Diritto e Fisco | Articoli

Occhio al dirigente di Equitalia: non sempre ha il potere di stare in causa

26 Novembre 2014
Occhio al dirigente di Equitalia: non sempre ha il potere di stare in causa

Cartella esattoriale nulla se il dirigente-procuratore non può stare in giudizio: il responsabile del contenzioso deve non solo “firmare atti” ma avere anche la rappresentanza processuale di Equitalia.

Prima cosa di tutto la “procura”. Quando si è in causa si dà spesso per scontato che la controparte fisica – che si ha davanti – sia munita dei poteri di rappresentanza conferitigli dal proprio cliente. E, nel caso di pubbliche amministrazioni, di norma rappresentate da propri funzionari, che questi siano muniti dei relativi poteri a stare in giudizio.

Ma evidentemente non sempre è così. Capita soprattutto con Equitalia. Ed allora, la prima verifica da effettuare in causa, è quella dei poteri di rappresentanza processuale del dirigente-procuratore dell’Agente di riscossione che ha conferito il mandato all’avvocato a difendere l’ente. Se il primo manchi dei poteri a firmare la procura o non possa per esempio sottoscrivere l’atto di appello con cui impugna la sentenza di primo grado sfavorevole ad Equitalia, la cartella esattoriale può essere annullata. Insomma, partita vinta a tavolino.

È questo che succede quando si scopre che il responsabile locale del settore contenzioso non ha i poteri per rappresentare in giudizio l’esattore e dunque affidare l’incarico all’avvocato: non basta la nomina a procuratore speciale rogata dal notaio laddove la facoltà di “firmare atti” riconosciuta al dirigente non lo autorizza a impugnare davanti all’autorità giudiziaria sentenze sfavorevoli per conto dell’esattore.

È questa la sintesi di una interessante sentenza emessa, di recente, dal tribunale di Roma [1].

Il fatto che il dirigente del settore “contenzioso”, firmatario della procura al legale, sia un procuratore speciale di Equitalia – autorizzato a firmare atti, documenti e corrispondenza – non implica che abbia anche i poteri di rappresentanza processuale della società di riscossione.

In capo a chi firma la procura alle liti deve sempre esservi la titolarità di una funzione o di un carica che di solito implica la rappresentanza della società, come avviene nel caso del presidente del consiglio di amministrazione, dell’amministratore delegato, dell’amministratore unico o del direttore generale.

Onere della prova: come faccio a dimostrarlo?

Se il contribuente, quindi, contesta il difetto dei poteri di rappresentanza in capo al procuratore speciale che ha sottoscritto la procura alle liti, scarica la patata bollente sulla controparte: onera, cioè, Equitalia a dimostrare l’effettività e la legittimità dei poteri rappresentativi spesi in ordine al rapporto dedotto in giudizio. E se Equitalia non svolge alcuna deduzione sul punto e, dunque, non presenta documenti a propria difesa, il cittadino vince la partita.


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 23479/14.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube