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La polizia può fare l’alcoltest se l’avvocato del conducente non è ancora arrivato

1 dicembre 2014


La polizia può fare l’alcoltest se l’avvocato del conducente non è ancora arrivato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 dicembre 2014



Guida in stato d’ebbrezza: l’accertamento va eseguito in modo tempestivo per assicurare la bontà del controllo.

Affinché il controllo della quantità di alcol presente nel sangue del conducente sia efficace, la prova dell’etilometro deve essere fatta nel più breve tempo possibile. Senza quindi temporeggiare.

Pertanto, quando la polizia ferma qualcuno che sospetta essere ubriaco al volante, può procedere immediatamente all’alcoltest senza dover per forza attendere che, nel frattempo, giunga sul posto l’avvocato del conducente, prontamente avvisato, il quale intenda partecipare alla prova. Gli agenti, infatti, hanno solo l’obbligo di avvisare il conducente che può farsi assistere dal legale, ma non è necessario aspettare che il difensore arrivi.

Il principio è stato affermato, poche ore fa, da una sentenza [1] della Cassazione.

Secondo la Suprema Corte, le forze dell’ordine non sono tenute ad aspettare l’arrivo del professionista; ciò infatti che rende inutilizzabili i risultati della prova è piuttosto il mancato avviso a farsi assistere dal legale [2] e non il fatto che questi non abbia poi fatto in tempo a partecipare, in concreto, alla prova. Né può invalidare l’accertamento la mancata nomina d’ufficio di un difensore (il cosiddetto avvocato d’ufficio) qualora l’indagato non intenda farsi assistere dal suo professionista di fiducia.

Tutto ciò per una semplice e chiara ragione: l’accertamento strumentale fatto con l’etilometro per controllare la presenza di alcol nel sangue costituisce un atto di polizia giudiziaria urgente e indifferibile cui il difensore può sì assistere, ma senza diritto ad essere previamente avvisato: la polizia giudiziaria deve soltanto avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia.

note

[1] Cass. sent. n. 50053/14 del 1.12.2014.

[2] Art. 356 cod. proc. pen.

Autore immagine: 123rf com

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