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Il pagamento delle rate del mutuo fa scattare l’accertamento fiscale

30 novembre 2014


Il pagamento delle rate del mutuo fa scattare l’accertamento fiscale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 novembre 2014



L’accollo di un finanziamento è indice di reddito fino a prova contraria da parte del contribuente in quanto è indice delle sue capacità di provvedere alla restituzione.

Nell’immaginario collettivo, una persona con un mutuo sulle spalle è un soggetto “povero” e, secondo alcuni, “tartassato dalle banche”. Il ragionamento, però, che fanno l’Agenzia delle Entrate e i giudici è opposto. L’accollo di un mutuo – secondo una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano [1] – è piuttosto sinonimo di capacità reddituale fino a prova contraria, da parte del contribuente.

Secondo la Commissione Tributaria meneghina, il pagamento delle rate del mutuo nell’anno oggetto di accertamento non può spiegarsi se non ipotizzando un’evasione fiscale da parte del contribuente, qualora questi dichiari redditi minimi, incompatibili con il mutuo stesso.

Già la Cassazione ha affermato, in passato, che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l’Agenzia delle Entrate determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali e il contribuente deduca e dimostri che la medesima sia giustificata dall’accensione di un mutuo, questo non esclude ma diluisce la capacità contributiva: ne consegue che il capitale mutuato deve essere detratto dalla spesa accertata, ma ad essa vanno invece aggiunti, per ogni annualità, i ratei di mutuo maturati e versati.

Detto in parole povere, la disponibilità di finanziamenti, sotto forma di mutuo, è essa stessa la prova della capacità reddituale del contribuente di provvedere alla loro restituzione, cosa altrimenti impossibile se viene dichiarato un modesto reddito per l’anno d’imposta oggetto di accertamento.

Scatta allora l’inversione dell’onere della prova. In pratica dovrà essere il contribuente – qualora voglia evitare le sanzioni – a dover dimostrare che i maggiori proventi determinati o determinabili sono costituiti in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Insomma, egli deve dare prova di poter pagare le rate con somme non sottratte all’erario, ma regolarmente dichiarate.

note

[1] CTR Milano, sent. n. 5948/14.

Autore immagine: 123rf com

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