Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

I divorziati possono fare la Comunione?

22 Gennaio 2023 | Autore:
I divorziati possono fare la Comunione?

Chi spezza il vincolo nuziale consacrato da un sacerdote può continuare a vivere una vita vicina alla Chiesa?

L’uomo deve essere giudicato per le proprie azioni, di cui è responsabile, o per le proprie convinzioni, che gli spettano di diritto? Non dovrebbe essere sbagliato, in teoria, chiedere un minimo di fede religiosa a chi si sposa in chiesa: dovrebbe sapere che non si trova davanti a un semplice ufficiale di stato civile ma a chi sta amministrando un Sacramento. Se non ci crede, meglio che vada in Comune. Se ci crede, è cosa buona e giusta – tanto per restare in tema – che conosca le conseguenze del suo gesto. Se ci si discosta dai precetti della Chiesa e, ad esempio, «si osa separare ciò che Dio ha unito», è possibile continuare a partecipare ala vita cristiana? I divorziati possono fare la Comunione o ricevere altri sacramenti come l’unzione degli infermi?

Così come il Codice civile ha i suoi articoli che stabiliscono diritti e doveri dei coniugi anche quando le cose dovessero andar male, anche il diritto canonico ha i suoi precetti nel caso in cui la promessa fatta davanti all’altare venisse spezzata.

Il significato del matrimonio per la Chiesa

Il matrimonio è il settimo sacramento della Chiesa cattolica, dopo i Battesimo, la Confessione (o Penitenza), l’Eucarestia, la Cresima (o Confermazione), l’ordine sacerdotale e l’unzione degli infermi. Il valore di un sacramento per la Chiesa cattolica lo si deduce dal suo stesso nome: la parola «sacramento» deriva dal latino «sacramentum», cioè «consacrare, pegno giuramento». Chi si sposa in chiesa, pur ottenendo gli stesso diritti civili di chi si sposa in Comune, fa un giuramento consapevole «senza costrizione, davanti a Dio». O ci credi o non ci credi. Ma il valore è quello.

Il Codice di Diritto canonico definisce il matrimonio «il patto con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole», che «è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento» [1]. E ancora: «L’atto che costituisce il matrimonio è il consenso delle parti manifestato legittimamente tra persone giuridicamente abili; esso non può essere supplito da nessuna potestà umana». In pratica, ciò che si sente normalmente ne rito del matrimonio: «Non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce».

Gi effetti di un divorzio per un cattolico

Nella tradizione della Chiesa cattolica, la fine di un matrimonio produce effetti diversi a seconda di chi è ritenuto responsabile della fine del legame coniugale:

  • chi ha subìto il divorzio ha piena stima della Chiesa nei suoi confronti, perché si è trovato nelle condizioni di doverlo accettare. Se dovesse instaurare un nuovo legame con un’altra persona, potrebbe continuare ad accostarsi ai sacramenti e, quindi, ricevere anche la Comunione;
  • chi è causa del divorzio per un comportamento moralmente scorretto (tipo chi è andato con un’altra persona): può ricevere solo i sacramenti della Penitenza (la confessione) e dell’Eucarestia ma solo se sinceramente pentito e disponibile a riparare il male creato.

Quando è ammesso il divorzio per la Chiesa

È possibile chiedere il divorzio, cioè l’annullamento del vincolo matrimoniale senza subire alcun effetto dal punto di vista della loro vita cristiana in questi casi:

  • esclusione di una delle finalità essenziali del matrimonio, come la totale assenza di rapporti sessuali (con la conseguente impossibilità di procreare) o l’infedeltà;
  • l’errore sull’identità o sulla qualità del coniuge;
  • la violenza o il timore all’interno della coppia;
  • la mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi, comprese la riserva mentale e la simulazione.

La posizione del Papa sulla Comunione per i divorziati

Papa Francesco, in un discorso del 2018, ha costruito un ponte tra divorziati e Chiesa: «Noi non dobbiamo soffermarci sul fatto se si possa o meno dividere un matrimonio. Alle volte accade che il rapporto non funzioni e allora è meglio separarsi per evitare una guerra mondiale, ma questa è una disgrazia». Come dire: se l’amore non c’è più, tanto vale che ciascuno prosegua autonomamente il proprio cammino, per quanto la separazione sia «una disgrazia».

Le parole del Papa aprirebbero così una porta al fatto che i divorziati possano fare la Comunione o ricevere altri sacramenti.

Joaquin Belmonte, professore di Filosofia di un liceo spagnolo di provincia, chiese una volta ai suoi alunni: «Se Dio fosse infinitamente buono come si dice, potrebbe essere infinitamente giusto?». La domanda merita una riflessione. Per la Chiesa e per i divorziati che non vorrebbero scostarsi da una vita vicina a Vangelo.



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube