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È valida la fattura intestata ad un minorenne?

24 Gennaio 2023 | Autore:
È valida la fattura intestata ad un minorenne?

Cos’è e a chi va rilasciata la fattura fiscale? Come funziona la detrazione delle spese sanitarie fatturate al proprio figlio minorenne?

Si è soliti pensare ai minorenni come persone che, dal punto di vista giuridico, non possono fare nulla. In realtà, la legge consente loro di poter fare molte cose, anche di compiere atti giuridici: si pensi al minore che va al bar a comprarsi una bibita, al supermercato a fare la spesa oppure dal barbiere o dal parrucchiere per tagliare i capelli. Si immagini ancora il minore che va in un negozio di informatica per acquistare un pc oppure un videogioco. In tutte queste ipotesi, sarebbe valida la fattura intestata a un minorenne?

Mettiamo il caso che un minorenne si rechi presso un esperto informatico per farsi aggiustare il cellulare; all’esito dell’intervento di assistenza, il minore paga regolarmente in contanti. A questo punto, a favore di chi deve essere emessa la fattura? Al minorenne stesso oppure ai genitori che, presumibilmente, gli hanno fornito i soldi? Stessa questione si pone nel caso di minore che va dallo psicologo o dall’oculista: la fattura andrà intestata ai genitori che pagano la prestazione? Cosa dice la legge a proposito? È valida la fattura intestata ad un minorenne?

Cos’è la fattura fiscale?

La fattura è un documento fiscale obbligatorio che viene emesso da un soggetto titolare di partita Iva per comprovare l’avvenuta cessione di beni o prestazione di servizi.

Cos’è la partita Iva?

La partita Iva è un codice numerico di 11 cifre che identifica univocamente un soggetto che esercita un’attività rilevante ai fini del pagamento delle tasse.

La partita Iva è propria di tutti i soggetti, sia persone fisiche che giuridiche, che svolgono un’attività economica i cui proventi devono essere tassati dallo Stato. Questo significa che può avere una partita Iva tanto un lavoratore autonomo (un libero professionista, un lavoratore manuale, ecc.) quanto una società.

Nello specifico, l’apertura della partita Iva è necessaria per lo svolgimento in forma organizzata di un’attività avente le caratteristiche di abitualità, continuità e professionalità.

A chi va rilasciata la fattura?

La fattura va normalmente rilasciata al soggetto nei cui confronti è concretamente erogata la prestazione, a prescindere dal soggetto che effettua il pagamento.

Fattura intestata a un minore: è valida?

Se il committente del servizio è un minore, considerato che si tratta di una persona dotata di capacità giuridica, è consentito intestare direttamente la fattura al minorenne stesso, anche se non è il soggetto che paga l’importo fatturato.

È quindi valida la fattura intestata a un minore, in quanto questi può legalmente essere il destinatario di una prestazione.

Per la precisione, la legge consente due possibilità, e cioè che la fattura sia intestata:

  • direttamente al minore, anche se la spesa è sostenuta dal genitore;
  • al genitore che sostiene finanziariamente la spesa. In questo caso, nel corpo della fattura si deve scrivere che le prestazioni sanitarie sono state effettuate nei confronti del figlio, indicando il relativo codice fiscale.

La scelta dell’intestazione della fattura è importante per quanto riguarda la successiva detrazione in dichiarazione dei redditi. Vediamo perché.

La detrazione per le spese sanitarie dei figli minori

Il problema della fattura intestata ai minori si pone soprattutto per quanto riguarda la possibilità per i genitori di detrarre la spesa sostenuta.

Si pensi al minore che si sottopone a una visita medica specialistica privata oppure, più semplicemente, che acquista un paio di occhiali da vista: se il genitore sostiene la spesa per conto del figlio minorenne, potrà poi detrarla dalle tasse?

Per detrarre le spese mediche sostenute nel periodo d’imposta nell’interesse di familiari a carico è necessario che nella fattura sia indicato espressamente il soggetto che ha pagato la prestazione e che, quindi, intende portarla in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi.

Se il genitore, che ha a suo carico il minore, sostiene la spesa per la prestazione effettuata a favore del figlio, il medico ha la facoltà di intestare la fattura al genitore, anche nell’ipotesi in cui il committente sia il minore d’età, avendo cura di far seguire al nome e al cognome del genitore pagante l’indicazione del nome del minore dopo la dicitura “per conto del figlio”.

Ai fini della detrazione:

  • se la fattura è intestata al genitore, la relativa detrazione spetta all’intestatario del documento che certifica la spesa;
  • se la fattura è intestata al figlio, le spese devono essere ripartite tra i due genitori nella proporzione in cui le hanno effettivamente sostenute.

Quanto sopra prescinde dal fatto che il figlio sia a carico di un genitore in particolare. Infatti, la detrazione spetta al genitore che l’ha sostenuta a prescindere dalla circostanza che sia titolare o meno anche della detrazione per figli a carico e dalla modalità di ripartizione con l’altro genitore di tale ultima detrazione.

Anzi, i genitori possono ripartire le spese in misura diversa dal 50% anche in caso di fattura intestata al figlio. In questo caso, sarà sufficiente indicare la percentuale di ripartizione nel documento che comprova la spesa.



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