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Il dipendente può prelevare documenti aziendali “segreti” se utili per la causa contro il datore

4 dicembre 2014


Il dipendente può prelevare documenti aziendali “segreti” se utili per la causa contro il datore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 dicembre 2014



Non c’è violazione dei doveri di fedeltà e lealtà se gli atti aziendali servono per esercitare il proprio diritto alla difesa.

La scena è di quelle da film. Il dipendente resta fino a tardi in azienda. Attende che si chiudano le porte e le luci. Poi, con la torcia, entra silenziosamente nella stanza del direttore. Apre i cassetti, fruga, rovista tra le carte, trova la chiave della cassaforte e lì pesca il fascicolo “scottante” con il quale incastrare il datore di lavoro.

Fantasia o realtà? Strano a dirsi, ma quando c’è in mezzo la privacy, quella del lavoratore è intoccabile, mentre quella del datore di lavoro è violabilissima. Almeno secondo la sentenza della Cassazione pubblicata questa mattina [1].

Così, secondo la Suprema Corte, il dipendente può utilizzare documenti segreti dell’azienda se servono per far valere un proprio diritto in giudizio. E se il datore di lavoro si permette, per ciò solo, a licenziarlo… doppia condanna anche per aver inflitto una sanzione illegittima.

Si legge nelle motivazioni della sentenza: il lavoratore che produca in una controversia di lavoro copia di atti aziendali riguardanti direttamente la propria posizione lavorativa non viene meno ai doveri di fedeltà previsti dal codice civile [2]. Infatti, da un lato la normativa processuale in materia è idonea a impedire la divulgazione della documentazione aziendale; dall’altro, in ogni caso, il diritto di difesa prevale rispetto alle eventuali esigenze di riservatezza dell’azienda [3].

Insomma, la norma della Costituzione [3] secondo cui ogni cittadino può far valere i propri diritti in giudizio non trova limiti nella riservatezza del datore di lavoro.

note

[1] Cass. sent. n. 25682 del 4.12.2014.

[2] Di cui all’articolo 2105 cod. civ.

A riguardo, continua la Cassazione, si tenga presente «che il diritto di difesa costituzionalmente garantito dall’articolo 24 Cost. sussiste anche in capo a chi non abbia ancora assunto la qualità di parte in un procedimento penale: basti pensare al diritto alle investigazioni difensive ex artt. 391 bis e ss. c.p.p., alcune delle quali possono esercitarsi anche prima dell’eventuale instaurazione d’un procedimento penale oppure ai poteri processuali della persona offesa, che, ancor prima di costituirsi, se del caso, parte civile, ha il diritto, nei termini di cui agli articoli 408 e ss. c.p.p., di essere informata dell’eventuale richiesta di archiviazione, di proporvi opposizione e, se del caso, di ricorrere per cassazione contro il provvedimento di archiviazione che sia stato emesso de plano, senza previa fissazione dell’udienza camerale».

[3] Art. 24 Cost.

Autore immagine: 123rf com

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