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Chi controlla l’operato delle banche?

24 Gennaio 2023 | Autore:
Chi controlla l’operato delle banche?

Gli organi di vigilanza nazionali ed europei degli istituti di credito. Quali sono i punti più critici che vengono maggiormente tenuti d’occhio.

Ogni risparmiatore o investitore dovrebbe avere la certezza che la persona o l’istituto di credito a cui ha affidato i propri soldi abbia l’onestà ed il buon senso di gestire quel denaro nel modo migliore possibile. Questa sicurezza viene spesso data dall’esperienza, cioè da ciò che negli anni una banca o una finanziaria è riuscita a far guadagnare al cliente dimostrando affidabilità e competenza. Sono in molti, però, che non hanno ben chiaro il mondo del risparmio e della finanza e che si affidano di istinto a questo o a quell’altro operatore un po’ perché la filiale si trova vicino a casa, un po’ per il passaparola, un po’ perché ha un nome conosciuto nel settore, ma senza conoscere fino in fondo il modo in cui vengono gestiti i soldi. Non avendo né il tempo né la competenza, buona parte dei clienti non segue da vicino l’attività degli istituti di credito. Qualcuno dovrà farlo, però: chi controlla l’operato delle banche?

Può sembrare quasi sconsolante, a priori, come risposta ma, in termini generali, si potrebbe dire che a tenere d’occhio l’operato delle banche sono soprattutto altre banche. Istituti che, però, hanno ruoli ben diversi e che sono incaricate di vigilare sull’intero sistema del risparmio e degli investimenti. A livello nazionale c’è la Banca d’Italia, mentre a livello comunitario è stato istituito diversi anni fa il Sevif, cioè il Sistema europeo di vigilanza finanziaria al quale partecipano diversi soggetti, e c’è anche l‘Unione bancaria. Vediamo quali sono e chi controlla l’operato delle banche da vicino e con competenza.

Chi controlla le banche in Europa

Sevif, abbiamo detto, cioè «Sistema europeo di vigilanza finanziaria». Eccolo l’organo che si occupa, insieme all’Unione bancaria, di controllare le banche a livello comunitario. Il Sevif è stato istituito nel 2010 da tutti i Paesi aderenti all’Ue, mentre dell’Unione bancaria fanno parte gli Stati dell’eurozona, cioè quelli in cui circola l’euro come moneta ufficiale. Nulla vieta, comunque, ad altri Paesi dell’Ue con valute diverse di far parte dell’Unione bancaria.

Di che cosa si occupano queste due istituzioni? Il Sevif è comporto da un organismo con competenze in materia di vigilanza a grande scala (si chiama European Systemic Risk Board, cioè Esrb) e da tre diverse autorità incaricate del coordinamento della vigilanza prudenziale nei tre settori chiave, vale a dire:

  • l’Autorità bancaria europea;
  • l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali;
  • l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati.

Completano il sistema del Sevif il Comitato congiunto di queste tre autorità e le autorità nazionali dei singoli Stati membri.

Per quanto riguarda, invece, l’Unione bancaria, si fonda su un meccanismo di vigilanza unico e un meccanismo di risoluzione unico.

Il meccanismo di vigilanza unico rappresenta l’esercizio congiunto di compiti e poteri di vigilanza sulle banche da parte della Banca centrale europea (con il Consiglio di sorveglianza recentemente istituito) e delle autorità di vigilanza dei Paesi dell’area dell’euro (nonché di quelli extra area che hanno voluto o vorranno aderirvi).

La Banca centrale europea controlla direttamente l’operato delle banche cosiddette «significative», mentre le altre sono sotto l’occhio attento delle autorità nazionali, nell’ambito degli indirizzi richiesti dalla Bce e di un’azione di supervisione svolta da quest’ultima prevalentemente sulla base di informazioni trasmesse dalle autorità dei singoli Paesi. Se dovesse ritenerlo necessario, la Banca centrale potrebbe assumere in qualsiasi momento il potere di vigilanza diretta anche su queste banche non ritenute a priori «significative».

Chi controlla le banche in Italia

Oltre al potere di controllo a livello europeo che abbiamo appena visto, la Banca d’Italia svolge compiti di vigilanza bancaria e finanziaria nei confronti degli intermediari bancari e non bancari, che sono iscritti in appositi albi. Dal novembre del 2014 la vigilanza sulle banche è svolta nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico ed è organizzata in un Dipartimento con sede presso l’Amministrazione centrale di Bankitalia, a Roma, e in una rete di filiali dell’Istituto.

Questo compito viene svolto, oltre che attraverso il controllo a distanza e gli accertamenti in loco allo scopo di verificare il rispetto delle condizioni per l’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria, anche mediante l’adozione di provvedimenti amministrativi. Quelli più significativi sono le autorizzazioni, le sanzioni e i provvedimenti relativi alla gestione delle situazioni problematiche.

Nell’ambito della vigilanza a tutela della clientela, il sistema che controlla l’operato delle banche tiene anche conto delle segnalazioni pervenute alla Banca d’Italia dai cittadini. Si tratta di possibili irregolarità che riguardano gli intermediari bancari e non, analizzate dall’Istituto per un eventuale intervento sanzionatorio. Vengono anche pubblicate delle informazioni sui soggetti non legittimati allo svolgimento dell’attività bancaria e finanziaria in Italia.

Nella Relazione annuale sulla gestione e sulle attività della Banca d’Italia, l’Istituto rende conto delle modalità di svolgimento delle funzioni di controllo e informa il pubblico sui temi bancari e finanziari più rilevanti.

A livello normativo, i poteri di vigilanza della Banca d’Italia sono disciplinati dal Testo unico bancario (Tub), in armonia con le disposizioni comunitarie. Tra gli obiettivi principali da raggiungere con questa attività di controllo ci sono:

  • la gestione sana e prudente degli intermediari;
  • la stabilità complessiva, l’efficienza e la competitività del sistema finanziario;
  • la trasparenza e la correttezza delle operazioni e dei servizi di banche, gruppi bancari, intermediari finanziari, IMEL e istituti di pagamento;
  • il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo;
  • il contrasto all’usura.


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