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Così la Russia osteggia il tetto al prezzo del gas

12 Ottobre 2022 | Autore:
Così la Russia osteggia il tetto al prezzo del gas

Putin e Gazprom hanno minacciato di non fornire gas ed energia a nessun Paese che imporrà un tetto al prezzo del gas «non rispettando gli impegni».

Ancora non è stato trovato un accordo in Europa sul tetto al prezzo del gas, che l’Italia chiede ormai da mesi senza avere una risposta. Mentre l’Unione Europea continua a frenare, ci pensa Mosca a disincentivare la scelta con l’ennesima minaccia.

«La Russia non fornirà energia ai Paesi che impongono tetti ai prezzi, a chi gioca sporco e ricatta senza vergogna, la Russia non pagherà di tasca sua per il welfare di altri e non agirà contro i suoi interessi», ha affermato il Presidente russo, Vladimir Putin, nel suo intervento alla «Settimana dell’energia» a Mosca. Secondo Putin, introdurre un price cap, come vorrebbe fare l’Europa, rischia di portare ad altri tetti, in altri settori dell’economia, fino ad arrivare a distruggere l’economia di mercato e a minacciare il benessere di miliardi di persone.

«I cosiddetti ideologi del neoliberalismo occidentale hanno già distrutto i valori tradizionali, e ora hanno spostato la loro attenzione sulla libertà di impresa. La Russia invece ha sempre rispettato i suoi impegni», ha affermato.

La minaccia di Putin è stata confermata anche da Gazprom Neft, che ha annunciato di non avere alcuna intenzione di fornire petrolio ai Paesi che introdurranno un price cap. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Tass, è il Ceo di Gazprom Neft Alexander Dyukov parlando con i giornalisti a margine della Settimana russa dell’energia. «Come ha detto oggi Alexander Novak», il vicepremier russo, «se viene introdotto un tetto al prezzo, allora quei paesi che introdurranno un price cap per il nostro petrolio non li forniremo», ha detto Dyukov. Secondo Dyukov, il prezzo del petrolio «nel lungo periodo probabilmente dovrebbe attestarsi intorno ai 80-100 dollari al barile».

Senza il gas russo «non c’è alcuna garanzia che l’Europa sia in grado di superare l’inverno» ha dichiarato il capo di Gazprom Alexei Miller intervenendo alla quinta edizione del Russian Energy Week International Forum in corso a Mosca. La Germania, ad esempio, ha riserve di gas per due mesi, due mesi e mezzo al massimo. Per riparare i gasdotti di Nord Stream danneggiati servirà almeno un anno, ha proseguito Miller, sottolineando che alla Russia non è ancora stata concessa la possibilità di accedere all’area per valutare l’entità dei danni.



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