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La Russia si ingrandisce e la Finlandia chiude i confini

29 Settembre 2022 | Autore:
La Russia si ingrandisce e la Finlandia chiude i confini

In seguito all’esodo russo degli ultimi giorni, la Finlandia ha deciso di interdire l’ingresso nel Paese ai turisti russi a partire dalla mezzanotte di oggi.

La decisione di annettere in tempi record i territori ucraini semi occupati alla Federazione Russa in seguito ai risultati dei «referendum farsa» che i cittadini sono stati costretti a votare è stata quella che sta facendo definitivamente traboccare il vaso. L’invasione dell’Ucraina e la decisione di mobilitare 300mila persone perché servono più soldati per mandare avanti questo scontro armato ha spinto migliaia e migliaia di russi ad abbandonare la propria casa per rifugiarsi nei paesi limitrofi, con la speranza di non essere riportati in patria. Dall’altra parte, i Paesi d’arrivo si stanno interrogando sulle loro capacità di accoglienza, tanto che la Finlandia è arrivata a decidere di chiudere i propri confini. La tensione tra Russia e Europa è alle stelle, mentre ci si prepara ad entrare in una nuova fase della guerra, che sembra non interesserà più solo Ucraina e Russia.

Il Governo finlandese ha annunciato che a partire da mezzanotte ora locale (le 23 in Italia) sarà interdetto l’ingresso ai turisti russi. La decisione, comunicata dal ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, segue la mobilitazione parziale ordinata dal Cremlino che ha spinto decine di migliaia di russi a lasciare il loro Paese. Il provvedimento «dovrebbe portare a un calo significativo del traffico transfrontaliero», ha detto Haavisto, aggiungendo che resta ancora consentito «l’ingresso per le visite ai familiari, oltre che per motivi di lavoro e studio».

Da quando il presidente Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale di 300mila riservisti con lo scopo di rimpolpare le file del suo esercito, ogni giorno sono migliaia le persone che lasciano la Russia: generalmente, la Finlandia non è la meta principale di chi decide di fuggire, ma vengono predilette Georgia e Armenia, oltre a Turchia, Azerbaijan, Kazakistan, Mongolia.

Proprio per evitare il fuggifuggi generale di questi ultimi giorni, l’amministrazione regionale dell’Astrakhan, nella Russia meridionale, ha annunciato nuovi controlli alla frontiera con il Kazakistan, presso il valico di Karaozek.  Nei pressi del valico, in una delle tante strade che collegano la Russia al grande Paese dell’Asia centrale, si è formata una coda di uomini in età di leva lunga un chilometro. Alla frontiera, i passaporti di coloro che lasciano la Russia verranno controllati e i nomi confrontati con le liste di leva. Coloro che rientrano nei criteri di mobilitazione e non hanno un differimento ufficiale o il permesso di lasciare l’esercito non saranno autorizzati a partire.

Ma l’attenzione di Mosca oggi è rivolta ai territori ucraini semi occupati che, in seguito ai referendum farsa tenuti nei giorni scorsi, domani verranno formalmente annessi alla Federazione Russa per dare vita a una nuova fase della guerra. Domani alle 14 ora italiana si terrà la cerimonia di firma dei trattati sull’adesione alla Russia dei territori dell’Ucraina dove si è appena tenuto un referendum bollato da Kiev e dalla comunità internazionale come una farsa. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che la cerimonia si terrà nella Sala Georgievsky. Peskov, citato dall’agenzia Interfax, ha anticipato che il presidente Vladimir Putin terrà un discorso a margine del quale incontrerà i leader delle autoproclamate Repubbliche di Luhansk e Donetsk nonché delle regioni di Kherson e Zaporozhzhia.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Il colloquio -informa Palazzo Chigi- si è incentrato «sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno e sui referendum illegali indetti dalla Federazione Russa nelle zone occupate del Donbass, di Kherson e di Zaporizhzhia. Il presidente Draghi ha assicurato che «l’Italia non riconoscerà l’esito dei ‘referenda’ –  e ha confermato il – continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti».



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