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Passa la riforma del lavoro: articolo 18 e contratti a tutela crescente

4 dicembre 2014


Passa la riforma del lavoro: articolo 18 e contratti a tutela crescente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 dicembre 2014



Reintegro, indennizzo, Aspi, Cassa integrazione e nuovo Statuto dei lavoratori: cosa cambia.

 

Passa al Senato – dopo che il Governo ha posto la questione di fiducia – la riforma del lavoro, anche nota come Job Act. La legge contiene nuove regole su una larga serie di campi: dall’articolo 18 al contratto a tutele crescenti in caso di licenziamenti; ma c’è anche spazio per il il riordino dell’assicurazione sociale per l’impiego (Aspi), i nuovi ammortizzatori sociali, i servizi per il lavoro e le politiche attive, il codice semplificato delle discipline e delle tipologie contrattuali, la razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti, l’aggiornamento delle misure di tutela della maternità.

Ora però la riforma richiede di una serie di decreti di attuazione che il Governo dovrà emanare entro sei mesi. Il primo decreto attuativo del Jobs act sarà quello con la normativa sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i nuovi assunti, con impatto sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Vediamo alcuni degli aspetti essenziali della riforma.

In un precedente articolo avevamo parlato di come funziona il nuovo articolo 18 e i licenziamenti per i nuovi assunti: leggi, a riguardo, “Il nuovo art. 18: come cambiano i licenziamenti”.

1 | REINTEGRO O INDENNIZZO?

Il lavoratore non avrà diritto alla reintegrazione sul posto del lavoro per tutti i licenziamenti non sorretti da contestazione disciplinare: e quindi per i licenziamenti per motivo economico-organizzativo o per scarso rendimento oggettivo e per la generalità dei licenziamenti disciplinari.

In tali casi, gli spetterà solo l’indennizzo economico che sarà quantificato in modo proporzionale all’anzianità di servizio del lavoratore. L’entità di tale risarcimento dovrà essere determinata dal decreto attuativo. Probabilmente il Governo opterà per un risarcimento pari a una mensilità e mezza ogni anno di servizio fino a un tetto di 24 mensilità (si scende quindi rispetto alle originarie 36 mensilità).

Il reintegro resterà possibile in caso di licenziamenti nulli e discriminatori, la cui definizione dovrà essere precisata dal decreto attuativo. Si pensa anche a dare al datore di lavoro la possibilità di trasformare l’eventuale condanna al reintegro in un risarcimento economico.

Per i licenziamenti disciplinari la sanzione del reintegro sarà limitata a specifiche fattispecie.

2 | NUOVA ASPI: SANZIONI PER CHI RIFIUTA UN’OCCUPAZIONE

L’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) verrà modificata integralmente: non ci sarà più la differenza tra Aspi e miniAspi destinata ai precari. La durata del godimento dell’indennità sarà rapportata ai contributi versati: in pratica, chi ha una carriera contributiva più lunga potrà usufruire dell’Aspi per più tempo.

L’Aspi verrà estesa anche ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa “fino al suo superamento”.

Sono esclusi dall’Aspi amministratori e sindaci.

Per il soggetto che beneficia dell’Aspi saranno attivati meccanismi che incentivino la ricerca di una nuova occupazione.

Nel decreto attuativo verranno adeguate le sanzioni nei confronti del lavoratore beneficiario dell’Aspi che rifiuta una nuova occupazione, o programmi di formazione o che non intenda svolgere attività a beneficio delle comunità locali.

3 | STOP ALLA CIG SE L’AZIENDA CHIUDE DEFINITIVAMENTE

La cassa integrazione non sarà più concessa per le aziende ormai chiuse o fallite: ossia in tutti i casi di cessazione definitiva dell’attività aziendale o di un ramo di essa.

Il decreto attuativo che dovrà chiarire in quali ambiti opererà la nuova cassa integrazione “in costanza di rapporto di lavoro”.

Il Job Act chiarisce che la Cig spetta per i soli casi di cessazione temporanea, ovvero di sospensione dell’attività aziendale con ragionevole prospettiva di ripresa dell’attività stessa.

L’accesso alla Cig, poi, sarà subordinato all’esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro.

Scatterà anche la modifica dei limiti di durata del sussidio da rapportare al massimo di ore ordinarie lavorabili nel periodo di intervento della Cig ordinaria e straordinaria.

4 | CAMBIA ANCHE LO STATUTO DEI LAVORATORI

La disciplina dello Statuto dei lavoratori del 1970 verrà aggiornata in un Testo unico semplificato. È il cosiddetto Codice semplificato che conterrà le norme su diverse tipologie contrattuali e sui relativi rapporti di lavoro. Si stabiliranno diverse forme contrattuali esistenti per rapportarle al diverso contesto produttivo.

Ci sarà la revisione della disciplina sulle mansioni in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale.

È prevista anche la revisione della disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro che dovrà essere aggiornata tenendo conto dell’evoluzione tecnologica (sempre alla luce del rispetto della privacy del lavoratore). In pratica, le nuove misure riguarderanno solo i controlli degli impianti e non dei singoli lavoratori e verranno adottate “contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore”.

5 | NASCE L’AGENZIA NAZIONALE PER L’OCCUPAZIONE

Nascerà l’Agenzia nazionale per l’occupazione partecipata da Stato, Regioni e Province autonome e vigilata dal ministero del Lavoro. Essa coordinerà l’attività dei centri per l’impiego e avrà competenza gestionale per l’erogazione dell’Aspi.

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Autore immagine: 123rf com

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