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Lo sai che? Se la moglie preleva dal conto in banca, al marito spetta il 50%

Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2014

Il credito si divide in quote uguali solo se non risulti diversamente.

Qualora, in un matrimonio con regime di comunione dei beni, la moglie effettui un prelievo dal conto corrente, il marito può chiedere solo la restituzione del 50% di quanto prelevato. Per ottenere di più egli dovrebbe dimostrare che anche il conto veniva alimentato solo da propri proventi e che, pertanto, il restante 50% è riconducibile ad apporti esclusivamente personali.

Lo ha precisato la Cassazione in una recente sentenza [1].

In pratica, l’uomo, per ottenere la restituzione dell’intera somma prelevata dall’altro coniuge deve dare prova al giudice di aver alimentato il conto solo con i suoi emolumenti (tratti, eventualmente, dal proprio lavoro o dalla pensione). Diversamente, in un regime di comunione legale, si può solo chiedere la divisione del saldo in parti uguali. Del resto, è anche questo il significato da dare alla norma del codice civile [2] secondo cui le parti delle obbligazioni si presumono uguali se non risulta diversamente.

Pertanto, solo se risulti accertato che le somme contenute nel conto risultino di esclusiva proprietà di uno solo dei coniugi, il giudice deve ritenere quest’ultimo proprietario esclusivo del denaro e il prelevamento operato dall’altro illegittimo.

note

[1] Cass. sent. n. 25586/2014.

[2] Art. 1298 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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