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La presunzione di pari responsabilità negli incidenti stradali

22 Gennaio 2023 | Autore:
La presunzione di pari responsabilità negli incidenti stradali

Come si prova la colpevolezza dei conducenti nel caso di sinistro, come funziona il concorso di colpa e quando invece c’è responsabilità esclusiva?

I sinistri stradali sono purtroppo all’ordine del giorno, a volte con esiti lievi altre, invece, con conseguenze molto gravi, che possono coinvolgere perfino l’incolumità dei conducenti. Proprio con riguardo agli incidenti tra veicoli che circolano su strada la legge ha previsto una specifica regola da applicare, che va sotto il nome di presunzione di pari responsabilità.

Non ci vuole molto a comprendere cosa significa: se due o più veicoli si scontrano, si presume che siano tutti responsabili in egual misura. Ad esempio, nel caso di tamponamento tra due vetture, si presume che entrambe siano colpevoli al 50%; se il sinistro coinvolge quattro veicoli, allora si presume che la responsabilità vada suddivisa al 25% ciascuno; e così via. Questo principio, però, non è assoluto: il concorso di colpe può infatti essere sconfessato, come in realtà spesso avviene. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona la presunzione di pari responsabilità negli incidenti stradali.

La pari responsabilità nei sinistri stradali

Quando si verifica un incidente bisogna accertare quali siano le effettive colpe dei soggetti coinvolti; se non si riesce a fare ciò si applica il principio di pari responsabilità, secondo cui tutti i conducenti coinvolti nel sinistro sono responsabili allo stesso modo.

Ad esempio, se due veicoli provenienti da direzioni diverse si scontrano e non si è in grado di riscostruire l’esatta dinamica, al giudice non resterà che applicare il principio di pari responsabilità, attribuendo il 50% di colpa a ciascuno, con conseguenti effetti sull’entità del risarcimento da pagare.

La pari responsabilità nei sinistri stradali è una “presunzione”, nel senso che si applica solamente fino a prova contraria [1].

In altre parole, la pari responsabilità nel caso di incidenti è valida solamente quando non si può dimostrare il contrario, e cioè che le colpe non debbano essere divise equamente.

Insomma: la presunzione di pari responsabilità si applica solamente quando non si è in grado di fornire una convincente ricostruzione della dinamica dell’incidente, cosicché, nel dubbio, il giudice deve ritenere che tutti abbiano concorso nella stessa misura a produrre il danno [2].

È appena il caso di specificare che il principio di pari responsabilità negli incidenti stradali si applica anche quando un solo veicolo abbia subito danni, con la conseguenza che l’intero ammontare debba essere ripartito tra tutti i conducenti coinvolti.

Cos’è il concorso di colpa nel sinistro stradale?

La presunzione di pari responsabilità rappresenta una particolare applicazione del concorso di colpa nel sinistro stradale.

Si ha “concorso di colpa” quando più persone sono responsabili di un danno. Il concorso di colpa, però, non presuppone che tutti siano responsabili alla stessa maniera ma, semplicemente, che nessuno può dirsi completamente “innocente”.

Ad esempio, può succedere che, all’interno di un incidente stradale, un conducente abbia il 70% della responsabilità e l’altro il 30%, cosicché il risarcimento dovrà essere calibrato sulla scorta di queste misure.

Deve essere il giudice, in base alle prove prodotte nel processo, a stabilire l’eventuale concorso di colpa e il grado della stessa.

La presunzione di pari responsabilità, quindi, non è altro che un concorso di colpa al 50%, o meglio un concorso in egual misura, nel senso che tutti i soggetti che hanno preso parte all’incidente sono ritenuti responsabili allo stesso modo.

La caratteristica della pari responsabilità è che essa, nel dubbio e nell’impossibilità di dimostrare il contrario, si presume.

Come si dimostra la responsabilità in un incidente stradale?

Per “vincere” la presunzione di pari responsabilità o addirittura per escludere qualsiasi tipo di concorso di colpa la persona coinvolta in un sinistro stradale deve dimostrare di aver rispettato le regole del Codice della strada e che l’incidente sia stata causato per responsabilità di altri.

Per provare la propria estraneità e, al contempo, la colpa dell’altro conducente ci si può avvalere di qualsiasi mezzo di prova: testimonianze, perizie, fotografie, riprese video, presunzioni (tipo i segni di frenata sull’asfalto, dai quali si desume che il veicolo procedesse a forte velocità, ecc.) e verbali della polizia intervenuta per gli accertamenti.

A proposito di quest’ultimo mezzo di prova, la Cassazione è pacifica nel ritenere che il verbale degli agenti costituisce prova legale solamente con riferimento a ciò che i pubblici ufficiali hanno accertato essere avvenuto in propria presenza.

Pertanto, se nel verbale di polizia viene effettuata una ricostruzione della dinamica del sinistro basata solamente sulle presunzioni degli accertatori, i quali non erano presenti quando l’incidente è avvenuto, allora tali deduzioni potranno senz’altro essere sconfessate con qualsiasi altro mezzo di prova.

Insomma: il verbale della polizia in caso di incidente stradale ha valore privilegiato solamente per ciò che al suo interno è riportato come accadimento avvenuto in presenza del pubblico ufficiale che l’ha redatto.

Grazie ai mezzi di prova è possibile superare la presunzione di pari responsabilità fino ad “azzerare” la propria colpa, se si riesce a dimostrare che la responsabilità dell’incidente è da addossarsi in modo esclusivo solamente a un conducente.

Responsabilità in caso di incidenti: possibili esiti

Nel caso di incidente stradale, a seconda delle prove portate in giudizio si potranno avere i seguenti esiti:

  • se la dinamica del sinistro non è accertata in modo chiaro, la responsabilità si presume uguale in capo a tutti (vale quindi la presunzione di pari responsabilità);
  • se si riesce a fornire prova della responsabilità esclusiva di uno dei conducenti, allora la colpa sarà attribuita al 100% solamente all’effettivo colpevole;
  • se si riesce a fornire solo una prova parziale della responsabilità altrui, il giudice potrà calibrare ciascun grado di responsabilità in base all’effettiva colpevolezza che ritiene di attribuire ad ognuno (ad esempio, 20% a un conducente e 80% all’altro, ecc.).

La presunzione di pari responsabilità si applica solamente quando non si è in grado di fornire una convincente ricostruzione della dinamica dell’incidente, cosicché, nel dubbio, il giudice deve ritenere che tutti abbiano concorso nella stessa misura a produrre il danno

note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Cass., ord. n. 3696/2018; Cass., sent. n. 23431/2014.

[3] Cass., ord. n. 28149 del 27 settembre 2022.


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