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Studio legale associato: il mandato è individuale

2 dicembre 2014


Studio legale associato: il mandato è individuale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 dicembre 2014



Lo studio professionale associato non può legittimamente sostituirsi ai singoli professionisti nei rapporti con la clientela, ove si tratti di prestazioni per l’espletamento delle quali la legge richiede particolari titoli di abilitazione di cui soltanto il singolo può essere in possesso.

In caso di studio legale associato, non si può presumere che il mandato conferito dal cliente al singolo professionista si estenda allo studio in sé, intesto come entità astratta, o a tutti quanti i professionisti che vi lavorano all’interno, quasi si trattasse di un mandato conferito agli stessi impersonalmente e collettivamente.

A dirlo è una recente sentenza della Corte di Appello di Palermo [1].

Cosa dice la Cassazione in merito

Nel caso di specie è stato ricordato l’orientamento della Suprema Corte [2] secondo cui, benché privo di personalità giuridica, lo studio professionale associato rientra a pieno titolo nel novero di quei fenomeni di aggregazione di interessi (quali le società personali, le associazioni non riconosciute, condomini edilizi, i consorzi con attività esterna e i gruppi europei di interesse economico di cui anche i liberi professionisti possono essere membri) cui la legge attribuisce la capacità di porsi come autonomi centri di imputazione di rapporti giuridici, e che sono perciò dotati di capacità di stare in giudizio come tali, in persona dei loro componenti o di chi, comunque, ne abbia la legale rappresentanza”.

Tuttavia, nel caso di prestazioni per il cui espletamento la legge richiede particolari titoli di abilitazione di cui soltanto il singolo può essere in possesso (come appunto quello di “avvocato”, che viene conseguito dal professionista e mai da un gruppo di soggetti) lo studio professionale associato non può legittimamente sostituirsi ai singoli professionisti nei rapporti con la clientela.

In caso di studi legali associati, siamo nel campo delle cosiddette professioni “protette“, caratterizzate dalla natura strettamente personale della prestazione offerta e fornita dal professionista. In tali ipotesi la legge non prevede la possibilità di una sorta di mandato collettivo conferito dal cliente agli associati e, per questi, allo studio.

Il principio trova applicazione anche nel caso di notifica dell’atto processuale (per esempio un appello o una opposizione a decreto ingiuntivo) che andrà fatta al professionista indicato nel mandato e non impersonalmente allo studio legale associato.

note

[1] C. App. Palermo sent. n. 771 del 9.05.2014.

[2] Cass. sent. n. 4628/1997.

Autore immagine: 123rf com

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