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Gli invalidi civili hanno diritto ad una casa popolare?

24 Gennaio 2023 | Autore:
Gli invalidi civili hanno diritto ad una casa popolare?

La disabilità comporta l’assegnazione automatica di un alloggio di edilizia pubblica? Non è proprio così. Ma qualche agevolazione c’è.

L’edilizia residenziale pubblica, nome tecnico dato alle case popolari, è stata pensata per chi vive in condizioni di disagio economico e sociale e non può permettersi un immobile a normale prezzo di mercato. Con questa premessa, è facile domandarsi se anche gli invalidi civili hanno diritto a una casa popolare. La risposta è piuttosto articolata.

Così come la condizione di invalido civile dà diritto di per sé ad alcune agevolazioni a seconda della percentuale attribuita di riduzione della capacità lavorativa (esenzione dal ticket sanitario, assegno o pensione di invalidità, detrazioni sull’acquisto dell’auto, ecc.), non succede così con gli alloggi popolari. O meglio, non del tutto: di per sé, essere disabile non dà automaticamente il diritto ad avere una casa di edilizia pubblica. Quello che, invece, succede è che l’invalido civile ottiene un punteggio maggiore nella graduatoria per l’assegnazione.

Vediamo, allora, come funziona il sistema delle case popolari e quali sono i diritti degli invalidi civili in questo contesto.

Quali sono gli alloggi di edilizia residenziale pubblica?

Per alloggio di edilizia residenziale pubblica o casa popolare si intende quell’immobile costruito a spese dello Stato e destinato a chi versa in condizioni economiche o sociali disagiate, cioè in una situazione che non consente di acquistare un appartamento al normale prezzo di mercato.

Ciò non significa, però, che lo Stato regali queste case a chi è più bisognoso: sarà necessario pagare un canone di affitto e, eventualmente, ad un certo punto, si potrà optare per l’acquisto a determinate condizioni. Il calcolo del canone sarà proporzionato alla capacità di reddito di chi ottiene l’alloggio e può perfino arrivare a qualche decina di euro nei casi più disperati.

Chi ha diritto ad avere una casa popolare?

La gestione delle assegnazioni delle case popolari non è uniforme in tutto il territorio nazionale: Regioni e Comuni hanno la possibilità di stabilire liberamente nei rispettivi bandi i requisiti per poter accedere ad un alloggio di edilizia pubblica residenziale.

Di norma, i requisiti sono:

  • non possedere alcun immobile, adeguato o meno alle esigenze della famiglia;
  • non avere avuto uno sfratto da una casa popolare negli ultimi cinque anni;
  • non avere occupato in modo abusivo altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • avere la residenza nel Comune in cui si trova l’alloggio da assegnare;
  • avere un reddito al di sotto della soglia indicata nel bando, proporzionalmente al numero dei componenti della famiglia: ad esempio, un reddito di 3.000 euro al mese non ha lo stesso peso per un single o per chi ha coniuge e quattro figli da mantenere. Il requisito del reddito tiene conto anche dell’eventuale presenza di invalidi civili e di minori;
  • avere un Isee non superiore alla soglia indicata nel bando.

Per quanto riguarda quest’ultimo requisito, cioè quello dell’Isee, chiamato in questo caso Isee-erp (edilizia residenziale pubblica) è determinante per fissare il canone di locazione. Come si può ben immaginare, più è basso l’indicatore e minore sarà l’affitto da pagare.

L’Isee-erp:

  • considera il reddito al netto dell’Irpef;
  • comprende anche emolumenti non imponibili normalmente esclusi (ad esempio, l’indennità di accompagnamento);
  • introduce ulteriori detrazioni dal reddito (spese mediche, ad esempio);
  • non ammette franchigie al reddito e al patrimonio;
  • contiene un’ulteriore detrazione dal reddito dell’effettiva spesa di assistenza per soggetti portatori di handicap.

La soglia massima di Isee-erp viene determinata autonomamente da Comuni e Regioni. Di norma, comunque, non si va oltre il limite dei 20mila euro.

Attenzione, però: se dopo avere preso possesso dell’immobile perché si era in possesso di tutti i requisiti cambia la situazione economica del beneficiario e viene superato il limite indicato nel bando, sarà obbligatorio lasciare libero l’alloggio a beneficio di un’altra famiglia più bisognosa. In altre parole: i requisiti non vengono tenuti in considerazione solo per entrare nella casa popolare ma anche per restarci.

Come si ottiene una casa popolare?

Per entrare in possesso di una casa popolare è necessario presentare domanda al Comune di residenza o alla Regione, a seconda di quale sia stato l’ente pubblico che ha emesso il bando di assegnazione.

Alla domanda occorre allegare:

  • copia di un documento di identità;
  • marca da bollo dell’importo stabilito dall’ente pubblico a cui è indirizzata la domanda;
  • Isee-erp, reperibile presso un qualsiasi patronato.

Se la domanda viene accolta, l’interessato finisce in una graduatoria insieme alle altre persone che hanno presentato la richiesta con esito positivo. La graduatoria viene pubblicata sul sito Internet dell’ente pubblico (Comune, o Regione) affinché possa essere consultata da chiunque. Nel momento in cui si liberano degli alloggi o ne vengono costruiti degli altri nuovi, l’ente locale o territoriale «pesca» da quell’elenco il nominativo dell’avente diritto.

L’invalidità civile dà diritto alla casa popolare?

Come anticipato nell’introduzione, l’invalido civile, o chi lo assiste perché inserito nel suo nucleo familiare, può avere qualche agevolazione in più per ottenere una casa popolare. Abbiamo visto, infatti, che la presenza di una persona con disabilità viene tenuta in considerazione nei requisiti che riguardano il reddito e l‘Isee.

In pratica, l’indicatore della situazione economica equivalente di chi presenta domanda per avere un alloggio di edilizia pubblica contiene una particolare detrazione dal reddito che tiene conto dele spese effettivamente sostenute per l’assistenza al portatore di handicap. Ciò significa che, ad esempio, a parità di reddito tra Tizio e Caio, l’Isee di Tizio sarà più basso rispetto a quello di Caio se nel nucleo familiare di Tizio c’è una persona con invalidità civile. Questo farà sì che, nella graduatoria per l’assegnazione della casa popolare, Tizio abbia la precedenza rispetto a Caio.

Ci sono, però, altri elementi che consentono agli invalidi civili di scalare posti nella graduatoria. Si tratta di:

  • una percentuale di invalidità di almeno il 66%;
  • l’assistenza da parte di un centro sociale comunale da almeno sei mesi dal momento della presentazione della richiesta;
  • la presenza di minori invalidi con problemi di deambulazione o non autosufficienti.

A parità di requisiti tra due persone invalide, ha diritto alla precedenza in graduatoria:

  • chi ha la percentuale più alta di riduzione della capacità lavorativa;
  • il nucleo familiare con il numero più alto di invalidi.


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