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Cosa si può bere a 14 anni?

12 Ottobre 2022
Cosa si può bere a 14 anni?

Quali alcolici possono bere i minorenni secondo la legge e quando si commette reato. 

Se si chiede a un medico cosa si può bere a 14 anni, questo probabilmente ti risponderà “nulla” o, al massimo, un bicchierino di birra o un assaggio di vino. Escluderà di certo i superalcolici, e non solo perché fanno male anche ai maggiorenni, ma anche perché, in giovane età, aumentano il rischio di dipendenza. 

Peraltro, la più recente medicina ha condannato lo stesso uso quotidiano del vino: i rischi per la salute collegati agli alcolici sono ormai evidenti e contrastano i luoghi comuni popolari secondo cui un bicchiere di “rosso” a pranzo allunga la vita. Oltre alle malattie e ai rischi cardiovascolari, si aggiunge anche il problema dell’obesità.

Da un punto di vista legale, però, le cose vanno diversamente. La legge infatti non fa alcuna differenza tra bevande a basso contenuto di alcol e quelle invece “pesanti”. Per quanto paradossale possa sembrare, in entrambi i casi non è prevista alcuna punizione da parte della legge.

È meglio fare il punto della situazione per fugare ogni dubbio in merito. 

Il consumo di alcolici per i minorenni è vietato in Italia? 

Non è corretto dire che in Italia è vietato l’uso di alcolici per i minorenni e, in particolare, per chi ha meno di 16 anni. Ciò che è vietato è la vendita o la somministrazione. 

La sanzione quindi ricade su chi fornisce la bevanda e non su chi la consuma. In altri termini, il colpevole sarà solo il gestore del locale, il barman, il cassiere del supermercato, non anche il minorenne. Né può essere sanzionato il privato, come ad esempio l’amico che offra da bere ad un minorenne o che, addirittura, per aggirare l’ostacolo del divieto di vendita, lo acquisti per conto suo. Un comportamento del genere non costituisce reato né è sanzionabile in alcun modo.

Cosa rischia chi dà da bere a un minorenne?

A seconda che il minore abbia 16 anni o meno di 16 anni le sanzioni sono diverse.

Per il gestore del locale o per il relativo dipendente che procura alcolici a minori di 16 anni scatta un reato punibile con l’arresto fino a un anno.

Invece se il minore ha 16 o 17 anni, è prevista solo una sanzione amministrativa che va da 250 a 1.000 euro.

In entrambi i casi, come abbiamo anticipato, l’illecito scatta solo quando la condotta viene posta da chi gestisce un locale commerciale o comunque ne è alle dipendenze. Non anche per chi è un semplice privato. Quindi, un amico che compri da bere a un altro amico non rischia nulla, né se gli offre un superalcolico.

Cosa può bere un quattordicenne?

Alla luce di quanto abbiamo appena detto, un quattordicenne può bere qualsiasi cosa voglia senza che possa subire alcuna sanzione, sia di carattere penale che amministrativo. Non è quindi passibile di reato. Non lo è né lui, né i suoi genitori. Egli potrà quindi bere ad esempio: 

  • birra;
  • vino;
  • vodka;
  • gin;
  • whisky;
  • negroni;
  • o qualsiasi altro alcolico o superalcolico. 

Cosa rischia un minore ubriaco? 

Tanto un minorenne con almeno 14 anni quanto un maggiorenne ubriaco non possono restare in luogo pubblico (una strada, una piazza) o un luogo aperto al pubblico (un bar, un locale, ecc.). Diversamente, scatta un illecito amministrativo punito con una sanzione da 51 a 309 euro. Si può invece essere ubriachi in un luogo privato come una festa.

Un altro rischio che corre il quattordicenne ubriaco è quando, dal suo stato di incapacità, derivi la commissione di un reato. Ad esempio, un quattordicenne che molesti una ragazza e tenti di consumare con lei un rapporto potrà essere passibile di denuncia per violenza sessuale. Lo stesso dicasi per chi, da ubriaco, picchia un’altra persona, partecipa a una rissa o faccia rumore tanto da molestare il circondario (nel qual caso scatterà il reato di disturbo alla quiete pubblica). Difatti, l’età a partire dalla quale scatta la responsabilità penale è proprio 14 anni. Si è personalmente responsabilità di tutti i reati commessi anche se in stato di ebbrezza. Per legge, infatti, si ritiene che il soggetto ubriaco, per quanto incapace al momento di comprendere il senso delle proprie azioni, abbia iniziato a bere in piena consapevolezza e dunque conscio del fatto che, perdendo il controllo delle proprie azioni, potrebbe violare la legge.



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