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Cosa succede se vieni investito?

6 Ottobre 2022 | Autore:
Cosa succede se vieni investito?

Investimento di pedone fuori e sulle strisce: quando l’automobilista ha ragione e quando invece ha colpa e deve risarcire. 

Se vieni investito da un’auto, l’assicurazione di quest’ultima ti deve risarcire. Proprio per questo il conducente ha l’obbligo di fermarsi e fornirti i dati della sua polizza. Se non lo fa lo puoi denunciare per il reato di fuga e, se le tue condizioni fisiche sono gravi, anche per l’ulteriore reato di omissione di soccorso.

Ma procediamo con ordine e vediamo cosa succede se vieni investito da un’auto.

Responsabilità di chi investe il pedone

Chi investe un pedone è responsabile sia civilmente che penalmente. Sotto il primo profilo, sarà tenuto a risarcire i danni materiali e morali alla vittima: il pagamento però ricadrà sull’assicurazione. Se l’automobilista non era assicurato, a pagare il pedone sarà il Fondo di garanzia per le vittime della strada, che poi si rivarrà contro il conducente. 

Sotto il profilo penale, l’automobilista sarà incriminato per il reato di lesioni che, a seconda dell’entità, saranno punite più o meno severamente. Si va dalle lesioni lievi, con una prognosi fino a 40 giorni, alle lesioni gravi, con una prognosi superiore a 40 giorni, alle lesioni gravissime quando si procurano danni irreversibili e incurabili. 

Se il pedone muore, scatta il reato di omicidio stradale.

Responsabilità di chi investe il pedone fuori dalle strisce

La responsabilità del conducente per l’investimento del pedone scatta sia che questi attraversasse sulle strisce che fuori. 

È vero: il Codice della strada stabilisce che è consentito attraversare fuori dalle strisce solo se quelle più vicine distano più di 100 metri e, in caso contrario, scatta una multa da 25 a 100 euro. Ma non perché il pedone non rispetta il Codice della strada, l’automobilista è legittimato a investirlo. 

La Cassazione ha sempre detto che il conducente deve fare di tutto per prevedere anche i comportamenti imprudenti degli altri, specie se si tratta di pedoni e ciclisti, in quanto soggetti più deboli. 

Pertanto, chi guida in un centro abitato deve poter prevedere che qualcuno attraversi la strada là dove non è consentito e porsi nelle condizioni di poter frenare per tempo.

Il pedone che viene investito ha sempre ragione?

Non è vero che il pedone investito ha sempre ragione. È più corretto dire che egli si presume dalla parte della ragione fino a prova contraria. Prova che chiaramente dovrà dare l’investitore o, in causa, la sua assicurazione che abbia negato il risarcimento.

In cosa consiste la prova che scagiona l’automobilista dalla responsabilità civile e penale? Egli deve dimostrare che è stato il pedone a pararsi all’improvviso davanti all’auto: ossia che questi è comparso all’improvviso, tanto da non poter essere schivato neanche usando l’ordinaria diligenza. 

Non è quindi il pedone a dover dimostrare che la colpa non è sua o che quella del conducente sia maggiore della propria: spetta al guidatore documentare che la condotta della vittima sia stata l’effettiva e unica causa dell’investimento.  

La responsabilità di chi è al volante si presume in base all’articolo 2054 del Codice civile. Il guidatore del veicolo che travolge il viandante si libera dalla responsabilità soltanto se dimostra che la condotta del danneggiato è anormale. Al punto che il conducente si trova nell’impossibilità oggettiva di avvistare il pedone e comunque osservarne i movimenti in modo tempestivo, mentre il veicolo procede osservando tutte le norme di comune prudenza e diligenza, oltre che del Codice della strada. 

Investimento pedone in retromarcia

La retromarcia, infine, va eseguita con molta cautela e lentamente: se non si ha il completo controllo dello spazio da occupare, bisogna fare aiutarsi da qualcuno in strada, per effettuare la manovra senza alcun pericolo per gli altri utenti della strada.  

A chi chiedere i danni se vieni investito?

Se vieni investito devi rivolgerti all’assicurazione del conducente. Questi ha l’obbligo di fornirti gli estremi della polizza. La polizia dovrà intervenire e identificare il responsabile, fornendoti copia dei suoi dati e prendendo nota di eventuali testimoni. 

Se il conducente fugge, puoi prendere il numero della sua targa e denunciarlo per fuga e, se sei grave, anche per omissione di soccorso. Ma se non riesci a identificare il pirata della strada, puoi chiedere di essere risarcito al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Una volta identificata l’assicurazione competente, devi presentare a questa la denuncia di sinistro, una dichiarazione in cui indichi il luogo e la data del sinistro nonché le modalità dell’incidente. 

Puoi anche denunciare il conducente alla polizia o ai carabinieri per il reato di lesione, in tal modo attivando il procedimento penale nei suoi riguardi. Nel processo penale puoi costituirti parte civile per chiedere il risarcimento. Ma se l’assicurazione accetta di pagarti, e lo fa in modo congruo, non hai bisogno di costituirti parte civile.

Ai fini della quantificazione del risarcimento, l’assicurazione nominerà un proprio perito, un medico legale, che quantificherà in moneta le lesioni che hai subito. A tal fine è meglio che ti fai assistere da un avvocato e da un tuo perito di parte, anch’egli medico legale, affinché possa controbattere alla quantificazione fatta dall’assicurazione. 

Se il risarcimento che ti viene offerto ti soddisfa, chiuderai qui la pratica. Altrimenti potrai fare causa contro l’assicurazione e pretendere il risarcimento che ritieni congruo. A tal fine, come detto, puoi costituirti parte civile nel processo penale o intentare un’autonoma azione civile di risarcimento del danno.



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