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Il sito internet dell’azienda: la tutela del nome di dominio

21 Gennaio 2016
Il sito internet dell’azienda: la tutela del nome di dominio

Società e ditte individuali: l’indirizzo del sito internet e il cosiddetto dominio sono tutelabili nei confronti di chi utilizzi lo stesso nome per il proprio e-commerce.

Internet è entrato prepotentemente nel mondo del commercio, sicché la tutela dell’imprenditore si sposta ora dal tradizionale marchio fisico (il brand) al nome di dominio (il cosiddetto url ossia l’indirizzo del sito internet). La maggior parte delle società hanno ormai il proprio sito internet, usato a volte per farsi solo conoscere tra la clientela, a volte anche per vendere direttamente on-line i propri prodotti (e-commerce).

Ecco perché chi utilizza, per il proprio sito, il nome di un’altrui azienda commette illecito. Approfondiamo dunque questa delicata tematica.

Cosa sono i nomi di dominio

I nomi di dominio (o nome del sito internet o domain names) sono i nomi usati in internet per identificare degli oggetti presenti in rete e che vengono assegnati all’utilizzatore per la sua individuazione.

Il nome di dominio è stato annoverato espressamente tra i segni distintivi dell’impresa. Ai nomi di dominio internet si applica la disciplina dettata per i marchi e la tutela prevista dalla disciplina della concorrenza sleale.

Quale può essere il nome di dominio?

Il nome di dominio può essere identico al nome della società o ad un suo marchio, come avviene spesso nella pratica (ad esempio: la Fiat ha il sito www.fiat.it, la Barilla il sito www.barilla.it).

La struttura del nome di dominio è composta da tre elementi.

Prendiamo, ad esempio, il sito internet della nostra società che è www.laleggepertutti.it:

– la prima parte è costituita dalle tre lettere “www” (acronimo di world wide web): si tratta dell’elemento caratterizzante ogni sito e indica appunto che si tratta di un sito internet;

– la seconda parte è quella individualizzante ed è scelta da chi gestisce il sito; nel nostro esempio: “laleggepertutti”. Si tratta del dominio di secondo livello, detto anche “SLD” (second level domain);

– l’abbreviazione finale “.it” è il dominio di primo livello, detto anche “TLD” (top level domain). Esistono diversi TLD e possono essere scelti per individuare lo stato di appartenenza (quindi “.it” per l’Italia, “.fr” per la Francia, “.de” per la Germania, “.es” per la Spagna, “.co.uk” per la Gran Bretagna e così via) o l’attività svolta dalla società titolare del sito. Tra questi ultimi, il suffisso più rilevante in assoluto per i siti di commercio elettronico è il “.com” che indica genericamente un sito a carattere commerciale. L’ICANN (o Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, società che gestisce l’assegnazione degli indirizzi internet) ha deciso la liberalizzazione dei nomi di dominio e pertanto, gli indirizzi internet, dopo il punto possono riportare qualsiasi parola (cose, nomi propri, ecc., ad esempio www.nome.casa, www.nome.auto, ecc.) in ogni lingua.

Tutela dei nomi a dominio

Nel momento in cui una azienda sceglie un proprio nome a dominio lo deve registrare: da quel momento nessun altro soggetto potrà utilizzare, sia sotto l’aspetto giuridico che tecnico, lo stesso nome.

Questo però non toglie che ancor prima della registrazione sia vietato prenotare e acquistare uno spazio web con il nome di un’altra azienda che ancora non l’abbia fatto, sempre che si tratti di un nome identificativo e tutelato dalla normativa dei marchi. Per esempio, per pura ipotesi, commetterebbe illecito colui che registri il dominio www.barilla.it (ammesso e non concesso che fosse ancora disponibile), poiché si tratta di un marchio tutelato e sicuramente distintivo. Diversamente, non commetterebbe illecito colui che registri www.ferrari.it laddove il dominio corrisponda al vero cognome del richiedente e venga usato per vendere prodotti differenti da quelli della nota marca automobilistica o della casa di vini spumante (quindi, evitando ipotesi di concorrenza sleale).

La giurisprudenza prevalente applica ai nomi di dominio la stessa tutela predisposta per i marchi.

Esaminiamo di seguito una casistica sulla confondibilità tra nomi di dominio oppure tra nome di dominio e gli altri segni distintivi:

a) non si può utilizzare come nome di dominio:

– un nome identico o simile ad un marchio registrato in precedenza da altri, se determina confusione per gli utenti;

– l’altrui “marchio di fatto” (cioè non registrato) se conosciuto;

– l’altrui denominazione sociale;

– un’insegna già utilizzata da altri, per cui il conflitto è regolato dalla disposizione relativa alla ditta.

b) per diversificare un nome di dominio dall’altro non vale l’uso di un TLD diverso (ad esempio da un “.it” ad un “.com”), per cui il titolare del marchio che ha registrato un nome di dominio riproduttivo del marchio con il TLD.net può far valere le sue ragioni nei confronti di chi ha registrato successivamente lo stesso nome ma con il TLD.com. Ad esempio è stato inibito (ma solo sul territorio italiano) l’uso del nome www.mediaset.com per un sito che commercializza dispositivi di salvataggio di dati multimediali (in inglese, media set) in quanto determina confusione almeno nel momento iniziale della ricerca e dell’accesso in Internet da parte degli utenti.

Il procedimento in tribunale

In caso di conflitto o, in generale, di contestazioni sull’assegnazione o sull’utilizzo del nome di dominio all’interno del TLD “.it”, la società può ricorrere al tribunale (agendo presso le apposite sezioni specializzate in materia d’impresa istituite presso alcune corti d’appello) o, in alternativa, al comitato arbitrale e alla procedura di riassegnazione.

Chi vuole iniziare la controversia, sia con l’arbitrato che con la procedura di riassegnazione, deve, in via preliminare, tentare una composizione amichevole della vertenza, inviando una lettera raccomandata alla RA.

Colui che ritiene violato il proprio diritto può chiedere al giudice:

– l’inibizione all’uso del nome di dominio. L’inibitoria è concessa solo se, a causa dell’identità o affinità fra prodotti e servizi, può esservi un rischio di confusione;

– la cancellazione del domain name presso il Registro.

È necessario presentare un ricorso all’autorità giudiziaria per ottenere un provvedimento d’urgenza.

È possibile altresì chiedere: la condanna del concorrente al risarcimento del danno.



1 Commento

  1. buongiorno, io sono un noleggio con conducente (NCC) che fa 4 anni tenevo una licenza taxi in Alba Adriatica questa licenza la o venduta fa 4 anni, questa persona che le o venduto la licenza la a venduto pio o mese 4 mesi fa.
    Io o aperto un sito (taxialbaadriatica.it) piu o meno 10 anni fa, o continuato sempre a pagare il dominio e il hosting la manutenzione e la pubblicita.
    Adesso o un tassista della concorrenza che da 4 mesi mi sta a dire che devo darli o eliminare il mio sito e il mio numero per che lui dice che io non posso avere un sito con il nome del suo comune.
    Io ancora lavoro nel settore ma con licenza NCC e sto nel comune di Tortoreto che e un comune che fa confini con Alba Adriatica.
    vi ringrazio in quello che potete aiutarmi e aspetto una vostra rispota.
    cordiale saluti attentamente
    Vicente Pucci

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