La Camera approva l’aumento dell’IVA al 25,5% con la clausola di salvaguardia

30 novembre 2014


La Camera approva l’aumento dell’IVA al 25,5% con la clausola di salvaguardia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 novembre 2014



Tra il 2016 e il 2018 assisteremo a un aumento di ben 3,5% percentuali cui si aggiunge, da giugno, l’aumento delle accise su benzina e gasolio.

Il Governo ha appena incassato il primo via libera alla legge di Stabilità che ora passerà al Senato per l’ultima approvazione. I deputati hanno lasciato invariata la struttura del testo di legge, che è stato piuttosto ritoccato dallo stesso Governo. Quest’ultimo, per allinearsi alle osservazioni formulate dall’Unione Europea, ha introdotto durante l’esame in Commissione Bilancio di Montecitorio misure aggiuntive per circa 4,5 miliardi riducendo così dal 2,9 al 2,6% l’indebitamento netto per il 2015. Una manovra da oltre 32 miliardi che alla fine produrrà misure espansive con un peggioramento dei saldi per 5,9 miliardi.

Dicevamo che la Camera non ha modificato nulla rispetto all’originaria bozza. Così resta confermato l’aumento dell’IVA che viene spinta fino al 25,5% con la famigerata clausola di salvaguardia (ne avevamo parlato in “L’aumento dell’Iva di 3,5 punti % e la clausola di salvaguardia” e in “Aumento dell’IVA: un macigno che grava sull’Italia”).

Una spada di Damocle per il Paese

Su cittadini e imprese incombono più di una clausola di salvaguardia ossia previsioni già divenute norme di legge che, qualora i conti non dovessero tornare in corso di anno (così come sempre succede), senza bisogno di costringere l’esecutivo a un’impopolare “Manovra bis”, scatteranno in automatico. Si tratta, insomma, di misure lasciate, per ora, solo in “stand by” e che prenderanno vita se non verranno raggiunti gli interventi programmati di spending review.

Le suddette clausole di salvaguardia prevedono l’aumento dell’IVA ordinaria (oggi al 22%) fino al 25,5% e l’aumento dell’IVA ridotta di 2 punti (dal 10% passerà al 12%). Secondo queste scadenze:

 

NEL 2016

– l’Iva ordinaria (che oggi è del 22%, ossia per gran parte dei beni di consumo) passerà al 24%;

– l’Iva agevolata (che oggi è al 10%) salirà al 12%.

NEL 2017

– l’Iva ordinaria salirà dal 24% al al 25%

– l’Iva agevolata sfiorerà il 13%.

NEL 2018

– l’Iva ordinaria arriverà dal 25% al 25,5%.

– l’Iva agevolata resterà al 13%.

La tagliola sull’Iva garantirà maggior gettito di 12,8 miliardi

Con l’aumento dell’Iva, l’Esecutivo ritiene di poter assicurare maggior gettito per 12,8 miliardi nel 2016 e 19,2 per il 2017, oltre a 700 milioni di maggiori accise.

Le altre clausole di salvaguardia

Oltre all’IVA, nelle pieghe del ddl Stabilità si nascondono altre clausole di salvaguardia di cui, evidentemente, il Governo si guarda bene dal parlare.

Dal 30 giugno potrebbe scattare l’aumento delle accise su benzina e gasolio (1,7 miliardi di aumenti) che dovrebbe garantire un incasso di 700 milioni di euro.

A tali clausole si aggiungono poi quelle sulla lotta all’evasione e in particolare sullo split payment e il reverse charge esteso anche alla grande distribuzione (oltre 1,7 miliardi di maggiori accise se i due regimi non saranno autorizzati da Bruxelles).

note

Autore immagine: 123rf com

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23 Commenti

  1. È il colpo di grazia. Parlare del rilancio dei consumi e poi portare l’Iva al 25,5% è capace di farlo anche un demente. Il gettito previsto e una metà illusione perché la spesa pro capite diminuirà proporzionalmente. Senza contare che è l’incentivo perfetto per far aumentare le transazioni in “nero”.
    Questi pensano di aggiustare il Paese come faceva mia madre quando il televisore non funzionava. Gli dava una botta sperando che fosse…un contatto.

  2. Io capisco che ognuno d inoi deve contribuire alle spese statali secondo il proprio reddito, ma l’iva?? io sto acquistando dei beni e quindi sto spendendo, qualke motivazione esiste per pagarla tutti indistintamente?. Certo che chiunque dove puo’ evade con una percentuale cosi’ alta, se invece fosse piu’ ragionevole sia Iva che imposte tutti avrebbero fatto il proprio dovere senza fiatare. Temo che stiamo andando davvero verso la schiavitu’, mi ricorda l’impero romano dove i porci comandanti scoppiano di privilegi e gli altri lavoravano solo per un tozzo di pane… belle previsioni per i giovani di oggi.. complimenti ai nostri governanti che hanno dimostrato solo di pensare a tenere ben saldi i loro privilegi. Non capisco che godimento ci possa essere se uscendo di casa si vedono per strada dei poveracci anzichè persone dignitose con le quali poter dialogare.

  3. ma con milioni di giovani senza lavoro e milioni di mq di terreno incolto non si poteva incentivare il lavoro dell’agricoltura e mangiare piu roba genuina bòòò

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