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Lo sai che? Conto corrente del defunto: l’erede ha diritto di avere tutte le informazioni dalla banca

Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2014

La banca non può rifiutare l’istanza di accesso alla documentazione del correntista defunto se presentata dall’erede che vuole riscostruire l’asse ereditario.

 

Gli eredi hanno diritto di conoscere le operazioni effettuate sul conto corrente del de cuius e la banca non può rifiutare la richiesta di accesso alla relativa documentazione.

Quando si apre la successione ereditaria vi è la necessità di ricostruire il patrimonio del de cuius per poi dividerlo tra gli eredi in base alle rispettive quote.

A tal fine, possono essere rilevanti anche le operazioni che il de cuius ha effettuato in vita sul conto corrente o altri rapporti bancari (libretti di risparmio, titoli, cassette di sicurezza ecc.).

La conoscenza di tali operazioni permette agli eredi di ricostruire l’asse ereditario e accertare eventuali lesioni della propria quota di legittima.

Per esempio: grazie all’accesso alla documentazione relativa al conto corrente è possibile scoprire l’acquisto di altri beni del defunto sconosciuti agli eredi oppure l’effettuazione di donazioni consistenti a favore di alcuni familiari.

Con riguardo a quest’ultimo caso, infatti, l’erede che ha ricevuto dal soggetto deceduto (gli avvocati lo chiamano “de cuius”), quando questi era ancora in vita, donazioni dirette o indirette, deve conferirle all’asse ereditario in modo che quest’ultimo venga equamente diviso anche fra gli altri coeredi in base alle rispettive quote [1].

Gli eredi hanno pieno diritto di accesso alla documentazione relativa ai rapporti bancari del parente defunto nell’ottica della tutela dei loro diritti successori.

La banca pertanto non può opporsi ed è tenuta a comunicare agli eredi i dati richiesti.

Il diritto in questione è previsto dal Testo unico sulla Privacy secondo cui:

– è riconosciuto il diritto di accesso ai dati personali riferiti a persone decedute da parte di chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione [2];

– le banche, previo oscuramento di eventuali dati di terzi, hanno l’obbligo di estrapolare dai loro archivi e documenti solo i dati personali oggetto di richiesta d’accesso [3];

– l’accesso agli atti deve essere gratuito e la banca non può imporre oneri né condizioni [4].

Il diritto dell’erede all’accesso alla documentazione dei rapporti bancari intestati al de cuius è stato più volte ribadito anche dal Garante per la Privacy.

Per esempio, in un caso [5] il Garante ha ordinato all’istituto bancario di fornire la documentazione richiesta dal figlio del de cuius il quale era interessato a far valere la lesione della propria quota di legittima.

note

[1] Si tratta della cosiddetta collazione ereditaria prevista dall’art. 737 e ss. cod. civ.

[2] Art. 9 c. 3 T.U. Privacy.

[3] Art. 10 T.U. Privacy.

[4] Art. 7 T.U. Privacy.

[5] Garante Privacy, provvedimento n. 372/2011.

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