i debiti di un parente

Le Guide Pubblicato il 26 novembre 2014

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> Le Guide Pubblicato il 26 novembre 2014

L’erede può rinunciare all’eredità a cui è chiamato per legge o volontà del testatore, se i debiti del defunto sono superiori al patrimonio che andrebbe ad ereditare o ai crediti del defunto.

La successione si apre al momento della morte [1]. Ciò vuol dire che, nel momento in cui muore una persona, i suoi parenti o eventuali ulteriori eredi indicati nel testamento dal defunto sono chiamati automaticamente all’eredità.

Se gli eredi accettano l’eredità, succedono nel patrimonio del defunto ereditandone sia i debiti sia i crediti. Nel caso ci sia un testamento contenete precise volontà del defunto, l’erede in questione eredita i beni in esso indicati.

Ma come si accetta l’eredità?

L’eredità può essere accettata in maniera espressa (quando l’accettazione è espressa in un atto pubblico, in una scrittura privata, quando l’erede ha dichiarato di accettarla, o ha assunto il titolo di erede), oppure tacitamente (quando l’erede compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare e che non avrebbe diritto di fare se non nella qualità di erede) [2].

 

Attenzione: una volta accettata l’eredità puramente e semplicemente, il patrimonio dell’erede si confonde con quello della persona a cui si succede. I creditori del defunto, quindi, potrebbero chiedere all’erede il pagamento dei debiti della persona a cui è succeduto.

Cosa fare allora nell’ipotesi in cui la persona che muore abbia più debiti che crediti, ovvero non abbia un patrimonio da trasferire agli eredi, ma solo debiti?

A questo punto la persona chiamata all’eredità, per non ereditare i debiti del defunto, deve rinunciare espressamente all’eredità [3].

Come fare la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità deve farsi con dichiarazione, resa necessariamente per iscritto e può essere fatta

– davanti al notaio

– o al cancelliere del Tribunale competente (il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto).

In entrambi i casi va effettuata entro tre mesi dalla morte se si è nel possesso dei beni del defunto o entro dieci anni se non si e’ nel possesso dei beni.

Con la dichiarazione espressa di rinuncia all’eredità ricevuta dal notaio o dal cancelliere del Tribunale, la persona chiamata all’eredità fa cessare gli effetti verificatisi nei suoi confronti a seguito dell’apertura della successione e rimane, pertanto, completamente estraneo alla stessa, con la conseguenza che nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari.

La rinuncia all’eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una parte dell’eredità.

È opportuno effettuare la rinuncia prima della presentazione della denuncia di successione o comunque prima di dividere l’eredità, perché il compimento di tali atti comporterebbero un’accettazione tacita dell’eredità.

 

Costi e documenti necessari per la rinuncia all’eredità

Nel caso la rinuncia sia fatta innanzi al cancelliere del Tribunale competente, i rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni muniti di validi documenti di riconoscimento. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza.

Per la redazione dell’atto occorrono:

certificato di morte in carta libera (o autocertificazione);

– 1 marca da bollo da € 16,00;

codice fiscale del defunto e del rinunciante (anche se minore/interdetto/inabilitato o sottoposto ad amministrazione di sostegno);

– copia conforme del testamento (qualora esista);

versamento per la registrazione di € 200,00 da effettuarsi contestualmente alla redazione dell’atto tramite modello F23 che si ritira presso la Cancelleria della Tribunale, Sezione Volontaria Giurisdizione. Se il rinunciante è un minore, interdetto, inabilitato o sottoposto ad amministrazione di sostegno è necessaria una copia conforme dell’autorizzazione alla rinuncia da parte del Giudice Tutelare.

Si segnala, in conclusione, che la rinuncia all’eredità rappresenta la soluzione più utile nel caso in cui una persona sia chiamata a succedere in un patrimonio già conosciuto come passivo, ovvero in cui sia noto che i debiti superano di gran lunga i crediti o siano di valore superiore al patrimonio che si andrebbe ad ereditare.

Nel diverso caso, invece, in cui non si abbia contezza della situazione patrimoniale del defunto al quale si è chiamati a succedere, sarebbe conveniente per l’erede accettare l’eredità con beneficio di inventario [4], evitando così di confondere il proprio patrimonio con quello del defunto. Allo stesso all’erede converrebbe accettare l’eredità con beneficio di inventario nel caso in cui i debiti del defunto siano inferiori al patrimonio trasmesso in eredità, come già segnalato nel seguente articolo: “Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: perché chiederla e come”.

note

[1] Art. 456 cod. civ.

[2] Art. 474 cod. civ.

[3] Art. 519 e ss. cod. civ.

[4] Art. 484 e ss. cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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6 Commenti

  1. La domanda che sorge a questo punto, dopo la rununcia all’eredità, è la seguente: chi beneficerà, in questo caso, ad esempio di un bene immobile?

  2. Buonasera è morta mia madre vedova lasciandoci molti debiti
    Siamo 2 figli sposati con figli minorenni noi tutti vogliamo rinunciare all’eredità vorrei sapere se i creditori si possono rivalere su i nostri
    cugini che a sua volta hanno figli sposati con figli minori
    grazie della risposta

  3. BUONGIORNO ….MIO MARITO E’ DECEDUTO UN MESE FA’..IO E I MIEI 2 FIGLI MAGGIORENNI ABBIAMO RINUNCIATO ALL’EREDITA’ PER MOTIVI DI DEBITI….HO FATTO LA VOLTURA DI LUCE E GAS E MI HANNO INVIATO I CONTRATTI …MA INSIEME AD ESSI ANCHE UNA BOLLETTA DA 450 EURO A NOME DI MIO MARITO …SONO TENUTA A PAGARLA? GRAZIE PER LA SUA RISPOSTA…

  4. buonasera mio padre proprietario di un terreno era in trattativa con dei parenti per la vendita dello stesso ma non esistono documenti scritti di tale transazione, mio padre aveva piu’ di 80 anni. l’acquirente gli aveva versato 11000euro come anticipo del prezzo pattuito. ad un certo punto mio padre decide di non vendere piu’ il terreno al fratello e ha cominciato a restituire parte degli 11ooo euro che tra l’altro noi figli non abbiamo trovato accreditato su nessun conto in quanto dati in contanti dal figlio dell’acquirente quindi non c’e’ tracciabilita’ degli stessi. noi abbiamo trovato uno scritto di nostro padre con le somme che stava restituendo ma anche di queste non c’e’ tracciabilita’ sempre dati in contanti, un giorno il figlio del potenziale acquirente che tra l’altro anche lui deceduto ci chiede gli 11000 che il padre aveva dato come acconto al mio per l’acquisto del terreno. noi eredi del defunto in mancanza di documentazione scritta dobbiamo far fronte all’obbligazione e’ la parola del nostro cugino contro la nostra, noi i soldi non li abbiamo trovati lui dice che li ha dati a mio padre ma mio padre vista l’eta’ potrebbe a sua volta essere stato raggirato dal nipote la legge che dice per un caso simile dobbiamo fare causa per rimanere fuori da questa ipotetica trattativa

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