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Notifica: non conta la residenza che risulta all’anagrafe ma quella effettiva


Notifica: non conta la residenza che risulta all’anagrafe ma quella effettiva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 dicembre 2014



I certificati del Comune hanno solo valore presuntivo, ma possono essere superati con prova contraria.

Chi crede di poter spiazzare i creditori semplicemente indicando all’anagrafe un indirizzo di residenza, mentre invece vive altrove, si sbaglia di grosso. I certificati anagrafici, infatti, non sono un dato incontrovertibile. Anzi. Hanno solo un valore presuntivo. Risultato: quello che risulta dai registri comunali deve lasciare posto all’eventuale prova secondo cui il debitore, di fatto, risieda o dimori altrove. Ed è a quest’ultimo luogo che andrà fatta la notifica, anche se non coincidente con l’anagrafe.

Conseguenze pratiche: il debitore non potrà rifiutare l’atto dal postino che sia riuscito a “pizzicarlo” in un posto diverso da quello che risulta in Comune. Peggio: se non accetta di prendere la raccomandata, quest’ultima viene depositata presso l’ufficio postale o alla Casa Comunale e la notifica si considera ugualmente perfezionata.

È quanto risulta da una recente ordinanza della Cassazione [1].

L’orientamento della giurisprudenza è, dunque, il seguente: ai fini della determinazione del luogo di residenza o dimora della persona destinataria di una notifica (per es. di un atto giudiziario, di una cartella Equitalia o sia pure di una raccomandata), rileva solo il luogo ove essa dimora di fatto in modo abituale. Le risultanze anagrafiche rivestono solo un mero valore presuntivo circa il luogo di residenza e possono essere superate da una prova contraria, desumibile da qualsiasi elemento che sarà il giudice a valutare.

Superabili le risultanze anagrafiche con prova contraria

Conta, in definitiva, soltanto la dimora abituale di fatto dell’intimato e quest’ultimo deve rassegnarsi a pagare se lì viene raggiunto da una notifica che, solo per il fatto di non aver ivi fissato residenza ufficiale, si è rifiutato di ricevere. Nessun errore, quindi, nella notifica se vi sono prove (per esempio, le testimonianze dei vicini) secondo cui il debitore risiede effettivamente laddove il postino lo ha trovato.

note

[1] Cass. ord. n. 25713/2014 del 4.12.2014. Cfr. anche Cass. sent. n. 15938/08.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. ..siamo alla caccia delle streghe.

    i vicini ti accusavano? Al rogo.

    Avevi un comportamento sospetto, ti accusavano. Venivi messo al rogo.

    Eri antipatico a qualcuno? Chiedevi giustizia? Non davi la precedenza al signorotto di turno?

    Bastava che qualcuno urlasse..: E’ UNA STREGA.. !!!

    E SBAMM al ROGO.. Oggi, si fà la stessa identica cosa.

  2. Non e’ del tutto corretto.la notifica va fatta solo sul luogo indicato nella busta,non in posto differente…che sia residenza o domicilio.se.il postino con conoscenza,se il.destinatario e’trasferito puo annotare sull atto il nuovo indirizzo,in modo che venga rifatto l’atto col l’indirizzo nuovo.

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