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Tariffe avvocati: come funzionano i parametri forensi

11 Ottobre 2022 | Autore:
Tariffe avvocati: come funzionano i parametri forensi

Come si determina il compenso dell’avvocato in base al nuovo Dm Giustizia: quali voci incidono nel calcolo; come viene liquidata la parcella.

L’aumento del costo della vita pesa anche sui professionisti: anche loro vanno a fare la spesa e pagano le bollette. Per contrastare l’aumento dell’inflazione il ministero della Giustizia ha emanato un nuovo decreto, in vigore dal 23 ottobre 2022, con il quale i precedenti valori vengono incrementati del 5%. Ma non finisce qui, perché la riforma della giustizia varata dal ministro Cartabia ha modificato profondamente il sistema di calcolo dei compensi legali, accogliendo alcuni meccanismi di adeguamento che gli avvocati chiedevano da tempo.

Vediamo, quindi, come funzionano i parametri forensi, quando si applicano e quanto incidono nella determinazione delle tariffe degli avvocati. Le nuove tabelle in vigore sono un importante punto di riferimento per gli avvocati, per le parti assistite ed anche per il giudice, che decide in base ai parametri tabellari quando manca l’accordo delle parti sull’onorario spettante al legale, oppure quando la quantificazione del suo compenso è contestata. Quindi, se sei un avvocato, la spiegazione che ti forniremo ti servirà per determinare il compenso professionale che puoi chiedere per l’attività prestata; se sei un cliente, potrai verificare se la parcella del tuo avvocato è giusta.

Parametri forensi: quando si applicano

Il nuovo decreto ministeriale sui parametri forensi [1] ha modificato profondamente quello precedente, in vigore dal 2014, e che non era stato più adeguato dopo il 2018 [2]. I valori che ti indichiamo si applicano alle prestazioni professionali «esaurite», cioè completate, dal 23 ottobre 2022.

Dal 2012, in base alla legge professionale dell’avvocatura [3], le «tariffe» per la determinazione della parcella si applicano solo in via eventuale e residuale, perché la quantificazione del compenso dell’avvocato è diventata libera e, di regola, viene pattuita con cliente al momento del conferimento dell’incarico: in questa fase l’avvocato deve rilasciare al cliente un preventivo scritto, indicando i costi presumibili della prestazione.

La mancanza del preventivo non fa venire meno il diritto dell’avvocato al compenso, ma in questo caso la determinazione dell’ammontare avviene in base ai parametri forensi predeterminati: adesso sono quelli stabiliti nel nuovo decreto ministeriale, che si basa su tabelle prefissate in base ai vari tipi di cause e prestazioni, anche in relazione alle varie fasi del processo (di studio, introduttiva, istruttoria e decisoria).

In particolare, i parametri forensi si applicano quando il compenso dell’avvocato non è stato preventivato e pattuito in forma scritta, e quindi manca l’accettazione del cliente; in questo caso si procede alla quantificazione giudiziale dell’importo spettante, e il giudice applicherà proprio le tabelle ministeriali.

Tabelle parametri forensi: cosa prevedono

Le tabelle sui parametri forensi contengono le tariffe imposte dalla legge in caso di determinazione dell’importo da parte del giudice. Il parametro di riferimento essenziale è, e rimane sempre, il valore della causa. Puoi consultare qui le nuove tabelle aggiornate in base al decreto ministeriale del 2022.

È importante notare che, rispetto alla versione previgente, è stata eliminata l’espressione «di regola», che consentiva uno scostamento dai valori medi tabellari (in aumento o in diminuzione), per evitare disparità di trattamento da parte dei giudici e per stabilire, d’ora in poi, un’uniforme applicazione dei parametri in tutta Italia.

L’avvocato può essere pagato a tempo?

Quanto vale, e costa, un’ora di lavoro di un avvocato? Fino a poco tempo fa non esisteva una precisa quantificazione di questa importante voce. Il nuovo decreto ministeriale ha introdotto, tra i vari parametri, anche i compensi a tempo, che possono variare tra un minimo di 200 euro ad un massimo di 500 euro l’ora. In questo modo sono state prestabilite le tariffe orarie per le prestazioni degli avvocati, dalle quali le parti possono comunque discostarsi, se concordano un importo diverso; ferma restando la possibilità di concordare l’onorario con il consueto metodo delle prestazioni fornite, anziché del tempo impiegato.

In particolare, nella prassi si ricorre alla parcella a tempo in queste due situazioni opposte: per le questioni “lampo”, come una consulenza su un quesito specifico, e per i casi particolarmente complessi, che richiedono approfondimenti, studi e ricerche.

Come va pagato l’avvocato che risolve la controversia in via stragiudiziale?

La riforma della giustizia punta molto sulla soluzione stragiudiziale delle controversie: questa possibilità diminuisce notevolmente i costi di funzionamento della macchina giudiziaria, perché le parti raggiungono un accordo fra loro con una composizione bonaria della lite; perciò non è necessario instaurare un processo (o concluderlo, se già avviato) ed arrivare alla sentenza.

Spesso questo accordo conciliativo si realizza non mediante trattative autonome delle parti che transigono la loro vertenza, ma proprio grazie agli avvocati, che intervengono fattivamente nella negoziazione assistita o nella fase finale della procedura di mediazione. Così, per incentivare i legali a ricorrere a queste forme di conciliazione, senza penalizzare i loro compensi rispetto a quelli che maturerebbero con lo svolgimento dell’intera causa ordinaria, il decreto prevede un aumento del compenso del 30% rispetto ai valori tabellari.

A fronte di questa maggiorazione, che dovrebbe costituire un importante incentivo economico per chi sceglie la strada della conciliazione anziché quella del contenzioso, è prevista anche una penalizzazione per le cause intentate con malafede o colpa grave: in questi casi il giudice attribuisce al soccombente la cosiddetta “responsabilità processuale aggravata” e il compenso del suo avvocato può essere decurtato fino al 75% rispetto agli ordinari valori tabellari previsti dai parametri di riferimento.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi:


note

[1] D.M. n. 147/2022, pubbl. in G.U. n. 236 del 08.10.2022.

[2] D.M. n. 55/2014 e D.M. n. 37/2018.

[3] L. n. 247/2012.


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