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News L’Agenzia delle Entrate ci dirà ciò che sa di noi

News Pubblicato il 30 novembre 2014

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> News Pubblicato il 30 novembre 2014

Diritto d’accesso al fascicolo del contribuente ricostruito tramite l’anagrafe tributaria e dei conti correnti: l’accesso del fisco ai nostri dati dovrà sempre consentire il rispetto della prvacy.

Ecco quello che sappiamo di te. Quindi regolati di conseguenza”. Sarà questa la sintesi del messaggio che il Fisco, in attuazione del nuovo articolo appena inserito nella legge di stabilità [1], invierà a ciascun contribuente dopo aver scavato nel suo portafogli tramite l’Anagrafe Tributaria. La “minaccia” non è neanche tanto velata: lo scopo è quello di spingere il cittadino a pagare subito. In questo modo si evitano contestazioni, lunghi giudizi e l’erario potrà rientrare subito nella disponibilità delle somme sottrattegli dagli evasori.

Insomma, “spiati” sì, ma consapevoli e informati. In questo modo i contribuenti potranno anche giocare d’anticipo e scoprire quanto l’Agenzia delle Entrate sa di loro: dai ricavi, ai redditi, dagli immobili alle automobili, dai conti correnti in Italia o all’estero al volume d’affari dell’azienda, dalle agevolazioni fruite nell’anno alle detrazioni, dai crediti d’imposta alle spese sostenute nel periodo d’imposta.

Come abbiamo detto ieri (leggi “Fisco: i controlli in banca saranno su tutti i contribuenti, non solo sugli evasori”), la nuova legge di Stabilità estende incredibilmente i poteri dell’Agenzia delle Entrate, consentendole di mettere al setaccio tutti i conti correnti dei contribuenti e non più solo – come è stato sino ad oggi – quelli inseriti nelle cosiddette liste selettive, ossia le liste dei contribuenti che presentano profili di maggior “rischio evasione fiscale”. In buona sostanza, non bisognerà necessariamente essere degli evasori incalliti per essere oggetto delle “attenzioni” del maxi cervellone del fisco. Quest’ultimo, tramite le banche dati informatiche (vedi Anagrafe dei conti correnti), potrà tenere sotto controllo, senza più limiti di sorta, ogni movimentazione e/o spesa.

L’estensione della platea dei “controllati”, però, si accompagnerà al diritto di “sapere”: l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione del cittadino tutti gli elementi e le informazioni in suo possesso riguardanti la posizione di questi ultimi. Insomma, ogni contribuente avrà diritto di accesso al proprio “fascicolo”. La consultazione consentirà all’interessato (o al suo commercialista) di sapere quanto il Fisco sa effettivamente di lui, in modo da favorire l’emersione spontanea dei redditi nascosti.

Si tratta di una novità di particolare interesse, posto che sino ad ora nessuno ha potuto verificare come effettivamente funzioni e fino a dove si spinga l’Anagrafe Tributaria nella conoscenza dei nostri dati.

Una volta venuto a conoscenza del proprio fascicolo fiscale, il contribuente potrà scegliere se difendersi, passando alle contromisure, oppure regolarizzarsi, arrendendosi “spontaneamente” alle richieste dell’erario.

note

[1] Art. 44 Legge di Stabilità 2015.

Autore immagine: 123rf com


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