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Se la tua PEC è usata dal commercialista e questi non la apre


Se la tua PEC è usata dal commercialista e questi non la apre

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 dicembre 2014



Scatta la sanzione per il contribuente se si rivolge a un professionista non pratico di computer e internet.

La legge non ammette ignoranza. E, al giorno d’oggi, neanche “ignoranza informatica”. Per cui, se hai lasciato la tua posta elettronica certificata al tuo commercialista e questi non la apre mai o non è in grado di utilizzarla e di leggere le email che ti arrivano, la responsabilità è tua e di nessun altro. Stesso discorso deve farsi per l’invio telematico della annuale dichiarazione dei redditi: eventuali problemi tecnici o anomalie nel pc del professionista che ne impediscano la trasmissione non salvano il cliente dalle sanzioni fiscali.

Lo ha detto la Commissione Tributaria Regionale di Milano con una recente sentenza [1].

Non costituisce una “causa di non punibilità”, per il contribuente, le scarse competenze informatiche del professionista che non riesce a effettuare l’invio telematico della dichiarazione. Così, se così stanno le cose, il cliente resta tenuto ugualmente a versare i tributi e a pagare la sanzione irrogata dal fisco.

Secondo i giudici tributari non può qualificarsi causa di giustificazione l’insufficienza delle competenze informatiche del professionista e/o le difficoltà tecniche legate all’adempimento dell’invio telematico delle dichiarazioni, in quanto l’abilitazione viene concessa dall’Agenzia delle entrate solo previa espressa richiesta del professionista, il quale è tenuto alla assunzione della responsabilità dell’invio telematico.

A questo punto, pur non avendo il contribuente di certo le capacità per sostituirsi al proprio commercialista nell’invio, ben farebbe, quanto meno, a chiedere contezza, in prossimità di ogni scadenza fiscale, dell’adempimento dei relativi obblighi. Poiché, se anche nei confronti del fisco è sempre e solo responsabile il contribuente, quest’ultimo potrebbe a sua volta rivalersi nei confronti del consulente. Meglio se assicurato.

note

[1] CTR Milano, sent. n. 5512/14.

Autore immagine: 123rf com

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