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Trent’anni dopo Auschwitz, negli USA ancora sperimentazioni sull’uomo

4 Febbraio 2012
Trent’anni dopo Auschwitz, negli USA ancora sperimentazioni sull’uomo

Migliaia di cavie umane coinvolte in sperimentazioni: l’orrore del programma eugenetico negli USA.

Cinquemila dollari come risarcimento per chi ha subito la sterilizzazione forzata: questa è la cifra che verrà offerta alle circa duemila vittime, ancora in vita, del programma eugenetico attuato in North Carolina tra il 1929 e il 1974.

Il numero complessivo delle persone coinvolte è di circa 7600.

Si tratta principalmente di donne detenute nelle prigioni di stato o ricoverate in istituti di salute mentale, di ragazze indigenti e senza istruzione e addirittura di bambine di appena dieci anni.

Il termine “eugenetica” deriva etimologicamente dal greco “eu-genetes” (letteralmente buona-razza). Si tratta di una disciplina che studia i metodi per il perfezionamento della specie umana attraverso la manipolazione dei suoi geni o attraverso l’incrocio selettivo delle razze migliori. Una scienza oggetto di aspre critiche per via dei suoi risvolti razzisti e delle lesioni della dignità della persona che implica [1].

Sconcertanti sono le testimonianze fornite dalle vittime del programma in questione. Tra queste, particolarmente toccante è quella di Elena Riddick, un’afroamericana oggi cinquantasettenne, sterilizzata a sua insaputa all’età di quattordici anni nel corso di un intervento chirurgico.

Altrettanto crudo è il racconto di Nial Ramirez che, all’età di diciassette anni, fu costretta a scegliere tra la sterilizzazione o la perdita del sussidio sociale, unica fonte di reddito per la sua indigente e numerosa famiglia.

Raccapricciante la storia di Junius Wilson, afroamericano disabile, accusato ingiustamente di violenza carnale e poi castrato durante il ricovero in un istituto di igiene mentale

Le sperimentazioni sull’uomo vennero effettuata anche in altri stati americani in epoca recentissima.

Tra il 1956 e il 1970 furono infettati di proposito con il ceppo dell’epatite 800 bambini disabili per sperimentare una profilassi contro l’epatite stessa.

Nel 1964 in un ospedale di New York vennero iniettate cellule cancerose a 22 anziani.

Tra il 1932 ed il 1972, seicento braccianti di colore vennero usati come cavie umane per la ricerca contro la sifilide. Alcuni, poverissimi,non poterono acquistare la penicillina necessaria per curare il virus che gli era stato iniettato.

Gli “esperimenti” avvennero tutti all’insaputa delle vittime. Difatti le vicende sono stare rese note solo in seguito alla pubblicazione di dossier in cui venivano illustrati i risultati degli “studi” effettuati.

Tali dossier costituiscono dunque una esplicita autodenuncia.

di GIORGIA MARIA CALABRO’


note

[1] La dignità della persona è tutelata dalla Convenzione di Oviedo, manifesto della bioetica internazionale che si propone di adottare le misure necessarie per garantire i diritti e le libertà fondamentali dell’individuo e la protezione dell’uomo dall’uso improprio della biologia e della medicina.


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2 Commenti

  1. Per chi fosse interessato all’argomento consiglio un grandissimo film di Scorzese: Shutter Island!!!

  2. L’agente della sifilide è un batterio non un virus. Le infezioni virali non si curano con gli antibiotici, le infezioni batteriche si.

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