Addio note istruttorie e comparse conclusionali


Addio note istruttorie e comparse conclusionali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 dicembre 2014



Niente note ex art. 183 sesto comma, comparse conclusionali e note di replica: il nuovo progetto di riforma.

Parola d’ordine: cancellare tutti i rinvii disposti, sino ad oggi, dal giudice per la concessione dei termini per il deposito di note. Siano esse istruttorie o conclusionali.

Ancora una volta la riforma della giustizia si scaglia contro gli avvocati, accusati di allungare immotivatamente i processi. Senza nulla dire, invece, dei tempi biblici disposti dai giudici tra un’udienza e l’altra (“Ecco perché nessuna riforma della giustizia servirà ad accelerare i processi”).

Sta trapelando il testo definitivo del prossimo progetto di riforma del processo civile (avevamo già dato una “terrificante” anticipazione in “Nuovo ddl giustizia: cambiano appello, sentenze su formulari e tribunali ad hoc”). Il nuovo disegno di legge delega è stato firmato proprio ieri dal Consiglio dei ministri.

Il punto nodale di tutto sarà un nuovo rito, che imporrà agli avvocati di scrivere meno e di arrivare già pronti a discutere la causa in prima udienza.

Da quanto si apprende secondo indiscrezioni (fonte: ItaliaOggi), scompariranno i rinvii per depositare memorie difensive sia all’inizio sia alla fine del processo.

Il giudice sarà tenuto a studiare sin dall’inizio il fascicolo e arrivare alla prima udienza ben preparato, soprattutto al fine di trovare un accordo bonario tra le parti, senza timore – a tal fine – di anticipare i probabili esiti della sentenza. Anzi, stando alla relazione di accompagnamento al ddl, la prognosi dell’esito del processo non deve essere un tabù.

Sanzioni ancora più severe per chi rifiuterà la transazione: scatterà l’abuso del processo, sanzionato con l’impossibilità di azionare la legge Pinto per l’irragionevole durata del processo.

Il nuovo rito unico

Scomparirà la prima udienza di comparizione e trattazione, con la richiesta delle parti di un termine per precisare e integrare le domande introduttive, di un ulteriore termine per le note istruttorie e di un ultimo per le repliche. Ora gli avvocati dovranno arrivare alla prima udienza già con le prove in mano, pronti eventualmente ad escutere i testimoni. Qualcosa di molto simile all’attuale ricorso cautelare in via d’urgenza (“articolo 700”) e al rito in materia di lavoro.

“Se vi è necessità di scambio di atti difensivi”, spiega la relazione di accompagnamento al ddl, “questo scambio deve avvenire prima e non dopo la prima udienza”.

Non ci sarà neanche più l‘udienza di precisazione delle conclusioni per come la conosciamo oggi. Si farà invece come nel rito di lavoro: le memorie conclusionali dovranno essere anticipate prima dell’udienza di precisazioni delle conclusioni, cosicché effettivamente a quella udienza il giudice abbia già pronto il fascicolo per passare velocemente alla decisione.

note

Autore immagine: 123rf com

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4 Commenti

  1. Finalmente dopo 60 anni l’hanno capito. Poi tutti i termini devono essere non più ordinatori ma perentori se no i giudici non li considerano.

  2. Da avvocato, assolutamente d’accordo. Il rito del lavoro dovrebbe essere l’unico per tutte le materie.

  3. Dopo 30 anni di professione esercitata solo nel campo civilistico mi cancello dall’ordine e son ben felice di non fare piu’ parte dell’avvocatura , una professione talmente svilita da essere ormai del tutto inutile….

  4. Chi è’ abituato al rito del lavoro, come avvocato, può’ benissimo assorbire questa ennesima riforma ‘ travasandola’ nella prassi professionale del rito civile,
    dubito molto, però’ , che vada bene per le cause di risarcimento del danno alla persona dove ci si dilunga in conteggi e si espongono contro deduzioni dei periti di parte alla CTU.
    Non sarei affatto sicuro che, senza memorie intermedie, giovi alla qualità’ del lavoro DEI GIUDICI del civile….questo è’ il punto!!!

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