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Come fare ricorso all’Inail?

21 Gennaio 2023 | Autore:
Come fare ricorso all’Inail?

La procedura per contestare un provvedimento dell’Istituto assicurativo da parte del datore e del lavoratore. Quando rivolgersi al Tribunale.

Il lavoratore che non condivide alcune valutazioni fatte dall’Inail sulla sua posizione assicurativa può presentare ricorso contro il provvedimento dell’Istituto che lo riguarda. Ma come fare ricorso all’Inail? A chi va presentato? Entro quando bisogna agire? Ed entro quando si ottiene risposta? Quali effetti produce un ricorso all’Inail?

Nela fattispecie, il ricorso può riguardare un atto dell’Istituto in merito, ad esempio, ad un grado di menomazione ritenuto inferiore a quello reale, oppure alla data in cui l’Inail ritiene che deve concludersi l’indennità per inabilità temporanea.

In un primo momento, il lavoratore che vuole contestare uno di questi aspetti deve rivolgersi all’Inail ma se la risposta al suo ricorso non fosse soddisfacente, è possibile avviare un’azione presso il Tribunale del lavoro. Vediamo qual è la procedura.

Ricorso all’Inail per l’obbligo assicurativo

Se l’oggetto della contestazione alla base del ricorso all’Inail è la sussistenza del rischio infortuni e malattie professionali e, quindi, l’obbligo di presentazione della denuncia dei lavori, l‘interessato può agire in via amministrativa all’autorità che ha emesso l’atto (entro 30 giorni dalla sua comunicazione) o in caso di diffida all’Ispettorato territoriale del lavoro, e, in seconda istanza, al ministero del Lavoro.

Nel caso in cui, a seguito di accertamento, venga fuori che il soggetto obbligato non ha presentato la denuncia dei lavori riguardante l’inizio dell’attività o le successive denunce sulle sopravvenute variazioni, l’Inail deve diffidare il datore di lavoro mediante procedura informatica a sanare le irregolarità. A tal fine fissa un termine di dieci giorni entro il quale il datore di lavoro può decidere di:

  • adempiere alla diffida, versando il premio richiesto;
  • presentare ricorso all’Itl nella cui circoscrizione si svolge il lavoro.

Il ricorso deve contenere gli estremi della diffida e i motivi dell’impugnazione, con particolare riferimento alle ragioni poste a fondamento della ritenuta insussistenza dell’obbligo assicurativo. È il caso di chi svolge un’attività non protetta o del lavoratore non soggetto ad assicurazione.

Ricorso all’Ispettorato del lavoro

Il ricorso deve essere comunicato all’Inail inviando una copia conforme in plico raccomandato con ricevuta di ritorno. In caso contrario, l’Ispettorato assegna al ricorrente un termine affinché vi provveda. Se il termine non viene rispettato, il ricorso verrà dichiarato inammissibile.

Il ricorso ha effetto sospensivo dell’atto impugnato fino alla pronuncia dell’Itl, pertanto l’Istituto non può dare inizio all’esazione dei premi contestati.

È inoltre inammissibile il ricorso presentato nel caso di:

  • invito dell’Inail ad adempiere l’obbligo contributivo quando il datore di lavoro pretende di porre fine al rapporto assicurativo in base ad una diversa qualificazione dell’attività;
  • richiesta di premio riguardante personale rispetto al quale venga contestato l’obbligo assicurativo.

Una volta istruito il ricorso, l’Ispettorato comunica la decisione al datore di lavoro e all’Inal. I casi possono essere tre:

  • la pronuncia è favorevole all’Istituto: l’Inail può dare corso all’azione, anche coattiva, di recupero dei premi;
  • la pronuncia è sfavorevole all’Inail: il recupero dei premi deve essere sospeso;
  • l’Itl non si pronuncia entro 180 giorni dalla presentazione del ricorso: le sedi Inail possono procedere giudizialmente.

Il datore, su sua richiesta, ha diritto ad essere rimborsato dei premi relativi alla controversia che siano già stati versati e che non risultino dovuti a seguito della decisione.

Ricorso al ministero del Lavoro

Il datore di lavoro e l’Inail, in seconda istanza, possono impugnare la decisione dell’Itl mediante ricorso al ministero del Lavoro, entro 15 giorni dalla data in cui è pervenuta la comunicazione della decisione.

Il ricorso, che deve contenere gli estremi del provvedimento impugnato, la motivazione e precise richieste, deve essere comunicato alla controparte mediante invio di copia conforme in plico raccomandato con ricevuta di ritorno..

Il ricorso non ha effetto sospensivo, salvo che il Ministero ritenga di disporre preliminarmente la sospensione degli effetti della decisione di primo grado.

Istruito il ricorso e constatata la regolarità formale degli adempimenti procedurali, il ministero emette la propria decisione entro 180 giorni.

L’Inail e il datore di lavoro possono successivamente proporre azione davanti all’autorità giudiziaria, entro 60 giorni dalla comunicazione della decisione del ministero del Lavoro.

Ricorso all’Inail per tariffe dei premi

Se il provvedimento da contestare riguarda l’applicazione delle tariffe dei premi, il datore di lavoro può presentare ricorso al presidente dell’INAIL, tramite la Direzione regionale competente per territorio, per provvedimenti di:

  • classificazione delle lavorazioni;
  • oscillazione del tasso medio di tariffa per prevenzione oltre il primo biennio di attività;
  • decorrenza dell’inquadramento nelle gestioni tariffarie;
  • inquadramento nelle gestioni tariffarie effettuato direttamente dall’INAIL per i datori di lavoro non soggetti alla classificazione aziendale.

Il ricorso andrà, invece, indirizzato alla sede Inail territoriale, per provvedimenti di:

  • oscillazione del tasso medio di tariffa dopo i primi due anni di attività;
  • riduzione del tasso per prevenzione nei primi due anni di attività.

Il ricorso al presidente dell’Inail deve essere preceduto da un tentativo di conciliazione presso le direzioni regionali dell’Istituto, in modo da tentare di comporre la controversia ed evitare il contenzioso. In mancanza di accordo, il ricorso viene trasmesso alla Direzione Centrale Rischi per la definitiva pronuncia da parte del presidente.

In entrambi i casi, i ricorsi al presidente o alla sede territoriale dell’Inail devono essere presentati esclusivamente in via telematica, tramite l’apposito servizio sul sito dell’Istituto, entro 30 giorni dalla piena conoscenza degli atti impugnati. Devono contenere specifiche censure e puntuali elementi di contestazione dei provvedimenti impugnati.

I termini entro i quali l’organo competente deve comunicare le proprie decisioni al ricorrente sono:

  • 180 giorni dalla data di presentazione del ricorso, nel caso del Presidente dell’Inail;
  • 120 giorni dalla data di presentazione del ricorso, nel caso delle sedi territoriali.

Decorsi inutilmente tali termini, i ricorsi si intendono respinti (silenzio-rigetto). Le decisioni hanno carattere definitivo: significa che non possono essere più impugnate in sede amministrativa. Non resta, dunque, che rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Ricorso all’Inail del lavoratore

Anche il lavoratore può presentare un ricorso all’Inail nel caso in cui voglia contestare un provvedimento dell’Istituto che riguarda un infortunio subìto o una malattia professionale e, nello specifico:

  • il grado di menomazione che ha riconosciuto nel suo caso e che il lavoratore ritiene errato;
  • la data di cessazione dell’indennità per inabilità temporanea;
  • l’inesistenza di danno permanente che, a giudizio del lavoratore, invece, c’è;
  • la liquidazione della rendita.

Il lavoratore deve presentare l’istanza presso la sede presente nel territorio in cui ha il domicilio e deve contenere:

  • i dati anagrafici;
  • il riferimento all’evento (numero del caso, data dell’infortunio, data del provvedimento);
  • le motivazioni a sostegno del ricorso, allegando il certificato medico dal quale emergano gli elementi giustificativi della domanda.

Il ricorso va presentato tramite:

  • sportello della Sede competente;
  • posta ordinaria;
  • Pec (Posta elettronica certificata);
  • patronato;
  • ente di patrocinio, che presta assistenza gratuita e, sulla base della delega rilasciata, designa il medico di parte che parteciperà alla commissione medica.

In ogni caso il procedimento in opposizione si considera concluso nel termine di 150 giorni (o di 210 per le revisioni). Significa che entro quel periodo di tempo, il lavoratore deve ricevere una risposta.

Se la richiesta non viene accolta oppure ha un esito non soddisfacente, l’interessato ha a possibilità di presentare ricorso giudiziale presso il Tribunale del lavoro con l’assistenza di un avvocato. Il termine di prescrizione per il ricorso giudiziale è di tre anni e 150 giorni (210 per le revisioni) e decorre dal giorno dell’infortunio.



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