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Lo sai che? Avviso di accertamento nullo senza la firma del Direttore dell’Ufficio

Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2014

L’eventuale soggetto firmatario, delegato dal Direttore in sua vece, deve essere un impiegato della carriera direttiva.

Qual è la prima cosa che fai quando apri una lettera? Molto probabilmente verificare chi te l’ha inviata. E quindi, leggere subito a chi appartiene la firma. Ma cosa succederebbe se questa mancasse? Non avresti la possibilità di rispondere e anche di associare il contenuto a un soggetto particolare o a un contesto. Insomma, rimarrebbe uno scritto privo di valore, almeno negli effetti.

Se questo è vero tra privati, puoi immaginare quanto lo sia quando il mittente è una pubblica amministrazione e, ancor più, se a quest’ultima la legge attribuisce una funzione così delicata come è per l’Agenzia delle Entrate.

A questo punto potresti anche pensare che, se già è assai improbabile che un privato cittadino dimentichi di firmare la propria lettera, a maggior ragione dovrebbe essere per il fisco. E invece non è affatto così. Anzi. Sono numerosi i contenziosi che si aprono proprio perché un avviso di accertamento non è stato firmato dal Direttore dell’Ufficio.

Da ultimo, si è occupata dell’ennesimo caso la Commissione Tributaria Provinciale di Bari [1], la cui sentenza ci è stata segnalata dal dott. Francesco Cotrufo dello stesso foro.

Ma prima di tutto la legge. La normativa in materia di accertamento delle imposte sui redditi [2] stabilisce espressamente che l’avviso di accertamento deve:

indicare l’imponibile accertato;

– indicare le aliquote applicate;

– indicare le imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute di acconto e dei crediti d’imposta;

– contenere la sottoscrizione;

– deve essere motivato in relazione ai presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo hanno determinato. Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama salvo che quest’ultimo non ne riproduca, al suo interno, il contenuto essenziale.

Proprio con riferimento alla sottoscrizione da parte del Direttore dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha inviato l’atto, la sua mancanza porta alla nullità dell’avviso di accertamento [3]. In mancanza della firma del Direttore potrebbe anche esserci quella di un soggetto da lui delegato, purché tale delega sia esistente ed effettiva (il che vuol dire che, in caso di contestazione da parte del contribuente, l’Agenzia deve essere in grado di produrla).

Attenzione però. La legge [4] esige la sottoscrizione della parte dell’organo che abbia la rappresentanza dell’ente, non prevedendo affatto la possibilità di una delega alla sottoscrizione. Quindi, l’eventuale soggetto delegato dal direttore dell’Ufficio alla firma dell’avviso di accertamento deve essere comunque un altro impiegato della carriera direttiva dal primo designato.

Insomma, conviene sempre verificare chi ci spedisce la lettera e, magari attraverso una verifica all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate o sul sito della stessa, controllare che il firmatario sia davvero il Direttore dell’ufficio in questione.

note

[1] CTP di Bari sent. n. 67.11.14 del 29.11.2013.

[2] Art. 42 Dpr 600/73.

[3] Infatti si tratta di un precetto ai sensi dell’art. 480 cod. proc. civ. la cui norma prevede al comma 4 che il succitato atto deve essere sottoscritto a norma dell’art. 125 cod. proc. civ.

[4] Il combinato disposto degli artt. 480 e 125 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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