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Canoni non percepiti per morosità del conduttore: quando si scarica dalle tasse

3 dicembre 2014


Canoni non percepiti per morosità del conduttore: quando si scarica dalle tasse

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 dicembre 2014



Locazione ad uso abitativo ed aspetti fiscali: se l’inquilino non paga, i canoni “non percepiti” dal locatore sono comunque tassati.

In caso di contratti di locazione ad uso abitativo, il padrone di casa deve pagare le tasse anche sulle mensilità non riscosse dall’inquilino. La legge, infatti, dispone che i canoni scaduti e non pagati dall’inquilino sono comunque assoggettati a tassazione, fino a quando il locatore non abbia intrapreso un procedimento in tribunale di sfratto (cosiddetta “convalida di sfratto per morosità del conduttore”).

Solo dal momento in cui ha ottenuto il provvedimento giudiziale di convalida lo sfratto, il padrone di casa potrà omettere di indicare i canoni nella dichiarazione dei redditi. In pratica, per tutte le dichiarazioni successive alla data di deposito del decreto del giudice, si potrà evitare di pagare le tasse, recuperando le imposte pagate sui canoni non incassati mediante l’utilizzo del credito di imposta.

Così, tale credito d’imposta può essere indicato nella prima dichiarazione dei redditi successiva alla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto, e comunque non oltre il termine ordinario di prescrizione decennale.

L’Agenzia delle Entrate, in proposito, ha fornito importanti chiarimenti [1].

Il regime fiscale dei canoni non percepiti per locazioni abitative vale sia in caso di tassazione Irpef ordinaria, sia in caso di “cedolare secca“: per i canoni di locazione non percepiti assoggettati al regime della cedolare secca, il credito d’imposta, da utilizzare nella dichiarazione dei redditi secondo le medesime modalità previste per i canoni non percepiti assoggettati a IRPEF, sarà commisurato all’importo della cedolare secca versata.

Immobili ad uso non abitativo

Quanto sin qui esposto concerne solo i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo (immobili appartenenti alla categoria catastale “A”, esclusi gli “A/10”).

I canoni non percepiti relativi a immobili a uso non abitativo devono essere dichiarati fino alla data in cui interviene la risoluzione del contratto (per scadenza del termine, per inadempimento in presenza di clausola risolutiva espressa e di dichiarazione di avvalersene, a seguito di diffida ad adempiere, per convalida di sfratto), indipendentemente dalla loro percezione e non trova applicazione il meccanismo del credito d’imposta.

note

[1] Ag. Entrate, circolare, 1° giugno 2011, n. 26.

Autore immagine: 123rf com

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