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Come far cessare una separazione

11 Ottobre 2022
Come far cessare una separazione

Come funziona la riconciliazione: il fatto di tornare a vivere insieme non basta per interrompere gli effetti della separazione. 

Separazione e divorzio non sono percorsi irreversibili. Nulla esclude che una coppia separata possa riappacificarsi così come una coppia divorziata torni insieme. Ma se, in quest’ultimo caso, occorre sposarsi una seconda volta, nel primo caso non è necessario nulla di tutto ciò. Per far cessare una separazione infatti è sufficiente ciò che viene tecnicamente chiamata «riconciliazione». La riconciliazione altro non è che il ripristino della comunione materiale e spirituale dei coniugi che si sostanzia con il ritorno alla vita comune. 

Cerchiamo di comprendere più, nel dettaglio, come far cessare una separazione e quali sono gli effetti di tale situazione.

Quanto tempo dura la separazione?

Partiamo da una domanda che in molti si pongono: quanto tempo dura una separazione? La legge non prevede alcuna data di scadenza della sentenza di separazione. In teoria, anche se la separazione è strumentale al successivo divorzio, nulla esclude che una coppia resti separata a vita. Succede spesso ad esempio quando gli ex coniugi restano in buoni rapporti e l’uno vuol lasciare all’altro una parte della propria eredità. Difatti, lo stato di “separato” non fa venir meno la qualità di «erede legittimario». In pratica, il coniuge, anche dopo la separazione, non può essere diseredato e ha sempre diritto a una quota minima del patrimonio dell’ex, qualora questi dovesse decedere. Ha altresì diritto alla sua pensione di reversibilità.

Dunque, tornando alla questione principale, una coppia può restare separata fino alla morte senza mai procedere al divorzio. 

È bene però sapere che con la separazione vengono meno una serie di doveri del matrimonio come:

  • la convivenza;
  • la fedeltà;
  • la contribuzione ai bisogni della famiglia;
  • l’assistenza materiale e morale del coniuge. 

Resta pur sempre l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento all’ex coniuge se incapace di mantenersi da solo e sempre che non sia in grado di procurarsi un reddito con le proprie capacità (cosa che succede, ad esempio, nel caso di un coniuge ancora giovane e con una formazione). 

Come interrompere la separazione?

Per far cessare la separazione non è necessario presentarsi dinanzi al giudice o a un notaio. L’atto di rappacificazione può essere realizzato con il semplice comportamento concludente delle parti che tornino a vivere insieme d’amore e d’accordo. Ma non per qualche giorno o con il semplice scopo di “tentare” di riappacificarsi: deve sussistere la seria e concreta volontà di ripristinare l’unione familiare. 

Quindi il semplice fatto che un coniuge abbia ospitato l’altro in casa e abbia dormito con lui per un paio di notti non costituisce una vera rappacificazione.

Tutto ciò trova espressa menzione nella legge. Difatti, ai sensi dell’articolo 157 del codice civile i coniugi possono di comune accordo, senza che sia necessario l’intervento del giudice, far cessare gli effetti della sentenza di separazione con un’espressa dichiarazione o con un comportamento non equivoco che sia compatibile con lo stato di separazione. Affinché operi la riconciliazione occorre la volontà dei coniugi, espressa per comportamenti concludenti, di volere ripristinare il rapporto di coniugio.

Non sono sufficienti ad integrare la riconciliazione comportamenti quali:

  • saltuari ritorni del marito nel luogo di residenza della moglie;
  • la ripresa sperimentale della convivenza;
  • visite giornaliere al coniuge separato bisognoso di cure;
  • saltuari rapporti sessuali.

Solitamente, il coniuge che intenda provare la riconciliazione, tenta di dimostrare che si sono verificati alcuni dei seguenti fatti: la ripresa non saltuaria della convivenza; che i coniugi abbiano ripreso a svolgere assieme una vita sociale, frequentando parenti ed amici; la ripresa dei rapporti sessuali; lo svolgimento di periodi di vacanza assieme. 

Secondo la giurisprudenza, «lo stato di separazione tra i coniugi può legittimamente dirsi interrotto nel caso in cui si sia concretamente e durevolmente ricostituito il preesistente nucleo familiare nell’insieme dei suoi rapporti materiali e spirituali sì da ridar vita al pregresso vincolo coniugale, e non anche quando il riavvicinamento dei coniugi, pur con la ripresa della convivenza e dei rapporti sessuali, rivesta caratteri di temporaneità ed occasionalità».

Cosa comporta la rappacificazione dopo la separazione?

La cosiddetta riconciliazione tra coniugi fa venir definitivamente meno la separazione e tutti i suoi effetti. Essa quindi fa sì che la sentenza di separazione non abbia più effetti. È come cioè se non ci fosse mai stata. Con la conseguenza che non è più possibile chiedere il divorzio. Per ottenere il divorzio, una volta avvenuta la riconciliazione, è necessario recarsi nuovamente dal giudice e dar luogo a una seconda separazione.

Non rileva invece la riconciliazione dopo il divorzio. Il fatto di tornare insieme e di rianimare lo spirito familiare infatti non è sufficiente a ripristinare il matrimonio per il quale sarebbe invece necessario un nuovo atto di nozze dinanzi al sindaco.



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