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Responsabilità dei genitori per fatto commesso dal figlio minore

27 Novembre 2014


Responsabilità dei genitori per fatto commesso dal figlio minore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Novembre 2014



Per i genitori resta l’obbligo di dare una prova positiva di aver impartito una buona educazione al figlio per superare la presunzione di colpa prevista dalla legge.

Che succede se il figlio, ancora minorenne, commette un illecito (civile o penale che sia) e ne scaturisce un danno per un terzo soggetto? A risponderne saranno i genitori. Ma con alcune precisazioni. La legge, infatti, ammette la liberazione da ogni responsabilità da parte di questi ultimi qualora dimostrino di non “aver potuto impedire il fatto”. Tuttavia la circostanza che i genitori diano prova di non aver potuto impedire il fatto del minore non determina automaticamente la liberazione da responsabilità. La loro liberazione può scaturire solo qualora diano una prova positiva di aver impartito al minore una buona educazione.

Quanto sopra affermato è stato confermato dalla pronuncia della Cassazione [1], emessa lo scorso 18 novembre 2014, che, di fatto, ha ulteriormente rinsaldato, in buona sostanza, un orientamento, ormai consolidato nel tempo, che vede i genitori (e non solo) responsabili per fatti illeciti commessi dai figli minori.

La predetta sentenza offre, tuttavia, una possibilità di superare quella che è una vera e propria presunzione di colpa.

Come si può superare questa presunzione di colpa?

Mentre le norme di legge [2] stabiliscono che i genitori sono liberati dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto, secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, invece, bisogna dare una prova positiva del fatto che al proprio figlio è stata impartita una buona educazione, perché non è più sufficiente la prova negativa.

La Corte si spinge anche a stabilire che la vigilanza e l’educazione impartita al figlio deve ritenersi inadeguata, in mancanza di una prova contraria a tale riguardo, anche dalle modalità di svolgimento dello stesso fatto illecito.

La vicenda

Il fatto sottoposto all’esame della Corte riguarda(va) il caso di un minore che ha aggrediva un soggetto il quale, a seguito di tale aggressione, subiva gravissime lesioni all’occhio destro; dopo un regolare processo penale, l’aggressore veniva condannato per il reato di lesioni personali e, dalle modalità del fatto accertate in giudizio, la Corte ha desunto che i genitori non avevano adempiuto ai doveri incombenti su di essi e che, quindi, non avevano impartito al figlio una buona educazione né avevano adeguatamente vigilato su di esso.

note

[1] Cass. sent. n. 24475 del 18.11.2014.

[2] Art. 2048 cod. civ.


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