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Così gli USA vorrebbero punire gli alleati di Putin

11 Ottobre 2022 | Autore:
Così gli USA vorrebbero punire gli alleati di Putin

La proposta dei democratici, appoggiata dall’amministrazione Biden, è di tagliare i ponti con l’Arabia Saudita, accusata di «fare il gioco di Mosca».

Un Vladimir Putin sempre più solo in questi giorni sta sferrando gli ultimi colpi di una battaglia che sembra ormai persa non solo contro l’Ucraina ma anche contro il tanto odiato Occidente, schierato fin da subito e senza mai alcun dubbio al fianco di Kiev. In questi mesi, Europa e Stati Uniti si sono alleati per combattere Mosca a suon di sanzioni economiche, inviando all’Ucraina le armi di cui ha avuto – ed ha tuttora – bisogno per difendersi, chiedendo a gran voce un cessate il fuoco che, ad oggi, non è ancora arrivato. Un risultato ancora insufficiente, che ha spinto gli Usa (o almeno, i democratici statunitensi) a proporre nuove tattiche: punire gli alleati di Putin, tagliare i ponti con chi ancora lo supporta.

«Gli Stati Uniti devono immediatamente congelare tutti gli aspetti della nostra cooperazione con l’Arabia Saudita, compresa vendita di armi e la cooperazione di sicurezza, a parte quello che è assolutamente necessario per difendere personale ed interessi degli Usa». È la voce più autorevole in politica estera, tra i democratici al Congresso, Bob Menendez, presidente della commissione Esteri del Senato, ad interpretare il sentimento di tanti suoi colleghi di partito, chiedendo l’immediato congelamento della cooperazione tra Washington e Riad, dopo la decisione dell’Arabia Saudita di tagliare la produzione petrolifera, facendo il gioco della Russia.

La «terribile» decisione di Opec+, di cui fanno parte oltre a Russia e Arabia Saudita paesi come Iran ed Iraq, «aiuterà a sottoscrivere la guerra di Putin», afferma Menendez. «Non c’è semplicemente spazio per giocare su entrambi i lati di questo conflitto, o si sostiene il resto nel mondo libero nel cercare di fermare un criminale di guerra dal tentativo di spazzare via un intero Paese dalla mappa, o lo sostieni», continua il presidente della commissione Esteri annunciando che «non darò la luce verde a nessuna cooperazione con Riad fino a quando non cambiare la sua posizione rispetto alla guerra in Ucraina. Quando è troppo è troppo».

La dichiarazione di Menendez non è l’unica voce critica verso la cooperazione con l’Arabia Saudita – dove Joe Biden si è recato a luglio in una discussa visita anche per cercare di assicurarsi il sostegno di Riad sul fronte energetico del conflitto con Mosca – che si è alzata tra i democratici americani dopo l’annuncio della decisione di Opec+. Anche perché il taglio di 2 milioni di barili al giorno di produzione petrolifera, farà con ogni probabilità tornare a salire il prezzo della benzina negli Stati Uniti, proprio alla vigilia delle elezioni di midterm, compromettendo ulteriormente i pronostici per i democratici.

Nei giorni scorsi Bernie Sanders, l’ex candidato della sinistra dem alla Casa Bianca, ha chiesto il ritiro di tutte le truppe americane dall’Arabia Saudita come risposta: «se l’Arabia Saudita, uno dei Paesi con le maggiori violazioni dei diritti umani, vuole allearsi con Putin per far aumentare il prezzo della benzina negli Usa, chiedesse a Putin di difendere la sua monarchia». «Dobbiamo ritirare le truppe dall’Arabia Saudita – ha concluso – fermare la vendita delle armi e mettere fine ai cartelli che fissano i prezzi del petrolio».

«La decisione saudita è stato un colpo mirato agli Usa, ma gli Usa anche una via per rispondere: possono immediatamente fermare il massiccio trasferimento di armi tecnologiche nelle mani dei sauditi», suggeriscono ancora il senatore democratico Richard Blumenthal e il deputato Ro Khanna hanno scritto in un articolo su Politico, sottolineando che «semplicemente l’America non dovrebbe fornire un controllo così illimitato su sistemi di difesa strategici ad un apparente alleato del nostro più grande nemico, il ricattatore nucleare Vladimir Putin».

Da parte sua, l’amministrazione Biden apertamente concorda con i democratici del Congresso sul fatto che «è chiaro che Opec+ si sia allineata con la Russia con l’annuncio» della riduzione della produzione petrolifera, come ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre.

Ma le parole di Menendez e degli altri esponenti del Congresso mostrano come questo non è sufficiente per i democratici che chiedono alla propria amministrazione una posizione più severa nei confronti di Riad. Senza contare che Biden è finito sotto accusa per la missione fatta la scorsa estate a Riad, nonostante il suo precedente impegno di rendere il principe ereditario Moḥammad bin Salmān un «pariah» internazionale per aver approvato l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi.



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